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Codice proc. penale agg.  al  4 Mag 2015
 
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Art. 375 cod. proc. penale: Invito a presentarsi

1. Il pubblico ministero invita la persona sottoposta alle indagini a presentarsi quando deve procedere ad atti che ne richiedono la presenza.

2. L’invito a presentarsi contiene:

a) le generalità o le altre indicazioni personali che valgono a identificare la persona sottoposta alle indagini;

b) il giorno, l’ora e il luogo della presentazione nonché l’autorità davanti alla quale la persona deve presentarsi;

c) il tipo di atto per il quale l’invito è predisposto;

d) l’avvertimento che il pubblico ministero potrà disporre a norma dell’articolo 132 l’accompagnamento coattivo in caso di mancata presentazione senza che sia stato addotto legittimo impedimento.

3. Quando la persona è chiamata a rendere l’interrogatorio, l’invito contiene altresì la sommaria enunciazione del fatto quale risulta dalle indagini fino a quel momento compiute. L’invito può inoltre contenere, ai fini di quanto previsto dall’articolo 453 comma 1, l’indicazione degli elementi e delle fonti di prova e l’avvertimento che potrà essere presentata richiesta di giudizio immediato.

4. L’invito a presentarsi è notificato almeno tre giorni prima di quello fissato per la comparizione, salvo che, per ragioni di urgenza, il pubblico ministero ritenga di abbreviare il termine, purché sia lasciato il tempo necessario per comparire.


Giurisprudenza annotata

Invito a presentarsi

L'avviso ex art. 415 bis c.p.p. non ha efficacia interruttiva della prescrizione, di cui è dotato invece l'invito a presentarsi al p.m. per rendere l'interrogatorio ex art. 375 c.p.p., anche qualora venga notificato contestualmente al primo. (Fattispecie in cui è stato ritenuto inidoneo ad interrompere la prescrizione l'avviso ex art. 415 bis c.p.p. contenente solo un generico riferimento alla facoltà di presentarsi al p.m. per rendere interrogatorio). (Dichiara inammissibile, G.i.p. Trib. Salerno, 18/05/2012)

Cassazione penale sez. III  10 luglio 2014 n. 42859  

 

L'invito a presentarsi rivolto dal p.m. all'indagato per rendere l'interrogatorio ha efficacia interruttiva della prescrizione del reato, anche se all'interrogatorio abbia poi proceduto un ufficiale di polizia giudiziaria all'uopo delegato dal p.m. (Annulla con rinvio, Trib. lib. Brindisi, 21/06/2013 )

Cassazione penale sez. III  18 marzo 2014 n. 18919  

 

La richiesta da parte dell'indagato detenuto di conferire per motivi di giustizia con il pubblico ministero, avanzata a seguito della notifica dell'avviso di conclusione delle indagini preliminari, potendo rispondere a molteplici finalità e non contenendo specificamente la manifestazione della volontà di rendere interrogatorio, non determina il dovere del pubblico ministero di espletare l'atto.

Cassazione penale sez. I  24 settembre 2013 n. 48846  

 

L'invito a presentarsi per rendere l'interrogatorio previsto dall'art. 375 c.p.p. spiega l'effetto interruttivo del corso della prescrizione ai sensi dell'art. 160 c.p., anche quando il fatto reato in esso sommariamente enunciato venga poi, per l'evoluzione delle indagini, meglio qualificato e storicamente precisato. (In motivazione la Corte ha richiamato la "ratio" della norma, che riconosce efficacia interruttiva all'atto "de quo" in quanto significativo della persistenza dell'interesse dello Stato all'esercizio della pretesa puntiva in relazione a un fatto storico globalmente considerato, attraverso una contestazione destinata a essere, per la fase in cui interviene, provvisoria). Rigetta, Trib. lib. Salerno, 09/01/2013

Cassazione penale sez. II  02 luglio 2013 n. 35202  

 

L'invito a presentarsi al pubblico ministero per rendere interrogatorio, contenente gli avvisi di cui all'art. 375 cod. proc. pen., costituisce atto idoneo ad interrompere il decorso della prescrizione anche qualora venga notificato contestualmente all'avviso di conclusione delle indagini preliminari (art. 415 bis cod. proc. pen.). Annulla con rinvio, Trib. Sondrio, 13/01/2011

Cassazione penale sez. III  27 gennaio 2012 n. 7007  

 

È manifestamente infondata, in riferimento agli art. 3 e 24 cost., la q.l.c. degli art. 2 e 3 l. 16 luglio 1997 n. 234, nella parte in cui non prevedono che, anche nel procedimento per decreto - analogamente a quanto stabilito per il procedimento ordinario - il decreto di citazione a giudizio, emesso dal g.i.p. in seguito ad opposizione a decreto penale di condanna, debba essere preceduto, a pena di nullità, dall'invito a presentarsi per rendere l'interrogatorio, ai sensi dell'art. 375, comma 3, c.p.p. Analoghe questioni sono state già decise nel senso della manifesta infondatezza e il rimettente non prospetta profili o argomenti nuovi rispetto a quelli già esaminati (ordd. n. 432 del 1998, 325, 326, 458 del 1999, 203 del 2002, 8, 32 e 131 del 2003).

