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Codice proc. penale agg.  al  29 Apr 2015
 
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Art. 409 cod. proc. penale: Provvedimenti del giudice sulla richiesta di archiviazione

1. Fuori dei casi in cui sia stata presentata l’opposizione prevista dall’articolo 410, il giudice, se accoglie la richiesta di archiviazione, pronuncia decreto motivato e restituisce gli atti al pubblico ministero. Il provvedimento che dispone l’archiviazione è notificato alla persona sottoposta alle indagini se nel corso del procedimento è stata applicata nei suoi confronti la misura della custodia cautelare.

2. Se non accoglie la richiesta, il giudice fissa la data dell’udienza in camera di consiglio e ne fa dare avviso al pubblico ministero, alla persona sottoposta alle indagini e alla persona offesa dal reato. Il procedimento si svolge nelle forme previste dall’articolo 127. Fino al giorno dell’udienza gli atti restano depositati in cancelleria con facoltà del difensore di estrarne copia.

3. Della fissazione dell’udienza il giudice dà inoltre comunicazione al procuratore generale presso la corte di appello.

4. A seguito dell’udienza, il giudice, se ritiene necessarie ulteriori indagini, le indica con ordinanza al pubblico ministero, fissando il termine indispensabile per il compimento di esse.

5. Fuori del caso previsto dal comma 4, il giudice, quando non accoglie la richiesta di archiviazione, dispone con ordinanza che, entro dieci giorni, il pubblico ministero formuli l’imputazione. Entro due giorni dalla formulazione dell’imputazione, il giudice fissa con decreto l’udienza preliminare. Si osservano, in quanto applicabili, le disposizioni degli articoli 418 e 419.

6. L’ordinanza di archiviazione è ricorribile per cassazione solo nei casi di nullità previsti dall’articolo 127 comma 5.


Giurisprudenza annotata

Provvedimenti del giudice sulla richiesta di archiviazione

Il decreto di archiviazione emesso dal giudice penale ex art. 409 cod. proc. pen., per la sua natura di atto giudiziale non definitivo, non integra accertamento della falsità di una prova che possa dare luogo al giudizio di revocazione ex art. 395, n. 2, cod. proc. civ. Rigetta, App. Napoli, 29/09/2011

Cassazione civile sez. lav.  09 gennaio 2015 n. 156

 

È abnorme l'ordinanza con cui il Tribunale monocratico dichiari la nullità del decreto di citazione a giudizio, emesso ai sensi dell'art. 409, comma 5, c.p.p. (cosiddetta "imputazione coatta"), sull'erroneo presupposto che tale atto debba essere preceduto, in applicazione dell'art. 415 bis c.p.p., dall'avviso di conclusione delle indagini preliminari. (V. Corte cost., ordd. 4 novembre 2002 n. 460, e 20 novembre 2002 n. 491). (Annulla senza rinvio, Trib. Pordenone, 12/12/2013 )

Cassazione penale sez. VI  22 ottobre 2014 n. 45126  

 

È legittimo, in quanto rientra nel potere di controllo del giudice sulla completezza e congruità delle indagini previsto dall'art. 409 c.p.p., il provvedimento con cui il g.i.p., all'esito dell'udienza camerale fissata sull'opposizione della persona offesa alla richiesta di archiviazione del p.m., nell'accogliere tale richiesta, ordini all'organo inquirente l'iscrizione nel registro delle notizie di reato di diversa ipotesi criminosa. (Rigetta, G.i.p. Trib. Bari, 17/07/2013)

Cassazione penale sez. VI  10 giugno 2014 n. 37658  

 

Destinatari dell'avviso relativo all'udienza della camera di consiglio, fissata dal g.i.p. a seguito della opposizione della persona offesa dal reato alla richiesta di archiviazione, sono soltanto i soggetti indicati nell'art. 409, comma 2, c.p.p., ossia il p.m., la persona sottoposta ad indagini e la persona offesa, con esclusione del difensore di quest'ultima. (Rigetta, G.i.p. Trib. Salerno, 06/12/2012)

Cassazione penale sez. VI  09 maggio 2014 n. 27945  

 

La disciplina di cui all'articolo 409 c.p.p non prevede affatto che debba essere dato avviso al difensore della persona offesa: innanzitutto non lo prevede in termini espliciti l'art. 409 stesso; va poi rilevato che non sono estensibili le ragioni per le quali è stata ritenuta la necessità di avviso al difensore della persona sottoposta alle indagini.

