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Codice proc. penale agg.  al  9 Apr 2015
 
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Art. 38 cod. proc. penale: Termini e forme per la dichiarazione di ricusazione

1. La dichiarazione di ricusazione puo’ essere proposta, nell’udienza preliminare, fino a che non siano conclusi gli accertamenti relativi alla costituzione delle parti; nel giudizio, fino a che non sia scaduto il termine previsto dall’articolo 491 comma 1; in ogni altro caso, prima del compimento dell’atto da parte del giudice.

2. Qualora la causa di ricusazione sia sorta o sia divenuta nota dopo la scadenza dei termini previsti dal comma 1, la dichiarazione puo’ essere proposta entro tre giorni. Se la causa e’ sorta o e’ divenuta nota durante l’udienza, la dichiarazione di ricusazione deve essere in ogni caso proposta prima del termine dell’udienza.

3. La dichiarazione contenente l’indicazione dei motivi e delle prove e’ proposta con atto scritto ed e’ presentata, assieme ai documenti, nella cancelleria del giudice competente a decidere. Copia della dichiarazione e’ depositata nella cancelleria dell’ufficio cui e’ addetto il giudice ricusato.

4. La dichiarazione, quando non e’ fatta personalmente dall’interessato, puo’ essere proposta a mezzo del difensore o di un procuratore speciale. Nell’atto di procura devono essere indicati, a pena di inammissibilita’, i motivi della ricusazione.


Giurisprudenza annotata

Termini e forme per la ricusazione

In tema di ricusazione, qualora l'istante, detenuto fuori dalla circoscrizione del giudice competente a provvedere, è sentito, a seguito di sua richiesta, dal magistrato di sorveglianza, l'omessa notifica dell'avviso al difensore di fiducia della data fissata per l'audizione, determina una nullità a regime intermedio, che, se tempestivamente dedotta, inficia la validità della decisione. (Annulla con rinvio, App. Milano, 30/06/2014 )

Cassazione penale sez. I  10 ottobre 2014 n. 45183  

 

In tema di ricusazione, nel caso in cui il fatto che vi dà luogo sorge o si apprende, incolpevolmente dopo i termini di cui all'art. 38, comma 1, c.p.p., la presentazione dell'istanza può avvenire entro tre giorni dalla notizia ma, comunque, entro il limite massimo della conclusione del giudizio che si assume pregiudicato, in quanto la causa di ricusazione è per sua stessa natura configurabile soltanto rispetto ad un attività da compiere e non avrebbe senso rispetto ad un atto già espletato. (Rigetta, App. Cagliari, s.d. Sassari, 09/10/2013 )

Cassazione penale sez. I  02 luglio 2014 n. 32907  

 

In tema di ricusazione, qualora la relativa causa sia sorta nel corso dell'udienza, la parte ha solo l'onere di formulare la dichiarazione di ricusazione prima del termine dell'udienza, con esplicita riserva di formalizzare tale dichiarazione nel termine di tre giorni previsto dall'art. 38, comma 2, c.p.p., non potendo essere imposto alla parte di abbandonare l'udienza per presentare la dichiarazione di ricusazione, con i relativi documenti, nella cancelleria competente. (Rigetta, App. Roma, 30/09/2013 )

Cassazione penale sez. un.  26 giugno 2014 n. 36847  

 

I termini per la formalizzazione della dichiarazione di ricusazione, nell'ipotesi in cui il giudice abbia raccolto l'invito della parte ad astenersi, non decorrono fino a quando non sia nota la decisione di rigetto della dichiarazione di astensione, potendosi configurare in capo alla parte una legittima aspettativa a vedere riconosciuta la situazione di pregiudizio alla imparzialità e serenità di giudizio da essa segnalata. (Rigetta, App. Roma, 30/09/2013 )

Cassazione penale sez. un.  26 giugno 2014 n. 36847  

 

