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Codice proc. penale agg.  al  29 Apr 2015
 
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Art. 401 cod. proc. penale: Udienza

1. L’udienza si svolge in camera di consiglio con la partecipazione necessaria del pubblico ministero e del difensore della persona sottoposta alle indagini. Ha altresì diritto di parteciparvi il difensore della persona offesa.

2. In caso di mancata comparizione del difensore della persona sottoposta alle indagini, il giudice designa altro difensore a norma dell’articolo 97 comma 4.

3. La persona sottoposta alle indagini e la persona offesa hanno diritto di assistere all’incidente probatorio quando si deve esaminare un testimone o un’altra persona. Negli altri casi possono assistere previa autorizzazione del giudice.

4. Non è consentita la trattazione e la pronuncia di nuovi provvedimenti su questioni relative all’ammissibilità e alla fondatezza della richiesta.

5. Le prove sono assunte con le forme stabilite per il dibattimento. Il difensore della persona offesa può chiedere al giudice di rivolgere domande alle persone sottoposte ad esame.

6. Salvo quanto previsto dall’articolo 402, è vietato estendere l’assunzione della prova a fatti riguardanti persone diverse da quelle i cui difensori partecipano all’incidente probatorio. E’ in ogni caso vietato verbalizzare dichiarazioni riguardanti tali soggetti.

7. Se l’assunzione della prova non si conclude nella medesima udienza, il giudice ne dispone il rinvio al giorno successivo non festivo, salvo che lo svolgimento delle attività di prova richieda un termine maggiore.

8. Il verbale, le cose e i documenti acquisiti nell’incidente probatorio sono trasmessi al pubblico ministero. I difensori hanno diritto di prenderne visione ed estrarne copia.


Giurisprudenza annotata

Udienza

Nel caso di patteggiamento, intervenuto all'udienza preliminare, è dovuta la condanna alla rifusione delle spese sostenute dalla parte civile ivi costituitasi, non solo per l'attività di costituzione, ma anche per l'attività processuale svolta nel corso dell'udienza e fino al momento della formalizzazione dell'accordo per il patteggiamento. In tal caso, peraltro, spetta alla parte civile che, prima della formale costituzione, durante la fase delle indagini preliminari, abbia partecipato nella qualità di persona offesa all'incidente probatorio, anche la rifusione delle spese sostenute in ordine a tale attività processuale. Infatti, pur essendosi in una fase anteriore alla formale costituzione della parte civile, l'incidente probatorio è istituto in relazione al quale l'ordinamento processuale conferisce alla persona offesa un ruolo peculiare (può sollecitare il p.m. a promuovere l'incidente: art. 394, comma 1, c.p.p.; ha diritto alla notifica dell'atto con il quale il giudice assume determinazioni: art. 398, comma 3, c.p.p.; ha diritto di partecipare all'udienza tramite il difensore e, in alcuni casi, ha pure diritto di assistere personalmente all'incidente probatorio e di richiedere di rivolgere domande: art. 401, commi 3 e 5, c.p.p.): si è in presenza, cioè, di attività che, pur collocandosi nella fase delle indagini, ha contenuto probatorio, che coinvolge direttamente la persona offesa, la quale ha diritto di partecipare agli atti processuali che si compiono, derivandone allora che la persona offesa, costituitasi poi parte civile, ha diritto alla rifusione pure delle spese processuali afferenti alla menzionata attività probatoria, la quale, se pur collocata cronologicamente nella fase investigativa, in un momento anteriore alla costituzione, partecipa delle finalità tipiche della fase processuale. (Da queste premesse, la Corte ha annullato con rinvio la sentenza di patteggiamento accogliendo il ricorso della persona offesa Wwf, poi costituitasi parte civile, che si doleva della mancata condanna dell'imputato, che aveva patteggiato all'udienza preliminare, alle spese sostenute non solo per la costituzione, ma anche per la partecipazione all'incidente probatorio cui aveva partecipato essendovi intervenuta come persona offesa).

