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Codice proc. penale agg.  al  4 Mag 2015
 
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Art. 360 cod. proc. penale: Accertamenti tecnici non ripetibili

1. Quando gli accertamenti previsti dall’articolo 359 riguardano persone, cose o luoghi il cui stato è soggetto a modificazione, il pubblico ministero avvisa, senza ritardo, la persona sottoposta alle indagini, la persona offesa dal reato e i difensori del giorno, dell’ora e del luogo fissati per il conferimento dell’incarico e della facoltà di nominare consulenti tecnici.

2. Si applicano le disposizioni dell’articolo 364 comma 2.

3. I difensori nonché i consulenti tecnici eventualmente nominati hanno diritto di assistere al conferimento dell’incarico, di partecipare agli accertamenti e di formulare osservazioni e riserve.

4. Qualora, prima del conferimento dell’incarico, la persona sottoposta alle indagini formuli riserva di promuovere incidente probatorio, il pubblico ministero dispone che non si proceda agli accertamenti salvo che questi, se differiti, non possano più essere utilmente compiuti.

5. Se il pubblico ministero, malgrado l’espressa riserva formulata dalla persona sottoposta alle indagini e pur non sussistendo le condizioni indicate nell’ultima parte del comma 4, ha ugualmente disposto di procedere agli accertamenti, i relativi risultati non possono essere utilizzati nel dibattimento.


Giurisprudenza annotata

Accertamenti tecnici non ripetibili

La natura ripetibile o meno dell'accertamento tecnico che consente di estrapolare il profilo genetico deve essere verificata in concreto dipendendo dalla quantità della traccia e dalla qualità del Dna presente sui reperti biologici sequestrati. (Rigetta, App. Messina, 28/03/2014 )

Cassazione penale sez. II  27 novembre 2014 n. 2476  

 

In tema di accertamenti tecnici su materiale biologico, l'attività di comparazione tra profili genetici estratti dai reperti e riversati in supporti documentali è una operazione di confronto sempre ripetibile, a condizione che sia assicurata la corretta conservazione degli stessi supporti sui quali sono impresse le impronte genetiche. (Rigetta, App. Messina, 28/03/2014 )

Cassazione penale sez. II  27 novembre 2014 n. 2476

 

In tema di accertamenti tecnici irripetibili, l'attività di esame e di studio espletata oltre il termine di durata delle indagini preliminari dal consulente tecnico del p.m. sulla documentazione e sull'attività tempestivamente compiuta (nella specie, esame autoptico), pur impedendo l'acquisizione della relazione di consulenza al fascicolo del dibattimento, non osta alla formazione della prova a seguito dell'esame dell'ausiliario nel contraddittorio delle parti. (Rigetta, App. Catanzaro, 28/01/2013 )

Cassazione penale sez. IV  06 marzo 2014 n. 18473  

 

In tema di accertamento tecnico irripetibile e conseguente obbligo previsto dall'art. 360 c.p.p. di avviso alle parti e ai difensori del giorno, dell'ora e del luogo fissati per il conferimento dell'incarico, con la facoltà di nominare consulenti tecnici, la consumazione del materiale biologico acquisito non rende l'atto irripetibile, in quanto è sempre possibile prelevare (eventualmente con la procedura di cui all'art. 359-bis c.p.p.) altro materiale biologico dell'imputato, per compiere (da parte di un consulente nominato dalla difesa o da parte del perito nominato dal giudice) ulteriori confronti e non vi è, pertanto, alcun obbligo da parte dell'autorità inquirente di avvisare la difesa dell'indagato del compimento dell'accertamento in questione.

Cassazione penale sez. I  20 febbraio 2014 n. 37250  

 

Il prelievo di tracce biologiche su un oggetto rinvenuto nel luogo del commesso reato e le successive analisi dei polimorfismi del Dna, per l'individuazione del profilo genetico per eventuali confronti, sono utilizzabili se non sia stato possibile osservare, in quanto l'indagine preliminare si svolgeva contro ignoti, le garanzie di partecipazione difensiva previste per gli accertamenti tecnici irripetibili compiuti dal p.m. Del resto, in tema di accertamento tecnico non ripetibile, gli avvisi previsti dall'art. 360 del c.p.p. sono dovuti solo in presenza di consistenti sospetti di reato sia sotto il profilo oggettivo che in ordine alla sua attribuibilità soggettiva.