Cassazione penale sez. VI  09 maggio 2014 n. 27945  

 

In tema di opposizione all'archiviazione, non è fondata l'eccezione avanzata dall'avvocato dell'imputato di lesione del diritto di difesa per mancato avviso del rinvio dell'udienza; l'udienza di opposizione all'archiviazione si svolge, come previsto dall'art. 409 comma 2 c.p.p., nelle forme dell'art. 127 c.p.p. e, purché sia dato avviso di tale udienza alle parti, non è necessaria la loro presenza, come previsto dall'art. 127 comma 3 c.p.p.; ne deriva che, ove alla prima udienza le parti, debitamente previamente avvisate, non siano comparse, non è necessario dare avviso del rinvio a successiva udienza.

Ufficio Indagini preliminari La Spezia  06 maggio 2014

 

È manifestamente inammissibile la q.l.c., sollevata in riferimento agli art. 111 e 112 cost., dell'art. 409, comma 5, c.p.p. nella parte in cui – alla luce dell'interpretazione offertane dalla giurisprudenza di legittimità, qualificabile secondo il rimettente come "diritto vivente" – prevede che, ove il p.m. ometta di formulare l'imputazione ordinata dal g.i.p. e insista nel chiedere l'archiviazione della notizia di reato, il giudice sia obbligato ad adottare tale provvedimento. (In motivazione, la Corte ha osservato che i postulati dell'indirizzo della giurisprudenza di legittimità indicato dal rimettente come diritto vivente si pongono in aperta frizione con il corrente convincimento – espresso in più occasioni anche dalla stessa Corte costituzionale – secondo cui le prescrizioni impartite dal g.i.p. ai sensi dell'art. 409, commi 4 e 5, c.p.p. e, in particolare, l'ordine di formulare l'imputazione entro dieci giorni, sono vincolanti per l'organo dell'accusa, essendo siffatta conclusione nella logica del meccanismo di controllo giurisdizionale sulla determinazione di non agire).

Corte Costituzionale  15 aprile 2014 n. 96  

 

È manifestamente inammissibile la q.l.c. dell'art. 409, comma 5, c.p.p., censurato, in riferimento agli art. 111 e 112 cost., nella parte in cui - alla luce dell'interpretazione della giurisprudenza di legittimità, qualificabile secondo il rimettente come "diritto vivente" - prevede che, ove il p.m. ometta di formulare l'imputazione ordinata dal g.i.p. e insista nel chiedere l'archiviazione della notizia di reato, il giudice sia obbligato ad adottare tale provvedimento. Il rimettente eleva al rango di "diritto vivente" un indirizzo interpretativo espresso da due pronunce di sezioni singole della Corte di cassazione, ampiamente divaricate sul piano temporale e in contrasto con il carattere vincolante, in più occasioni affermato anche dalla giurisprudenza costituzionale, delle prescrizioni impartite dal giudice ex art. 409, commi 4 e 5, c.p.p. Inoltre, la questione appare sollevata all'improprio fine di ottenere un avallo interpretativo, in quanto il rimettente ha già fatto applicazione nel procedimento a quo, in relazione a due precedenti richieste di archiviazione, della norma censurata in un'interpretazione diversa dal supposto "diritto vivente" e ritenuta "costituzionalmente orientata". La questione è, per altro verso, anche prematura, non essendosi il rimettente preventivamente avvalso dello strumento che, in base alla sua stessa ricostruzione dell'asserito "diritto vivente", gli sarebbe offerto per evitare di archiviare la notizia di reato, ovvero la sollecitazione dell'avocazione delle indagini da parte del Procuratore generale. Infine, il petitum risulta indeterminato, in quanto il rimettente non precisa quale dovrebbe essere il rimedio processuale alla denunciata situazione di "stallo" tra i molti astrattamente ipotizzabili, la scelta dei quali è peraltro riservata alla discrezionalità del legislatore (sentt. n. 263 del 1991, 130 del 1003, 320 del 2009; ordd. n. 253 del 1991, 122, 182 del 1992, 64, 251 del 2006, 90 del 2009, 96, 219, 277 del 2010, 139, 176 del 2011, 26, 170 del 2012, 195 del 2013).

Corte Costituzionale  15 aprile 2014 n. 96  

 

Nell'udienza camerale tenuta a seguito dell'opposizione proposta dalla persona offesa avverso la richiesta di archiviazione avanzata dal p.m., il giudice deve provvedere all'audizione dell'opponente qualora questi ne abbia fatto domanda e l'eventuale omissione di tale adempimento produce - per il combinato disposto degli art. 127 commi 3 e 5 e 409 comma 2 c.p.p. - una nullità a regime intermedio, la quale deve essere eccepita immediatamente dopo il mancato compimento dell'atto. (Dichiara inammissibile, G.i.p. Trib. Marsala, 31/07/2013)

Cassazione penale sez. VI  02 aprile 2014 n. 16169  

 

In tema di opposizione alla richiesta di archiviazione, qualora il g.i.p. abbia dichiarato "de plano" l'inammissibilità dell'opposizione della persona offesa, motivandola sotto entrambi i profili richiesti dall'art. 410 c.p.p., il giudice di legittimità non può sindacare la valutazione di merito di infondatezza della notizia di reato quale svolta dal giudice delle indagini preliminari. Infatti, il provvedimento di archiviazione, ordinanza o decreto, è per sua natura inoppugnabile, ex art. 409, comma 6, c.p.p., quale che sia il procedimento a conclusione del quale viene emesso, neppure dalla parte offesa che ha esercitato la facoltà di proporre opposizione alla richiesta del P.M., salvo, in quest'ultimo caso, il ricorso per Cassazione per violazione del contraddittorio.