Cassazione penale sez. IV  18 gennaio 2011 n. 4136  

 

È costituzionalmente illegittimo l'art. 240, commi 4 e 5, c.p.p., nella parte in cui, disciplinando la procedura per la distruzione dei documenti, supporti o atti recanti dati illegalmente acquisiti inerenti a comunicazioni telefoniche o telematiche o informazioni illegalmente raccolte, attraverso un'udienza dinanzi al g.i.p., non prevede, per la disciplina del contraddittorio, l'applicazione dell'art. 401, commi 1 e 2, c.p.p. La normativa censurata è stata approvata per porre rimedio ad un dilagante e preoccupante fenomeno di violazione della riservatezza, che deriva dalla incontrollata diffusione mediatica di dati e informazioni personali, e tuttavia la finalità di assicurare il diritto inviolabile alla riservatezza della corrispondenza e di ogni altro mezzo di comunicazione, tutelato dagli art. 2 e 15 cost., cui deve aggiungersi uguale diritto fondamentale riguardante la vita privata dei cittadini nei suoi molteplici aspetti, non giustifica una eccessiva compressione dei diritti di difesa e di azione e del principio del giusto processo, quale quella che deriva dall'aver delineato il procedimento incidentale, volto alla distruzione del materiale sequestrato, secondo il modello processuale di cui all'art. 127 c.p.p., nella parte in cui configura un contraddittorio solo eventuale. Peraltro le modalità di bilanciamento tra i suddetti diritti fondamentali sono molteplici e non compete alla Corte costituzionale individuare le possibili soluzioni, dovendosi comunque escludere che la caducazione totale delle norme censurate sia idonea a restaurare l'equilibrio alterato dalle stesse, in quanto ad uno squilibrio si sostituirebbe un pericolo di divulgazione contrario alla misura minima di protezione della riservatezza, sicché il risultato si può ottenere recidendo il legame tra la procedura speciale e l'art. 127 c.p.p., nel rispetto dei principi del giusto processo, del diritto di difesa e di azione e dell'effettivo esercizio dell'azione penale, che si concretizzano in una rigorosa prescrizione del contraddittorio tra le parti, come quella contenuta nell'art. 401, commi 1 e 2, c.p.p., che disciplina l'udienza relativa all'incidente probatorio (sentt. n. 366 del 1991, 81 del 1993, 463 del 1994, 212 del 1997, 62 del 1998, 372 del 2006, 20 del 2009).

Corte Costituzionale  11 giugno 2009 n. 173

 

È manifestamente infondata la questione di legittimità costituzionale dell'art. 431, lett. f) c.p.p., prospettata in relazione agli artt. 3, 24 e 111 Cost., nella parte in cui consente l'inserimento nel fascicolo per il dibattimento di atti assunti in sede di rogatoria internazionale senza la presenza necessaria del difensore. Infatti, per un verso, esiste una netta differenza sostanziale tra la rogatoria internazionale e l'incidente probatorio, per il quale l'art. 401, comma 2, c.p.p. dispone che «in caso di mancata comparizione del difensore della persona sottoposta alle indagini, il giudice designa altro difensore a norma dell'art. 97, comma 4»; per altro verso, l'esercizio del diritto di difesa può essere variamente modulato e adattato dal legislatore ordinario in sintonia con le peculiari caratteristiche dei singoli istituti, sempreché esso non risulti vanificato e la differenza delle discipline sia rispondente ad esigenze ragionevoli.

Cassazione penale sez. I  08 novembre 2007 n. 4060

 

La notificazione alla difesa dell'imputato da parte del g.i.p. dell'avviso di fissazione dell'udienza ex art. 401 c.p.p. precedente alla notificazione della richiesta formulata dal p.m., dà luogo a nullità che, qualora non venga eccepita in sede di udienza ex art. 401 c.p.p. dalla difesa dell'imputato, deve intendersi sanata in conformità al disposto dell'art. 182 comma 2 c.p.p. Pertanto deve essere respinta l'eccezione, sollevata in sede di questioni preliminari al dibattimento, volta a escludere l'inserimento del verbale di incidente probatorio dal fascicolo del dibattimento per lesione del diritto di difesa.