Cassazione penale sez. I  10 gennaio 2014 n. 9284  

 

Gli accertamenti tecnici per il rilevamento e la misurazione dell'emissione di onde elettromagnetiche non possono essere oggetto di delega di attività d'indagine in sede amministrativa da parte dell'ARPA (Associazione Regionale per la Protezione dell'Ambiente), pena la fuoriuscita dal contesto delle indagini penali, con conseguente mancato rispetto delle forme previste dagli artt. 360 c.p.p e 210 disp. att. c.p.p..

Cassazione penale sez. III  11 dicembre 2013 n. 3679  

 

La consulenza disposta dal p.m. sul nastro carbografico di una macchina da scrivere costituisce accertamento tecnico irripetibile, sicché, qualora non si utilizzi la procedura garantita di cui all'art. 360 c.p.p. nell'ambito di un procedimento a carico di persone note, e sia anche solo ipotizzabile che detto accertamento possa riguardare taluno degli indagati, il contenuto dei “pizzini”, ricostruito attraverso l'esame predetto, deve ritenersi inutilizzabile.

Cassazione penale sez. V  30 settembre 2013 n. 50589  

 

Per accertare la natura di stupefacente di una sostanza non è necessaria la perizia o un accertamento tecnico da svolgersi secondo le disposizioni di cui all'art. 360 c.p.p., essendo all'uopo sufficiente il materiale probatorio costituito da dichiarazioni dell'imputato, indagine con narcotest "et similia". (Fattispecie relativa a narcotest effettuato su Ketamina). Dichiara inammissibile, App. Firenze, 27/11/2012

Cassazione penale sez. VI  26 settembre 2013 n. 43226  

 

La rilevazione di impronte papillari non può essere annoverata tra gli accertamenti tecnici irripetibili, quali previsti e disciplinati dall'art. 360 c.p.p., neppure quando sia stata effettuata con l'impiego di particolari prodotti o di accorgimenti tecnici che servano a renderle visibili.

Cassazione penale sez. VI  06 febbraio 2013 n. 10350  

 

In tema di reati sessuali, laddove il p.m. effettui la scelta di ricorrere alla procedura non garantita prevista dall'art. 359 c.p.p., non affidando la consulenza personologica nelle forme dell'art. 360 c.p.p. e non richiedendo al g.i.p. l'incidente probatorio, l'apporto conoscitivo del consulente non può estendersi fino a convogliare nel processo indagini svolte senza contraddittorio con il consulente della difesa e senza la possibilità di un controllo postumo. (In applicazione del principio, la Corte, in relazione alla contestazione di violenza sessuale commessa da un docente nei confronti di un alunno minore di anni cinque, ha annullato con rinvio la sentenza di condanna basata sulle dichiarazioni della vittima, ritenendo di non poter colmare le carenze probatorie attraverso le dichiarazioni dibattimentali del consulente e affermando che del sapere scientifico di quest'ultimo si potesse tener conto solo per aspetti conoscitivi di carattere generale). Annulla con rinvio, App. Napoli, 30/10/2010

Cassazione penale sez. III  04 dicembre 2012 n. 3258  

 

In tema di reati sessuali in danno di minori di età, benché la legge non imponga nella fase delle indagini preliminari alcun obbligo al p.m. di affidare la consulenza personologica nelle forme dell'art. 360 c.p.p. ovvero di richiedere al g.i.p. l'incidente probatorio, essendo ammissibile il ricorso alla procedura non garantita prevista dall'art. 359 c.p.p., il p.m., alla luce del caso concreto, delle condizioni del bambino e della prevedibile durata delle indagini, deve pur sempre valutare se l'accertamento possa essere utilmente ripetuto dopo l'arco di tempo entro il quale è necessario tutelare la segretezza delle investigazioni. (In applicazione del principio, in relazione alla contestazione di violenza sessuale commessa da un docente nei confronti di un alunno minore di anni cinque, la Corte ha annullato con rinvio la sentenza di condanna basata sulle dichiarazioni della vittima non sentita in sede di incidente probatorio ed escussa in dibattimento a cinque anni dai fatti all'esito di un trattamento psicologico che aveva influito sulle sue capacità evocative). Annulla con rinvio, App. Napoli, 30/11/2010

Cassazione penale sez. III  04 dicembre 2012 n. 3258  

 

Qualora il p.m. faccia espletare nel corso delle indagini preliminari una consulenza medico-legale ai sensi dell'art. 360 c.p.p. senza dare avviso all'imputato e al difensore del conferimento dell'incarico e della facoltà di nominare un consulente tecnico di parte, sussiste una nullità di ordine generale da qualificarsi a regime intermedio ex art. 180 c.p.p., che va dedotta nel corso del giudizio di primo grado.

Cassazione penale sez. III  11 ottobre 2012 n. 46715  



 
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