Cassazione penale sez. V  26 marzo 2014 n. 17968  

 

In materia di provvedimenti del giudice per le indagini preliminari sulla richiesta di archiviazione, le disposizioni contenute nell'art. 409, commi 4 e 5, c.p.p., devono formare oggetto di rigorosa interpretazione, al fine di evitare qualsiasi ingerenza dell'organo giudicante nella sfera di autonomia della pubblica accusa.

Cassazione penale sez. un.  28 novembre 2013 n. 4319  

 

Non è ammissibile il ricorso per cassazione avverso l'ordinanza di archiviazione pronunciata sul presupposto erroneo della omessa presentazione della querela da parte della persona offesa, sia perché detto motivo esula dai rigorosi limiti fissati dall'art. 409, comma 6, c.p.p., che fa rinvio all'art. 127, comma 5, stesso codice.; sia perché, nel caso rappresentato, può essere validamente esperito il rimedio della richiesta di riapertura delle indagini. Dichiara inammissibile, G.i.p. Trib. Milano, 23/11/2012

Cassazione penale sez. IV  28 novembre 2013 n. 1557  

 

Il rigetto da parte del p.m. della sollecitazione della persona offesa a presentare una richiesta di riapertura delle indagini, ai sensi dell'art. 414 c.p.p., non preclude il diritto della medesima persona offesa a presentare il ricorso per cassazione contro il già adottato provvedimento di archiviazione, sussistendo le condizioni previste dall'art. 409 comma 6 c.p.p. (In motivazione la Corte ha precisato che la sollecitazione della parte offesa rivolta al p.m. non può essere considerata come rinuncia implicita a far valere eventuali nullità verificatesi nel procedimento che ha portato all'archiviazione). Annulla senza rinvio, G.i.p. Trib. Trani, 08/09/2010

Cassazione penale sez. VI  17 ottobre 2013 n. 44410  

 

In tema di archiviazione, il combinato disposto dei commi 1 e 3 dell'art. 127 c.p.p. - applicabili all'udienza fissata a seguito di opposizione all'archiviazione della persona offesa, in virtù del rinvio di cui al comma 2 dell'art. 409 c.p.p. - garantiscono alla persona offesa e al suo difensore la piena esplicazione del diritto di difesa e, quindi, tutelano la concreta possibilità di partecipazione all'udienza. (Fattispecie in cui la Corte ha annullato l'ordinanza del g.i.p. per violazione del diritto al contraddittorio in un caso in cui il difensore della parte offesa, tre quarti d'ora prima dell'inizio dell'udienza, aveva inviato un fax alla cancelleria in cui comunicava un breve ritardo non superiore a 40 minuti per un imprevisto ed il g.i.p. aveva, invece, ritenuto di non attendere e aveva nominato un difensore di ufficio, pronunciando all'esito dell'udienza ordinanza di archiviazione). Annulla con rinvio, Gip Trib. Lecco, 07/03/2013

Cassazione penale sez. III  10 ottobre 2013 n. 45190

 

In tema di azione penale, qualora il p.m. nell'ambito di un procedimento per un determinato reato riceva una denuncia per calunnia presentata dall'indagato e dopo aver proceduto all'iscrizione nel registro di cui all'art. 335 c.p.p. richieda l'archiviazione per insussistenza della notizia di reato, al denunciante non spetta il potere di presentare opposizione ex art. 409 c.p.p., non potendo prospettarsi la possibilità di procedere ad indagini in assenza di notizia di reato. Rigetta, Gip Trib. Varese, 17/09/2012

Cassazione penale sez. VI  16 luglio 2013 n. 45206  

 

L'ordinanza di archiviazione è impugnabile soltanto nei rigorosi limiti fissati dal comma sesto dell'art. 409 c.p.p. il quale rinvia all'art. 127 comma 5 c.p.p., che sanziona con la nullità l'inosservanza delle norme concernenti la citazione e l'intervento delle parti in camera di consiglio. (Fattispecie in cui la Corte ha accolto il ricorso della persona offesa che, avendo richiesto di essere informata in caso di richiesta di archiviazione, non aveva ricevuto alcun avviso). Annulla senza rinvio, G.i.p. Trib. Monza, 08/02/2011

Cassazione penale sez. II  04 luglio 2013 n. 29936  



 
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