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Codice proc. penale agg.  al  4 Mag 2015
 
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Art. 355 cod. proc. penale: Convalida del sequestro e suo riesame

1. Nel caso in cui abbia proceduto a sequestro, la polizia giudiziaria enuncia nel relativo verbale il motivo del provvedimento e ne consegna copia alla persona alla quale le cose sono state sequestrate. Il verbale è trasmesso senza ritardo, e comunque non oltre le quarantotto ore, al pubblico ministero del luogo dove il sequestro è stato eseguito.

2. Il pubblico ministero, nelle quarantotto ore successive, con decreto motivato convalida il sequestro se ne ricorrono i presupposti ovvero dispone la restituzione delle cose sequestrate. Copia del decreto di convalida è immediatamente notificata alla persona alla quale le cose sono state sequestrate.

3. Contro il decreto di convalida, la persona nei cui confronti vengono svolte le indagini e il suo difensore, la persona alla quale le cose sono state sequestrate e quella che avrebbe diritto alla loro restituzione possono proporre, entro dieci giorni dalla notifica del decreto ovvero dalla diversa data in cui l’interessato ha avuto conoscenza dell’avvenuto sequestro, richiesta di riesame, anche nel merito, a norma dell’articolo 324.

4. La richiesta di riesame non sospende l’esecuzione del provvedimento.


Giurisprudenza annotata

Convalida del sequestro e suo riesame

Il decreto di sequestro probatorio può essere sorretto anche da motivazione in ordine al presupposto della finalità perseguita in concreto per l'accertamento dei fatti enunciata mediante formule sintetiche qualora sia di immediata percezione la "diretta" connessione probatoria tra il vincolo di temporanea indisponibilità del bene sequestrato ed il corretto sviluppo della attività investigativa. (Fattispecie in cui la Corte ha ritenuto correttamente adempiuto l'obbligo di motivazione del sequestro di merce verosimilmente contraffatta con l'utilizzo della espressione sintetica relativa alla "necessità di proseguire le indagini"). (Rigetta, Trib. lib. Salerno, 14/07/2014 )

Cassazione penale sez. II  11 novembre 2014 n. 52619  

 

Il decreto del P.M. di convalida del sequestro probatorio può essere sorretto da una motivazione enunciata mediante formule estremamente sintetiche o prestampate, quando, avuto anche riguardo agli atti processuali ivi richiamati, siano adeguatamente esplicitate le ragioni probatorie del vincolo di temporanea indisponibilità delle cose sequestrate. (Fattispecie in cui, in relazione a convalida di sequestro probatorio effettuato per il reato di importazione, senza autorizzazione, di principi farmacologicamente attivi, e con riferimento a sostanze che si ipotizzava avessero tale natura, la Corte ha ritenuto sufficiente la motivazione sintetizzata nell'espressione "quanto è stato oggetto di sequestro è corpo di reato o comunque cosa pertinente al reato, in quanto trattasi di beni la cui detenzione è illecita e/o il cui mantenimento in sequestro è indispensabile al fine della prosecuzione delle indagini volte a stabilire caratteristiche, provenienza e titolo di detenzione di quanto sequestrato"). (Rigetta, Trib. lib. Vercelli, 28/11/2013 )

Cassazione penale sez. III  24 giugno 2014 n. 29990  

 

Il decreto di sequestro probatorio delle cose che costituiscono corpo di reato, deve essere necessariamente sorretto, a pena di nullità, da idonea motivazione in ordine al presupposto della finalità perseguita, in concreto, per l'accertamento dei fatti. (Fattispecie in cui è stata ritenuta illegittima la motivazione di decreto di convalida emesso a norma dell'art. 355 c.p.p. sintetizzata nell'espressione di stile "quanto è stato oggetto di sequestro è corpo di reato trattandosi di cose sulle quali il reato è stato commesso"). (Annulla senza rinvio, Trib. lib. Venezia, 09/10/2013 )

Cassazione penale sez. III  11 marzo 2014 n. 19615  

 

