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Codice proc. penale agg.  al  29 Apr 2015
 
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Art. 393 cod. proc. penale: Richiesta

1. La richiesta è presentata entro i termini per la conclusione delle indagini preliminari e comunque in tempo sufficiente per l’assunzione della prova prima della scadenza dei medesimi termini e indica:

a) la prova da assumere, i fatti che ne costituiscono l’oggetto e le ragioni della sua rilevanza per la decisione dibattimentale;

b) le persone nei confronti delle quali si procede per i fatti oggetto della prova;

c) le circostanze che, a norma dell’articolo 392, rendono la prova non rinviabile al dibattimento.

2. La richiesta proposta dal pubblico ministero indica anche i difensori delle persone interessate a norma del comma 1 lettera b), la persona offesa e il suo difensore.

2-bis. Con la richiesta di incidente probatorio di cui all’articolo 392, comma 1-bis, il pubblico ministero deposita tutti gli atti di indagine compiuti.

3. Le disposizioni dei commi 1 e 2 si osservano a pena di inammissibilità.

4. Il pubblico ministero e la persona sottoposta alle indagini possono chiedere la proroga del termine delle indagini preliminari ai fini dell’esecuzione dell’incidente probatorio. Il giudice provvede con decreto motivato, concedendo la proroga per il tempo indispensabile all’assunzione della prova quando risulta che la richiesta di incidente probatorio non avrebbe potuto essere formulata anteriormente. Nello stesso modo il giudice provvede se il termine per le indagini preliminari scade durante l’esecuzione dell’incidente probatorio. Del provvedimento è data in ogni caso comunicazione al procuratore generale presso la corte di appello.

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La Corte costituzionale, con sentenza 23 febbraio-10 marzo 1994, n. 77 (in G.U. 1a s.s. 16/03/1994, n. 12) 7), ha disposto l’ illegittimità costituzionale del presente articolo “nella parte in cui non consente che, nei casi previsti dal presente articolo, l’incidente probatorio possa essere richiesto anche nella fase dell’udienza preliminare.”


Giurisprudenza annotata

Richiesta

È manifestamente inammissibile la q.l.c. degli art. 392 e 393 c.p.p., censurati, in riferimento agli art. 3 e 24 cost., nella parte in cui non consentono che, nei casi previsti dalla prima disposizione, l'incidente probatorio possa essere richiesto ed eseguito anche dopo la notifica dell'avviso di conclusione delle indagini preliminari. Premesso che le norme censurate sono state dichiarate costituzionalmente illegittime nella parte in cui non consentono che, nei casi di cui all'art. 392 c.p.p., l'incidente probatorio possa essere richiesto ed eseguito anche nella fase dell'udienza preliminare, al fine di garantire l'effettività del diritto delle parti alla prova, che sarebbe altrimenti irrimediabilmente perduta ove la necessità di assicurare una prova indifferibile sorga per la prima volta dopo la richiesta di rinvio a giudizio, il rimettente ha omesso di verificare la possibilità di pervenire ad un'interpretazione costituzionalmente orientata tenendo conto delle precedenti pronunce costituzionali in materia, e non ha adeguatamente motivato in ordine alla rilevanza della questione (sent. n. 77 del 1994; ordd. n. 118 del 2001, 368 del 2002, 249 del 2003, 35 del 2006, 193, 205 e 226 del 2008).

Corte Costituzionale  08 maggio 2009 n. 146  

 

È manifestamente inammissibile la questione di legittimità costituzionale degli artt. 392 e 393 c.p.p., sollevata, in riferimento agli artt. 3 e 24 Cost., nella parte in cui non consentono che, nei casi previsti dall'art. 392 c.p.p., l'incidente probatorio possa essere richiesto ed eseguito anche dopo la notifica dell'avviso di conclusione delle indagini preliminari (la Corte ha ritenuto la questione inammissibile in quanto, tra l'altro, il giudice rimettente ha smesso di perscrutare la possibilità di pervenire ad una interpretazione adeguatrice, alla luce della sentenza n. 77 del 1994 e delle successive pronunce sul tema).

Corte Costituzionale  08 maggio 2009 n. 146  

 

La eliminazione, tra le prescrizioni originariamente contenute nelle lett. c) e d) dell'art. 392 c.p.p. della indicazione riferita alla ricorrenza delle condizioni di cui alle lett. a) e b) del medesimo art. 392, rende sostanzialmente priva di concreta operatività, in riguardo all'esame del coimputato o della persona nelle condizioni di cui all'art. 210 c.p.p., la prescrizione di cui all'art. 393 lett. c) c.p.p., ove si consideri che le ragioni da indicare a cura della parte che richiede l'incidente probatorio sono esplicitate dall'art. 393 lett. c) c.p.p. con riferimento diretto alla norma di cui all'art. 392 c.p.p., e rende inoperativo alcun obbligo di indicare "ragioni" e "circostanze" della indifferibilità nella assunzione della prova.

