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Codice proc. penale agg.  al  4 Mag 2015
 
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Art. 364 cod. proc. penale: Nomina e assistenza del difensore

1. Il pubblico ministero, se deve procedere a interrogatorio, ovvero a ispezione o confronto cui deve partecipare la persona sottoposta alle indagini, la invita a presentarsi a norma dell’articolo 375.

2. La persona sottoposta alle indagini priva del difensore è altresì avvisata che è assistita da un difensore di ufficio, ma che può nominarne uno di fiducia.

3. Al difensore di ufficio o a quello di fiducia in precedenza nominato è dato avviso almeno ventiquattro ore prima del compimento degli atti indicati nel comma 1 e delle ispezioni a cui non deve partecipare la persona sottoposta alle indagini.

4. Il difensore ha in ogni caso diritto di assistere agli atti indicati nei commi 1 e 3, fermo quanto previsto dall’articolo 245.

5. Nei casi di assoluta urgenza, quando vi è fondato motivo di ritenere che il ritardo possa pregiudicare la ricerca o l’assicurazione delle fonti di prova, il pubblico ministero può procedere a interrogatorio, a ispezione o a confronto anche prima del termine fissato dandone avviso al difensore senza ritardo e comunque tempestivamente. L’avviso può essere omesso quando il pubblico ministero procede a ispezione e vi è fondato motivo di ritenere che le tracce o gli altri effetti materiali del reato possano essere alterati. E’ fatta salva, in ogni caso, la facoltà del difensore d’intervenire.

6. Quando procede nei modi previsti dal comma 5, il pubblico ministero deve specificamente indicare, a pena di nullità, i motivi della deroga e le modalità dell’avviso.

7. E’ vietato a coloro che intervengono agli atti di fare segni di approvazione o disapprovazione. Quando assiste al compimento degli atti, il difensore può presentare al pubblico ministero richieste, osservazioni e riserve delle quali è fatta menzione nel verbale.


Giurisprudenza annotata

Nomina ed assistenza del difensore

In tema di sequestro preventivo, non è previsto da alcuna disposizione di legge l'obbligo del previo avviso al difensore di fiducia dell'indagato circa l'esecuzione del sequestro, né sussiste l'obbligo per la polizia giudiziaria di avvisare l'indagato medesimo della facoltà di farsi assistere da un difensore di fiducia, posto che le norme di cui agli artt. 356 e 364 c.p.p. e 114 disp. att. c.p.p., che prevedono tale avviso in tema di sequestro probatorio, non trovano applicazione nell'ipotesi di sequestro preventivo.

Cassazione penale sez. I  04 maggio 2012 n. 25849

 

Non sussiste obbligo di avvisare previamente il difensore di fiducia dell'indagato dell'esecuzione del sequestro preventivo disposto dal giudice, né, per la polizia giudiziaria, obbligo di avvisare l'indagato della facoltà di farsi assistere da un difensore di fiducia. Rigetta, Trib. lib. Treviso, 19 novembre 2009

Cassazione penale sez. IV  07 luglio 2010 n. 37937

 

Le dichiarazioni rese dall'indagato in assenza del difensore, alla cui assistenza l'indagato stesso abbia rinunciato, sono utilizzabili in sede di giudizio abbreviato nei confronti dei coimputati, in quanto qualificabili come dichiarazioni spontanee, sottratte alle regole generali per l'interrogatorio previste dall'art. 64 c.p.p. (Nella specie l'imputato aveva rinunziato all'assistenza del difensore, chiedendo di essere interrogato in quanto voleva collaborare con gli inquirenti). Rigetta, App. Milano, 05 febbraio 2009

Cassazione penale sez. III  20 gennaio 2010 n. 10643  

 

