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Codice proc. penale agg.  al  29 Apr 2015
 
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Art. 400 cod. proc. penale: Provvedimenti per i casi di urgenza

1. Quando per assicurare l’assunzione della prova è indispensabile procedere con urgenza all’incidente probatorio, il giudice dispone con decreto motivato che i termini previsti dagli articoli precedenti siano abbreviati nella misura necessaria.


Giurisprudenza annotata

Provvedimenti per i casi di urgenza

Nell'ipotesi di lesioni personali cagionate ad un soggetto che, prima di morire in conseguenza di queste, renda alla polizia giudiziaria e al p.m. dichiarazioni potenzialmente utili ai fini del decidere, qualora sulla base di un motivato giudizio ex post, funzionalmente demandato al giudice di merito, risulti che era prevedibile l'esito letale delle lesioni subìte e si riscontri che la procedura di incidente probatorio, appositamente apprestata dal legislatore anche per eventualità del genere anzidetto, sia stata promossa a suo tempo con ingiustificato ritardo tanto da non avere poi potuto trovare attuazione, proprio per il sopravvenuto decesso della parte lesa, deve escludersi, per il difetto del requisito dell'imprevedibilità, la possibilità di dare lettura, ai sensi e per gli effetti di cui all'art. 512 c.p.p. delle dichiarazioni sopra menzionate. (Fattispecie relativa all'uccisione di una guardia giurata e al ferimento di un'altra la quale, trasportata in ospedale ed interrogata dalla polizia giudiziaria aveva fornito notizie utili in ordine agli autori del fatto, fornendo una descrizione sommaria di alcuni di essi che successivamente riconosceva nelle fotografie e confermando nella stessa giornata innanzi al p.m. la compiuta ricognizione, senza che fosse in grado per le sue condizioni di sottoscrivere i verbali. In seguito era presentata dal p.m. richiesta di incidente probatorio che non poteva avere luogo per morte del soggetto. Procedutosi contro le persone riconosciute, queste erano assolte dalla corte di assise sul rilievo che gli atti contenenti le dichiarazioni rese e le individuazioni compiute non erano utilizzabili ai fini probatori, non potendosi qualificare come irripetibili e non trovando applicazione il disposto dell'art. 512 c.p.p. per difetto dell'imprevedibilità della sopravvenuta causa di impossibilità della ripetizione, sicché l'unica via percorribile sarebbe stata quella dell'incidente probatorio nelle forme previste dall'art. 400 c.p.p. che avrebbe consentito l'esecuzione di una rituale ricognizione di persona. A seguito di impugnazione del p.m., la corte di assise di appello condannava gli imputati in quanto, per l'improvviso aggravarsi dello stato di salute della persona offesa dopo la presentazione della richiesta di incidente probatorio, l'impossibilità di ripetere gli atti era stata imprevedibile, con la conseguente possibilità di acquisire i relativi verbali al fascicolo del dibattimento. La Corte di cassazione ha annullato la sentenza di secondo grado).

Cassazione penale sez. I  23 gennaio 1995 n. 5168  



 
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