Codice proc. penale Agg. il 29 aprile 2015

Codice proc. penale Art. 403 cod. proc. penale: Utilizzabilità nel dibattimento delle prove assunte con incidente probatorio

Codice proc. penale Agg. il 29 aprile 2015



1. Nel dibattimento le prove assunte con l’incidente probatorio sono utilizzabili soltanto nei confronti degli imputati i cui difensori hanno partecipato alla loro assunzione.

1-bis. Le prove di cui al comma 1 non sono utilizzabili nei confronti dell’imputato raggiunto solo successivamente all’incidente probatorio da indizi di colpevolezza se il difensore non ha partecipato alla loro assunzione, salvo che i suddetti indizi siano emersi dopo che la ripetizione dell’atto sia divenuta impossibile.

Giurisprudenza annotata

Utilizzabilità nel dibattimento delle prove assunte con incidente probatorio

Non sono estensibili i risultati di una perizia disposta con le forme dell'incidente probatorio a chi, al tempo in cui fu disposto l'accertamento peritale, non rivestiva la qualità di indagato. (Il giudice ha altresì osservato come il soggetto che non risulti indagato al momento dello svolgimento dell'incidente probatorio non sia posto nella condizione di difendersi).

Ufficio Indagini preliminari Reggio Calabria  09 novembre 2006 n. 363  

 

In tema di incidente probatorio, la disposizione dell'art. 403 c.p.p. come novellato dalla l. n. 267/1997, nel sancire la regola della partecipazione del difensore dell'imputato all'assunzione della prova in sede di incidente probatorio, con la conseguente sanzione di inutilizzabilità soggettiva della prova formatasi senza la partecipazione dei difensori dei soggetti ad essa interessati, non può essere limitata alle dichiarazioni ma va estesa anche alle relazioni peritali.

Tribunale Palermo  15 dicembre 2005

 

È inutilizzabile, in ragione di quanto disposto dall'art. 403, comma 1 bis, c.p.p., la prova assunta nel corso di incidente probatorio peritale e formatasi senza la partecipazione del difensore dell'imputata la quale sia stata raggiunta solo successivamente all'incidente probatorio da indizi di colpevolezza, a meno che non possa ravvisarsi l'impossibilità di ripetizione dell'accertamento peritale in questione.

Tribunale Palermo  13 dicembre 2005

 

Nel caso in cui sia stato disposto l'incidente probatorio ai sensi dell'art. 398 comma 5 bis c.p.p. per reati sessuali commessi in danno di minori di anni sedici, deve essere escluso il diritto delle parti che vi abbiano partecipato alla ripetizione in dibattimento delle attività di istruzione probatoria espletate in tale sede. (Fattispecie in cui la Corte ha sottolineato come le complete garanzie del contraddittorio e della difesa siano assicurate dall'utilizzabilità degli atti prevista ai sensi degli art. 403 e 431 lett. e) c.p.p.).

Cassazione penale sez. III  06 novembre 2002 n. 514

 

Non è fondata "nei sensi di cui in motivazione" la questione di legittimità costituzionale dell'art. 403 c.p.p. nella parte in cui non prevede la utilizzabilità, nei confronti di imputati i cui difensori non hanno partecipato all'assunzione dell'incidente probatorio, della perizia disposta a norma dell'art. 392 comma 1 lett. f), nel caso in cui il giudice abbia respinto la richiesta di estensione dell'incidente per sopravvenuta modificazione dello stato dei luoghi (nella motivazione la Corte ha precisato che dalla regola stabilita dall'art. 403 a salvaguardia del contraddittorio, non può derivarne l'inutilizzabilità della prova formatasi in sede di incidente probatorio nei confronti di soggetti che solo successivamente all'assunzione della prova sono stati raggiunti da indizi di colpevolezza, considerato che, nei loro confronti, non poteva essere assicurato alcun contraddittorio. Spetta poi all'autorità giudiziaria individuare le persone che, in relazione all'atto da assumere, devono considerarsi "indagate", e tale apprezzamento è suscettibile di verifica da parte del giudice del dibattimento, ai fini dell'eventuale applicazione del divieto di utilizzazione previsto dall'art. 403 c.p.p.).