Ufficio Indagini preliminari Milano  19 gennaio 2009

 

È manifestamente infondata la questione di legittimità costituzionale degli artt. 392, 393 e 398, comma terzo-bis, cod., proc. pen., nella parte in cui non prevedono, per i reati diversi da quelli considerati nel comma primo-bis dell'art. 392, l'obbligo del P.M. di depositare previamente tutti gli atti di indagine compiuti, atteso che la piena "discovery" imposta dall'art. 393, comma secondo-bis, cod. proc. pen., per il solo caso in cui nell'incidente probatorio debba procedersi all'esame di minore infrasedicenne in relazione a determinate fattispecie di reato, trova la sua ragion d'essere nel fatto che, in tal caso, ai sensi dell'art. 190-bis, comma primo-bis, cod. proc. pen., le dichiarazioni acquisite sono utilizzabili come prova senza che sia necessario procedere preliminarmente all'esame dibattimentale del soggetto, come invece previsto in via generale dall'art. 511, comma secondo, cod. proc. pen.. Rigetta in parte, App. Trieste, 18 luglio 2005

Cassazione penale sez. VI  26 settembre 2008 n. 40971  

 

Non può essere causa di inutilizzabilità delle dichiarazioni rese da taluno in sede di incidente probatorio il fatto che il P.M. non abbia previamente depositato gli atti poi utilizzati nel corso dell'esame, essendo egli obbligato, ai sensi dell'art. 398, comma terzo, cod. proc. pen., a depositare soltanto le dichiarazioni rese in precedenza dalla persona da esaminare, fatta salva l'ipotesi prevista dal comma secondo-bis dell'art. 393 cod. proc. pen.. Rigetta in parte, App. Trieste, 18 luglio 2005

Cassazione penale sez. VI  26 settembre 2008 n. 40971  

 

Ai fini dell'ammissione in udienza preliminare dell'incidente probatorio ex art. 391-bis, comma 11, c.p.p., occorre avere riguardo non solo ai presupposti enunciati dall'art. 393 c.p.p., ma anche alle regole che nella fase dell'udienza preliminare disciplinano le integrazioni istruttorie, di cui agli artt. 421-bis e 422 c.p.p. (nel caso di specie il giudice ha rigettato la richiesta di incidente probatorio avanzata dalla difesa non reputando evidente la decisività della prova da assumere ai fini della sentenza di non luogo a procedere).

Ufficio Indagini preliminari Roma  16 luglio 2008

 

Non dà luogo a nullità l'omesso deposito degli atti d'indagine, prescritto dall'art. 393, comma secondo bis cod. proc. pen., qualora si sia proceduto all'incidente probatorio di cui all'articolo 392, comma 1-bis cod. proc. pen. in relazione ad un reato diverso da quelli a sfondo sessuale (nella specie, omicidio) previsti dalla norma citata. (La Corte, richiamando la sentenza della Corte di giustizia CE del 16 giugno 2005, ha precisato che se da un lato deve ritenersi consentita l'estensione dell'incidente probatorio speciale anche ad altri gravi reati a danno del minore di anni sedici, dall'altro la diversa tipologia del reato per cui si procede può giustificare, ai fini di tutela esclusiva del minore, una "discovery" limitata ai sensi dell'art. 398, comma terzo, cod. proc. pen.). Rigetta, Trib. lib. Catania, 31 Maggio 2007

Cassazione penale sez. VI  11 marzo 2008 n. 23705  

 

Si deve rigettare la richiesta di proroga del termine delle indagini preliminari ai fini dell'esecuzione dell'incidente probatorio formulata dal p.m. ai sensi dell'art. 393 comma 4 c.p.p., qualora la richiesta di incidente probatorio avrebbe potuto essere formulata nel termine ordinario per la chiusura delle indagini preliminari, non essendo stato compiuto alcun atto istruttorio al fine di chiarire quanto denunciato dalla parte lesa.

Ufficio Indagini preliminari Milano  28 giugno 2007

 

Deve ritenersi rilevante e non manifestamente infondata la q.l.c. degli art. 392 e 393 c.p.p., nella parte in cui non consentono che, nei casi previsti dalla prima di tali disposizioni, l'incidente probatorio possa essere richiesto ed eseguito anche dopo la notifica dell'avviso di conclusione delle indagini preliminari. Si prospetterebbe in detta ipotesi, per il tempo che intercorre fra la conclusione delle indagini preliminari e la richiesta di rinvio a giudizio, quella stessa "interruzione nell'acquisibilità di prove non rinviabili" che la sentenza n. 77 del 1994 della Corte costituzionale, con riferimento alla fase dell'udienza preliminare, ha ritenuto "priva di ogni ragionevole giustificazione e lesiva del diritto delle parti alla prova e, quindi, dei diritti di azione e di difesa".

Ufficio Indagini preliminari Brescia  28 marzo 2007 n. 855  



 
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