Corte Costituzionale  11 novembre 2010 n. 317  

 

L’avviso di conclusione delle indagini preliminari ex art. 415 bis c.p.p. risponde ad una finalità meramente informativa, sicché non può ritenersi equipollente agli atti interruttivi della prescrizione individuati tassativamente nell’art. 160 c.p. che sono insuscettibili di applicazione analogica "in malam partem"; ciò seppure contenga l’avvertimento per l’indagato della facoltà di chiedere di essere sottoposto ad interrogatorio: detto avvertimento, infatti, non assolve alla medesima funzione dell’invito a presentarsi per rendere l’interrogatorio – indicato nel citato art. 160 c.p. tra gli atti dotati di efficacia interruttiva della prescrizione – previsto dall’art. 375 c.p.p.

Tribunale Bari sez. I  13 marzo 2007

 

Non sussiste la nullità della richiesta di rinvio a giudizio conseguente al mancato invito all'indagato a rendere l'interrogatorio ai sensi dell'art. 375, comma terzo, cod. proc. pen., quando l'imputato abbia ricevuto, con un atto equipollente, la contestazione degli addebiti, trovandosi così nella condizione di predisporre ed avanzare le proprie difese. (In applicazione di tale principio, la Corte ha escluso la nullità ritenendo equipollenti l'interrogatorio reso al G.i.p. a fini cautelari, ovvero le spontanee dichiarazioni rese al P.M. dall'indagato ai sensi dell'art. 374, comma secondo, cod. proc. pen.). Rigetta, App. Milano, 1 ottobre 2004

Cassazione penale sez. VI  22 febbraio 2007 n. 35836  

 

Non sussiste la nullità del decreto di citazione a giudizio conseguente al mancato invito all'indagato a rendere l'interrogatorio ai sensi dell'art. 375, comma 3 c.p.p. nel caso in cui il predetto sia stato già sottoposto ad interrogatorio in sede di convalida dell'arresto, ex art. 391 c.p.p., che, per le modalità con cui è stato svolto, ne abbia spiegato i medesimi effetti. (Nella specie, l'imputato aveva ricevuto la contestazione degli addebiti nell'invito a comparire per l'udienza di convalida dell'arresto, trovandosi così nella condizione di predisporre ed avanzare le proprie difese, restando irrilevante la circostanza che il medesimo non fosse poi comparso in quella sede per difendersi).

Cassazione penale sez. VI  03 maggio 2006 n. 30136  

 

La nullità del decreto di citazione a giudizio conseguente al mancato invito all'indagato a rendere l'interrogatorio ai sensi dell'art. 375 c.p.p., non sussiste nell'ipotesi in cui il predetto sia già stato sottoposto a interrogatorio in sede di convalida dell'arresto e non sia successivamente intervenuto mutamento del quadro probatorio.

Cassazione penale sez. II  01 aprile 2005 n. 18093  

 

La sottoscrizione del decreto di citazione a giudizio da parte dell'ausiliario del giudice è quella di certificare il momento di emissione del decreto, che può ritenersi perfezionato soltanto alla data della sua sottoscrizione; tuttavia, la certezza della data può realizzarsi anche per equipollente dal momento in cui l'atto esce dalla sfera dell'ufficio del p.m. e raggiunge all'esterno il suo scopo, ovverosia alla data in cui esso sia stato ritualmente e tempestivamente notificato all'imputato (su queste premesse, la Corte, ha rigettato il ricorso proposto dal p.m. avverso l'atto definito abnorme con il quale il tribunale, avendo rilevato che era stato omesso l'invito all'imputato a rendere l'interrogatorio ai sensi dell'art. 375 comma 3 c.p.p., già in vigore alla data in cui aveva avuto luogo la notificazione, aveva dichiarato la nullità del decreto di citazione a giudizio sottoscritto solo dal p.m. e non dal suo ausiliario e disposto la trasmissione degli atti al p.m.).

Cassazione penale sez. IV  26 maggio 2004 n. 33666

 

La nullità del decreto di citazione a giudizio conseguente al mancato invito all'indagato a rendere l'interrogatorio ai sensi dell'art. 375 comma 3 c.p.p., sussiste anche nell'ipotesi in cui il predetto sia già stato sottoposto ad interrogatorio in sede di convalida dell'arresto, ex art. 391 c.p.p., stante la diversa finalità dei due istituti e atteso il fatto che il rinvio a giudizio può essere richiesto anche in riferimento a fatti di reato connessi, per i quali non fu operato l'arresto nella flagranza. Tale nullità va qualificata nullità a regime intermedio ai sensi degli art. 178 lett. c) e 180 c.p.p. e va tempestivamente dedotta all'udienza preliminare, altrimenti è sanata, dovendosi ritenere che l'imputato abbia manifestato l'intenzione di difendersi nel corso dell'udienza preliminare.

Cassazione penale sez. III  21 aprile 2004 n. 26904



 
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