In tema di avvisi al difensore, nei casi in cui, ricorrendo una situazione di urgenza, la legge, in luogo di prevedere la "notifica" dell'avviso, si limiti a stabilire che lo stesso deve essere "dato" al difensore, deve ritenersi sufficiente procurare al destinatario dell'avviso l'effettiva conoscenza della notizia, anche se questa è comunicata con forme diverse da quelle prescritte per le notificazioni. Ciò che si può verificare nell'ipotesi dell'interrogatorio dell'indagato da parte del p.m., laddove l'art. 364, commi 3 e 6, c.p.p., nel prescrivere che dell'interrogatorio si deve dare avviso almeno ventiquattro ore prima del compimento dell'atto, attribuisce peraltro facoltà al p.m., sia pure con l'obbligo, imposto a pena di nullità, di indicare i motivi della deroga e le modalità dell'avviso, di procedere all'interrogatorio anche prima del termine fissato, dandone avviso al difensore senza ritardo e comunque tempestivamente.

Cassazione penale sez. VI  22 ottobre 2008 n. 13523  

 

L'assenza del difensore, ritualmente e tempestivamente avvisato, non impone la sospensione dell'interrogatorio dinanzi al p.m., nè la nomina di un difensore d'ufficio per l'espletamento di tale atto in quanto, ai sensi dell'art. 364 c.p.p., la presenza del difensore, pur costituendo un diritto per l'indagato, non è tuttavia obbligatoria.

Cassazione penale sez. I  02 dicembre 2005 n. 7255  

 

In tema di guida in stato di ebbrezza, il cosiddetto alcooltest costituisce atto di polizia giudiziaria urgente e indifferibile ex art. 354, comma 3, c.p.p., cui il difensore può assistere ai sensi del successivo art. 356 senza però diritto a essere previamente avvisato. Ne consegue che, qualora non si provveda al tempestivo deposito di tale atto ex art. 366 c.p.p. nella segreteria del p.m., non può comunque configurarsi alcuna nullità. In vero, in tale evenienza possono verificarsi due situazioni. La prima, è quella della mancanza di un difensore di fiducia e, in questo caso, non essendo previsto (a differenza di altre ipotesi: si vedano gli art. 350, 364 e 365 c.p.p.) l'obbligo di nomina di un difensore di ufficio (si veda il combinato disposto degli art. 356 c.p.p. e 114 disp. att. c.p.p.), ne deriva la mancanza tout court del soggetto al quale, depositare l’atto, con conseguente insussistenza di ogni nullità. L'altra ipotesi è quella in cui sia stato nominato un difensore di fiducia, nel qual caso, in effetti, deve trovare attuazione il disposto dell'art. 366, comma 1, c.p.p., che, facendo riferimento agli "atti compiuti dal p.m. e dalla polizia giudiziaria", dispone il deposito degli stessi nella segreteria del p.m. entro il terzo giorno successivo al compimento degli atti medesimi: peraltro, quella del deposito ex art. 366 è una formalità che attiene a un momento successivo al compimento dell'atto e il suo eventuale ritardo od omissione non attiene, ai sensi dell'art. 178, lett. c), c.p.p., all'assistenza e alla rappresentanza dell'imputato nel compimento dell'atto di polizia giudiziaria; onde, anche in questa ipotesi, la mancanza di ogni espressa previsione di nullità, in relazione al principio di tassatività delle stesse, mentre il ritardato od omesso deposito, semmai, può solo procrastinare il termine per il compimento di ulteriori attività defensionali e di eventuali atti di impugnazione previsti dalla legge.

Cassazione penale sez. IV  21 ottobre 2005 n. 38881  

 

In tema di atti delegati dal p.m. alla polizia giudiziaria, i limiti e le garanzie previsti dal comma 1 dell'art. 370 c.p.p. per l'espletamento dell'interrogatorio della persona sottoposta alle indagini (stato di libertà di quest'ultima e presenza necessaria del difensore) si riferiscono all'interrogatorio in senso stretto, nel quale cioè l'oggetto delle contestazioni riguardi gli addebiti propri dell'interrogato. Ne consegue che, ferma restando l'osservanza della prescrizione di cui all'art. 364 c.p.p. sono valide le dichiarazioni rese dall'indagato in stato di detenzione alla polizia giudiziaria delegata riguardanti la responsabilità di terzi.

Cassazione penale sez. VI  22 dicembre 2003 n. 49156  



 
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