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Codice proc. penale agg.  al  29 Apr 2015
 
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Art. 408 cod. proc. penale: Richiesta di archiviazione per infondatezza della notizia di reato

1. Entro i termini previsti dagli articoli precedenti, il pubblico ministero, se la notizia di reato è infondata, presenta al giudice richiesta di archiviazione. Con la richiesta è trasmesso il fascicolo contenente la notizia di reato, la documentazione relativa alle indagini espletate e i verbali degli atti compiuti davanti al giudice per le indagini preliminari .

2. L’avviso della richiesta è notificato, a cura del pubblico ministero, alla persona offesa che, nella notizia di reato o successivamente alla sua presentazione, abbia dichiarato di volere essere informata circa l’eventuale archiviazione.

3. Nell’avviso è precisato che, nel termine di dieci giorni, la persona offesa può prendere visione degli atti e presentare opposizione con richiesta motivata di prosecuzione delle indagini preliminari.

3-bis. Per i delitti commessi con violenza alla persona, l’avviso della richiesta di archiviazione è in ogni caso notificato, a cura del pubblico ministero, alla persona offesa ed il termine di cui al comma 3 è elevato a venti giorni.


Giurisprudenza annotata

Richiesta di archiviazione per infondatezza della notizia di reato

È inammissibile l'istanza di restituzione in termini per proporre opposizione alla richiesta di archiviazione, in quanto il termine di dieci giorni, previsto dall'art. 408, comma 3, c.p.p. in favore della persona offesa, non ha natura perentoria, bensì meramente ordinatoria. (Rigetta, Gip Trib. Bolzano, 20/10/2013 )

Cassazione penale sez. VI  27 maggio 2014 n. 39778  

 

Il p.m. che reiteri la richiesta di archiviazione ha l'obbligo di rinnovare la notifica prevista dall'art. 408, comma 2, c.p.p., alla persona offesa che aveva originariamente dichiarato di volere essere informata circa l'eventuale archiviazione, senza che sia necessario riproporre detta istanza. (Annulla senza rinvio, Giud.pace Verona, 04/03/2013 )

Cassazione penale sez. V  29 aprile 2014 n. 26594  

 

Nel reato di apologia del fascismo, di cui all'art. 4 l. n. 645 del 1952, l'interesse protetto è l'integrità dell'ordinamento democratico e costituzionale, per cui il singolo cittadino non assume la qualità di persona offesa e non è legittimato a proporre opposizione alla richiesta di archiviazione, né a ricevere l'avviso previsto dall'art. 408 c.p.p. (Dichiara inammissibile, G.i.p. Trib. Padova, 18/04/2013)

Cassazione penale sez. I  01 aprile 2014 n. 40629  

 

L'avviso di cui all'art. 408 c.p.p. va ritenuto atto "necessario" dove il soggetto che ha chiesto di poter interloquire sugli sviluppi del procedimento rivesta la qualità formale di persona offesa. Per tale si intende il soggetto titolare del bene giuridico immediatamente leso dal reato e ciò pone la necessità di una stretta correlazione tra la posizione soggettiva individuale e il contenuto (rectius la direzione di tutela) della disciplina incriminatrice. Nella specie, la legge Scelba - n.645 del 1952 - mira a rendere effettiva la XII Disp. Trans. della Costituzione, che prevede - quale corollario dell'approdo al sistema democratico di rappresentanza politica - il divieto di ricostituzione (sotto qualsiasi forma) del disciolto partito fascista; il bene giuridico oggetto di tutela è la stessa integrità dell'ordinamento democratico e costituzionale (con le sue ricadute in tema di divieto del ricorso alla violenza come metodo di lotta politica e rifiuto di atteggiamenti discriminatori basati su condizioni o qualità personali) il che esclude il rilievo `individuale' della posizione giuridica tutelata. Il singolo cittadino, interessato al mantenimento delle garanzie e degli equilibri costituzionali, è tutelato dalle disposizioni incriminatrici in questione (che non concernono il compimento di specifici atti lesivi della integrità fisica o morale di individui determinati) in modo indiretto ed in quanto membro di una comunità che si riconosce nei valori fondanti della costituzione repubblicana. Non può dirsi pertanto portatore - in tale veste - della qualità di persona offesa nel senso prima descritto.