Ai fini della decorrenza del termine di tre giorni per la proposizione della dichiarazione di ricusazione da parte dell'imputato, quando la causa addotta attiene ad eventi o atti giudiziari venuti in essere al di fuori dell'udienza dibattimentale, occorre fare riferimento al momento in cui il giudicabile ha acquisito una conoscenza personale, effettiva ed integrale, della stessa. (Fattispecie in cui la S.C. ha escluso che l'avvenuta notificazione dell'ordinanza di rigetto di richiesta di revoca di sequestro preventivo, asseritamente contenente un giudizio anticipato di colpevolezza, ai soli difensori dell'imputato e non anche a quest'ultimo, pure titolare del diritto a riceverne personalmente comunicazione, fosse sufficiente al fine di ritenere che la causa di ricusazione dovesse ritenersi "divenuta nota" all'imputato). (Annulla senza rinvio, App. Catania, 14/01/2014 )

Cassazione penale sez. VI  06 maggio 2014 n. 19533  

 

La mancata attestazione dell'avvenuto deposito di copia della dichiarazione di ricusazione presso la cancelleria del giudice ricusato non è causa di inammissibilità di detta dichiarazione.

Cassazione penale sez. II  16 aprile 2014 n. 31212  

 

La dichiarazione di ricusazione può essere presentata fino alla conclusione degli accertamenti relativi alla costituzione delle parti. (In motivazione, la S.C. ha precisato che l'atto del giudice, prima del cui compimento la dichiarazione di ricusazione deve essere formulata ex art. 38 c.p.p., va individuato, nel caso di procedimento camerale, in qualunque adempimento attraverso il quale, per la prima volta, si concreti il contraddittorio tra le parti). (Dichiara inammissibile, Trib. lib. Pescara, 05/08/2013 )

Cassazione penale sez. VI  28 gennaio 2014 n. 9746  

 

È inammissibile la dichiarazione di ricusazione presentata a mezzo del servizio postale. (In motivazione, la Corte ha precisato che la stessa nozione di "presentazione", cui fa riferimento l'art. 38 c.p.p., appare incompatibile con strumenti che implicano la trasmissione a distanza, con la conseguenza che la presentazione di un atto a mezzo spedizione può ritenersi consentita solo nei casi espressamente previsti e specificamente disciplinati quanto alle concrete modalità attuative). Dichiara inammissibile, App. L'Aquila, 26/06/2013

Cassazione penale sez. VI  08 gennaio 2014 n. 1748  

 

Ai fini della decorrenza del termine previsto dall'art. 38 comma 2 per la proposizione della relativa dichiarazione, la causa di ricusazione può dirsi "nota" quando essa sia effettivamente conosciuta dalla parte, non potendosi ritenere sufficiente, a tal fine, la mera conoscibilità, spettando l'onere della prova della conoscenza a chi contesta la tempestività della detta dichiarazione. È ben vero che esiste un indirizzo interpretativo differente che tende a valorizzare il concetto della "conoscibilità", ma lo stesso, riguarda le cause di ricusazione che si siano verificate nel corso di una udienza, le uniche con riferimento alle quali è possibile immaginare una conoscibilità delle causa

Cassazione penale sez. VI  18 settembre 2013 n. 41110  

 

Ai fini della decorrenza del termine previsto dall'art. 38, comma 2, c.p.p. per la tempestiva proposizione della dichiarazione di ricusazione, la causa posta a fondamento dell'istanza può dirsi "nota", nel caso in cui attiene a vicende accadute almeno in parte fuori dall'udienza, solo se è effettivamente conosciuta dalla parte, e non anche se è semplicemente conoscibile, essendo difficoltosa, in tale ipotesi, la verifica del rispetto dell'ordinaria diligenza da parte dell'interessato. Annulla con rinvio, App. L'Aquila, 21/01/2013

Cassazione penale sez. VI  18 settembre 2013 n. 41110  

 

Il termine per la proposizione della dichiarazione di ricusazione, di cui all'art. 38, comma 2, c.p.p., decorre dal momento in cui la causa di ricusazione medesima sia venuta a conoscenza effettiva e completa dell'interessato, nei suoi termini fattuali e giuridici. (Nella specie, la Corte ha ritenuto che non potesse ritenersi conosciuta una causa di ricusazione di un magistrato, derivante da affermazioni contenute in una sua precedente sentenza, sol perché il ricusante aveva commentato quella pronuncia sulla stampa).

Cassazione penale sez. VI  04 giugno 2013 n. 30181  



 
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