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Codice proc. penale agg.  al  4 Mag 2015
 
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Art. 376 cod. proc. penale: Accompagnamento coattivo per procedere a interrogatorio o a confronto

1. Quando si tratta di procedere ad atti di interrogatorio o confronto, l’accompagnamento coattivo è disposto dal pubblico ministero su autorizzazione del giudice.


Giurisprudenza annotata

Accompagnamento coattivo per procedere a interrogatorio o a confronto

Il provvedimento con il quale il g.i.p. respinge la richiesta del p.m. di autorizzazione all'accompagnamento coattivo ex art. 376 c.p.p., perché spirati i termini delle indagini preliminari, è illegittimo, ma non abnorme, atteso che detto provvedimento non determina una anomala regressione del procedimento né uno stallo processuale non altrimenti superabile.

Cassazione penale sez. VI  16 dicembre 2005 n. 7458  

 

L'indagato in procedimento connesso, proprio per la sua specifica posizione processuale, deve essere sottoposto dal p.m. ad interrogatorio e non ad una mera assunzione di informazioni. Ne consegue quindi che il suo accompagnamento coattivo deve essere nel caso delle indagini preliminari autorizzato dal G.I.P. sulla base di un'interpretazione estensiva della norma di cui all'art. 376 c.p.p. 1988.

Procura della Repubblica Roma  19 marzo 1992

 

In tema di valutazione probatoria delle dichiarazioni rese da un testimone, successivamente imputato di falsa testimonianza, il principio stabilito dagli ultimi capoversi dell'art. 192 c.p.p. non significa che ogni qual volta vi sia una imputazione di falsa testimonianza, per ciò solo il teste diventi inutilizzabile come tale e che anche le dichiarazioni precedentemente rese perdano valore probatorio. I principi generali in materia di prova, fissati dall'art. 192 c.p.p., vanno contemperati con tutti gli altri principi, aventi anche valenza di diritto sostanziale (artt. 376 e 384 comma 2 c.p.p.), presenti nel nostro ordinamento. Le prescrizioni dei commi 3 e 4 dell'art. 192 c.p.p. costituiscono eccezioni ai più generali principi dei commi 1 e 2 e la loro rilevanza va rapportata al momento iniziale dell'assunzione della qualità di teste e non può trovare causa in eventi che si verifichino nel corso della deposizione testimoniale.

Cassazione penale sez. VI  09 luglio 1990



 
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