Cassazione penale sez. I  01 aprile 2014 n. 40629  

 

L'opposizione alla richiesta di archiviazione, di cui è in effetti discussa la classificazione quale mezzo di impugnazione, può comunque essere presentata facendo ricorso al servizio postale. Infatti, a prescindere appunto dalla discussa applicabilità delle formalità stabilite per le impugnazioni dall'art. 583 c.p.p., vale il rilievo che l'art. 408 comma 3 c.p.p. prevede la possibilità di presentare l'opposizione senza stabilire in proposito alcuna formalità e senza indicare luogo e ufficio di presentazione dell'atto, onde l'introduzione di formalità non prescritte dalla legge, e comunque non presidiate dalla sanzione di inammissibilità, implicherebbe una indebita restrizione del diritto della persona offesa, privando quest'ultima della possibilità di ricorrere a un mezzo ampiamente utilizzato dall'amministrazione giudiziaria e introducendo difficoltà logistiche e necessità di spesa non giustificate né da una prescrizione esplicita del legislatore, né da un contrapposto interesse; ciò, ferma restando, comunque, la necessità che risulti certa l'identità del mittente.

Cassazione penale sez. VI  08 gennaio 2014 n. 17624  

 

L'opposizione all'archiviazione deve essere presa in considerazione dal Gip (salva poi una eventuale dichiarazione di inammissibilità per difetto dei requisiti legittimanti di cui all'art. 410 c.p.p.) anche laddove sia stata proposta tardivamente rispetto al termine indicato nell'art. 408 comma 3 c.p.p.: l'inosservanza di tale termine (ordinariamente fissato in dieci giorni) non è infatti prescritta dalla legge a pena di inammissibilità, salva naturalmente la possibilità per il giudice di provvedere legittimamente dopo l'inutile sua scadenza.

Cassazione penale sez. VI  08 gennaio 2014 n. 17624  

 

L'opposizione alla richiesta di archiviazione può essere proposta anche a mezzo del servizio postale, non essendo richiesta in proposito alcuna formalità dall'art. 408, comma 3, c.p.p. (Annulla senza rinvio, Gip Trib. Nocera Inferiore, 21/02/2013 )

Cassazione penale sez. VI  08 gennaio 2014 n. 17624  

 

In tema di richiesta di archiviazione per infondatezza della notizia di reato, ai sensi dell'art. 408 c.p.p., comma 3, si preveda la possibilità di presentare opposizione senza stabilire in proposito alcuna formalità, e senza indicare luogo ed ufficio di presentazione dell'atto. L'introduzione di formalità non prescritte dalla legge, e comunque non presidiate dalla sanzione di inammissibilità, implicherebbe una indebita restrizione del diritto della persona offesa, privando quest'ultima della possibilità di ricorso ad un mezzo ampiamente utilizzato dall'amministrazione giudiziaria, ed introducendo difficoltà logistiche e necessità di spesa non giustificate né da una prescrizione esplicita del legislatore, né da un contrapposto interesse, ferma restando la necessità che risulti certa l'identità del mittente.

Cassazione penale sez. VI  08 gennaio 2014 n. 17624  

 

Non è abnorme il provvedimento con cui il p.m. abbia disposto direttamente la trasmissione in archivio del fascicolo relativo a un esposto iscritto nel registro degli atti non costituenti notizie di reato (mod. 45), senza investire il giudice nonostante il denunciante abbia fatto istanza di essere avvisato in caso di richiesta di archiviazione ex art. 408 c.p.p., potendo configurarsi una stasi procedimentale solo qualora l'esponente abbia formulato istanza di sottoposizione degli atti all'esame del giudice ai fini del controllo sull'infondatezza della notizia di reato ed il p.m. abbia rifiutato di adeguarsi alla stessa. (Dichiara inammissibile, PM Trib. Chiavari, 07/02/2013)

Cassazione penale sez. III  11 dicembre 2013 n. 3653  



 
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