Corte Costituzionale  16 maggio 1994 n. 181  

 

Non è fondata "nei sensi di cui in motivazione" la questione di legittimità costituzionale dell'art. 403 c.p.p. nella parte in cui non prevede la utilizzabilità, nei confronti di imputati i cui difensori non hanno partecipato all'assunzione dell'incidente probatorio, della perizia disposta a norma dell'art. 392 comma 1 lett. f), nel caso in cui il giudice abbia respinto la richiesta di estensione dell'incidente per sopravvenuta modificazione dello stato dei luoghi (nella motivazione la Corte ha precisato che dalla regola stabilita dall'art. 403 a salvaguardia del contraddittorio, non può derivarne l'inutilizzabilità della prova formatasi in sede di incidente probatorio nei confronti di soggetti che solo successivamente all'assunzione della prova sono stati raggiunti da indizi di colpevolezza, considerato che, nei loro confronti, non poteva essere assicurato alcun contraddittorio. Spetta poi all'autorità giudiziaria individuare le persone che, in relazione all'atto da assumere, devono considerarsi "inadeguate", e tale apprezzamento è suscettibile di verifica da parte del giudice del dibattimento, ai fini dell'eventuale applicazione del divieto di utilizzazione previsto dall'art. 403 c.p.p.).

Corte Costituzionale  16 maggio 1994 n. 181  

 

In tema di incidente probatorio, dal combinato disposto degli art. 401 comma 2 e 403 c.p.p., si ricava la regola di procedura, in base alla quale, per l'utilizzazione di quanto acquisito con incidente probatorio, è sufficiente che all'espletamento del medesimo sia presente un difensore dell'indagato, che può anche non essere quello di fiducia, dal momento che, in caso di mancata comparizione di costui, il giudice è facultato a nominarne uno di ufficio ai sensi dell'art. 97 comma 4 c.p.p. (art. 401 comma 2 c.p.p.).

Cassazione penale sez. I  22 novembre 1993

 

Non è manifestamente infondata la questione di legittimità costituzionale, in riferimento agli art. 3 e 112 cost., dell'art. 403 c.p.p., nella parte in cui non prevede la utilizzabilità, nei confronti di imputati i cui difensori non hanno partecipato all'assunzione dell'incidente probatorio, della perizia disposta ai sensi dell'art. 392 lett. 1) c.p.p., nel caso in cui il gip abbia rigettato la richiesta di estensione - ex art. 402 c.p.p. - per sopravvenuta modificazione dello stato dei luoghi.

Tribunale Lecco  28 giugno 1993

 

Le prove assunte con l'incidente probatorio sono sempre e comunque utilizzabili ai fini dei provvedimenti da adottare nel corso delle indagini preliminari, senza alcun limite soggettivo, mentre nel dibattimento sono utilizzabili soltanto nei confronti degli imputati i cui difensori hanno partecipato alla loro assunzione, secondo il dettato dell'art. 403 c.p.p. (Fattispecie in tema di misure cautelari personali: perizia, disposta con le forme dell'incidente probatorio nei confronti di alcuni indagati, è stata ritenuta utilizzabile nei confronti di altri, desumendosi da essa indizi di colpevolezza.

Cassazione penale sez. V  27 gennaio 1993

 

Venno restituiti gli atti al giudice "a quo" per il riesame della rilevanza della questione di legittimità costituzionale, in riferimento agli art. 112, 24, 3 cost., dell'art. 403 c.p.p. "nella parte in cui subordina l'utilizzabilità della prova assunta nell'incidente probatorio alla presenza effettiva del difensore dell'imputato, anziché limitarsi a disporre che lo stesso debba essere posto in condizione di presenziare attraverso i dovuti avvisi", a seguito dell'entrata in vigore degli art. 6 comma 4, 8 comma 2 d.l. 8 giugno 1992 n. 306, convertito, con modificazioni, nella l. 7 agosto 1992 n. 356. (Modifiche urgenti al nuovo codice di procedura penale e provvedimenti di contrasto alla criminalità mafiosa).

Corte Costituzionale  24 novembre 1992 n. 475  



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