Tribunale Milano sez. VII  16 gennaio 2007

 

Anche in caso di perizia assunta con incidente probatorio, costituiscono momento indefettibile del procedimento di formazione della prova l'esposizione orale del parere del perito in udienza e il successivo eventuale esame del perito ad opera delle parti, e ciò si desume dal richiamo, contenuto nell'art. 401, comma 5, c.p.p., alle "forme" di assunzione delle prove stabilite per il dibattimento. Qualora il giudice dell'incidente probatorio abbia irritualmente differito la fase orale alla sede dibattimentale (pur non essendo stato tale differimento concordemente convenuto dalle parti), si verifica una mera irregolarità improduttiva di conseguenze e si è solo in presenza di una prova incompleta, che può e deve essere completata in dibattimento con il contraddittorio orale tra le parti, senza che da tale irritualità possa farsi discendere una nullità per violazione del diritto di assistenza delle parti di cui agli artt. 178, lett. c), e 180 c.p.p.

Cassazione penale sez. IV  03 ottobre 2006 n. 36613  

 

In tema di perizia assunta con incidente probatorio, non è prevista alcuna nullità per il caso di diniego di fissazione di una nuova udienza da parte del g.i.p. per l'esame orale del perito. Ed invero, l'assunzione anticipata della perizia in sede incidentale non richiede, successivamente al deposito dell'elaborato, anche l'esame orale del perito, in quanto il rinvio alle forme di assunzione delle prove stabilite nel giudizio, compiuto dall'art. 401, comma 5, c.p.p., deve intendersi nei limiti di compatibilità connaturati alla specialità della sede ed alle esigenze acceleratorie proprie della fase.

Cassazione penale sez. IV  17 settembre 2004 n. 44495  

 

In tema di perizia assunta con incidente probatorio, non è prevista alcuna nullità per il caso di diniego di fissazione di una nuova udienza da parte del g.i.p. per l'esame orale del perito. Ed invero, l'assunzione anticipata della perizia in sede incidentale, non richiede, successivamente al deposito dell'elaborato, anche l'esame orale del perito, in quanto il rinvio alle forme di assunzione delle prove stabilite dall'art. 401 comma 5 c.p.p., deve intendersi nei limiti di compatibilità connaturati alla specialità della sede ed alle esigenze acceleratorie proprie della fase.

Cassazione penale sez. IV  17 settembre 2004 n. 44495  

 

Gli atti dei quali il perito può prendere cognizione non sono soltanto quelli già inseriti nel fascicolo per il dibattimento ma anche quelli dei quali la legge prevede l'acquisizione a tale fascicolo e cioè anche quegli atti di cui non è esclusa, in astratto, la possibilità di inserimento in esso durante tutto il corso del giudizio, anche in un momento successivo al conferimento dell'incarico peritale, di ufficio, a richiesta di parte o a seguito di contestazioni. (Fattispecie concernente l'esecuzione di una perizia psichiatrica disposta nelle forme dell'incidente probatorio, in riferimento alla quale la Corte, premessa l'operatività delle regole stabilite per l'assunzione delle prove in dibattimento, stante il rinvio di cui all'art. 401 comma 5 c.p.p., ha ritenuto che legittimamente il perito avesse preso cognizione delle dichiarazioni rese dalle parti nel corso delle indagini preliminari, nonché del contenuto delle intercettazioni ambientali, in quanto si trattava di atti suscettibili di essere inseriti nel fascicolo per il dibattimento).

Cassazione penale sez. I  10 luglio 2002 n. 35187  



 
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