Qualora, nel decreto di perquisizione affidato per l'esecuzione alla polizia giudiziaria, le cose da ricercare e da sottoporre a sequestro probatorio non siano già determinate ovvero determinabili in base alle nozioni di "corpo di reato" e di "cosa pertinente al reato", con riferimento alla natura del reato per il quale la perquisizione è stata disposta, ma sia stata conferita delega alla polizia giudiziaria di avvalersi dei propri poteri di iniziativa per la individuazione, nel corso della perquisizione, della cose da sequestrare, l'avvenuto sequestro di tali cose dev'essere convalidato ai sensi dell'art. 355 c.p.p., con la conseguenza che, in mancanza, l'interessato non può attivare la procedura di riesame, essendo questa prevista dall'art. 257 c.p.p. per il solo caso del sequestro disposto dall'autorità giudiziaria, ma deve chiedere la restituzione e proporre quindi opposizione davanti al giudice per le indagini preliminari, ai sensi dell'art. 263 c.p.p, avverso l'eventuale diniego da parte del pubblico ministero.

Cassazione penale sez. VI  02 maggio 2013 n. 39040  

 

In tema di sequestro probatorio l'attività della polizia giudiziaria necessita di convalida ex art. 355 c.p.p. ogni qual volta il decreto del PM non indichi l'oggetto specifico della misura, in assenza di detta convalida non è esperibile la procedura del riesame, che l'ordinamento riserva al decreto emesso ex art. 253 c.p.p., contenente l'indicazione delle cose da sequestrare. Qualora il PM non ordini d'ufficio la restituzione ex art. 355 comma 2 c.p.p. dei beni oggetto di sequestro di p.g. non convalidato, l'interessato può avanzare al PM medesimo la relativa istanza, con facoltà di proporre opposizione al GIP contro l'eventuale diniego ai sensi dell'art. 263 comma 5 c.p.p., mentre non è impugnabile dinanzi al Tribunale del riesame - in assenza di una disposizione che ne preveda l'impugnabilità - il provvedimento che ha disposto la perquisizione.

Cassazione penale sez. II  19 dicembre 2012 n. 2717  

 

Il sequestro operato dalla polizia giudiziaria nell'ambito di una perquisizione non deve essere convalidato ai sensi e per gli effetti dell'art. 355, commi 1 e 2, c.p.p. ove si possa ritenere che l'oggetto sequestrato rientri tra quelli individuati nel decreto di perquisizione disposto dal pubblico ministero. Solo nel caso di un decreto di ricerca della prova reale assolutamente generico ovvero che deleghi sostanzialmente agli operatori ogni valutazione in merito al vincolo pertinenziale e probatorio del bene sequestrabile, la procedura di convalida si rende necessaria.

Cassazione penale sez. III  03 aprile 2012 n. 15513  

 

Rientra tra i poteri del p.m. la qualificazione come probatorio o preventivo del sequestro eseguito di urgenza dalla polizia giudiziaria. Ne consegue che i termini per la convalida dell'operato della p.g. non sono assolutamente quelli formulati dall'art. 355 c.p.p., quanto quelli di cui all'art. 321 comma 3 bis c.p.p.

Tribunale Taranto  29 febbraio 2012

 

Nell'ipotesi in cui il sequestro probatorio operato dalla polizia giudiziaria su delega del p.m. non venga convalidato per la tardiva trasmissione del relativo verbale, è nulla l'ordinanza del tribunale che abbia rigettato l'istanza di riesame proposta dall'interessato, convalidando - sia pure implicitamente - il sequestro per la parte eccedente l'oggetto specificato dal p.m. nel provvedimento di delega, attesa l'inefficacia del vincolo reale per la mancata convalida entro il termine previsto dall'art. 355, comma 2, c.p.p. Annulla in parte senza rinvio, Trib. Bolzano, 16 febbraio 2010

Cassazione penale sez. VI  14 maggio 2010 n. 22283  



 
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