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Codice proc. penale agg.  al  29 Apr 2015
 
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Art. 422 cod. proc. penale: Attività di integrazione probatoria del giudice

1. Quando non provvede a norma del comma 4 dell’articolo 421, ovvero a norma dell’articolo 421-bis, il giudice può disporre, anche d’ufficio, l’assunzione delle prove delle quali appare evidente la decisività ai fini della sentenza di non luogo a procedere.

2. Il giudice, se non è possibile procedere immediatamente all’assunzione delle prove, fissa la data della nuova udienza e dispone la citazione dei testimoni, dei periti, dei consulenti tecnici e delle persone indicate nell’articolo 210 di cui siano stati ammessi l’audizione o l’interrogatorio.

3. L’audizione e l’interrogatorio delle persone indicate nel comma 2 sono condotti dal giudice. Il pubblico ministero e i difensori possono porre domande, a mezzo del giudice, nell’ordine previsto dall’articolo 421, comma 2. Successivamente, il pubblico ministero e i difensori formulano e illustrano le rispettive conclusioni.

4. In ogni caso l’imputato può chiedere di essere sottoposto all’interrogatorio, per il quale si applicano le disposizioni degli articoli 64 e 65. Su richiesta di parte, il giudice dispone che l’interrogatorio sia reso nelle forme previste dagli articoli 498 e 499.


Giurisprudenza annotata

Attività di integrazione probatoria del giudice

Il diritto del difensore di svolgere indagini difensive, pur esercitabile in ogni stato e grado del procedimento, deve tuttavia essere coordinato, affinché i risultati di dette indagini possano trovare ingresso nel processo, con i criteri ed i limiti specificamente previsti dal codice per la formazione della prova. (Fattispecie relativa a richiesta di rinnovazione dell'istruzione in giudizio abbreviato d'appello mediante acquisizione di verbali di dichiarazioni assunte in sede di indagini difensive, che la S.C. ha ritenuto inammissibile in quanto, nel giudizio abbreviato, le prove integrative di natura dichiarativa devono essere assunte dal giudice, ai sensi dell'art. 422 c.p.p.). (Rigetta, App. Torino, 17/02/2014 )

Cassazione penale sez. VI  22 ottobre 2014 n. 1400  

 

In sede di udienza preliminare è inammissibile la richiesta di giudizio abbreviato proposta dopo il conferimento della parola al pubblico ministero per la formulazione delle sue conclusioni a norma degli artt. 421 e 422 c.p.p.

Ufficio Indagini preliminari Milano  19 luglio 2012

 

Il g.u.p., se rileva nel corso dell'udienza una causa di non punibilità emergente dagli atti (nella specie, la prescrizione del reato), non può avvalersi dei poteri istruttori conferitigli dagli art. 421 bis e 422 c.p.p., dovendo l'ambito della sua cognizione rimanere cristallizzato allo stato degli atti esistente al momento processuale della rilevata causa di non punibilità, con preclusione di un approfondimento del "thema decidendum".

Cassazione penale sez. VI  01 dicembre 2011 n. 5438

 

Qualora, in sede di udienza preliminare, sia rilevabile una causa di estinzione del reato e non siano già stati acquisiti elementi che rendano evidente l'innocenza dell'imputato, il giudice deve pronunciare la relativa declaratoria, senza potersi avvalere dei poteri istruttori conferitigli dagli art. 421 bis e 422 c.p.p., essendo da ritenersi la sua cognizione "cristallizzata" allo stato degli atti.

Cassazione penale sez. VI  01 dicembre 2011 n. 5438  

 

La confisca dei terreni o delle aree oggetto di lottizzazione abusiva può essere disposta anche con la sentenza di non luogo a procedere resa all'esito dell'udienza preliminare, attesa la natura di sanzione amministrativa accessoria e non di misura di sicurezza. (In motivazione la Corte ha precisato che la confisca può conseguire alla sentenza di non luogo a procedere purché si accerti l'integrazione degli elementi oggettivi e soggettivi del reato in base agli atti d'indagine del P.M., a quelli difensivi od anche a seguito di integrazione probatoria disposta ai sensi dell'art. 422 cod. proc. pen.). Annulla senza rinvio, Gip Trib. Agrigento, 17/11/2008

Cassazione penale sez. III  06 ottobre 2010 n. 5857  

 

Il divieto posto dall'art. 430 bis c.p.p. alla polizia giudiziaria, al p.m. e ai difensori di assumere informazioni "dalla persona ammessa ai sensi dell'art. 507 o indicata nella richiesta di incidente probatorio o ai sensi dell'art. 422, comma 2, ovvero nella lista prevista dall'art. 468 e presentata alle altre parti processuali" non trova applicazione nel caso di rinnovazione dell'istruzione dibattimentale disposta in sede di appello ai sensi dell'art. 603, comma 2, c.p.p.).

Cassazione penale sez. III  08 luglio 2009 n. 36826  

 

Non è fondata, per le medesime ragioni di cui alla massima n. 1, la q.l.c. dell'art. 500, comma 6, c.p.p., censurato, censurato, in riferimento agli art. 24, comma 2, e 111, comma 4, cost., nella parte in cui non prevede che le dichiarazioni, rese a norma degli art. 294, 299, comma 3 ter, 391 e 422 c.p.p., parimenti impiegate per le contestazioni all'imputato nel corso dell'esame, non possono essere utilizzate nei confronti di altri senza il loro consenso, salvo che ricorrano i presupposti di cui all'art. 500, comma 4, c.p.p.

Corte Costituzionale  01 luglio 2009 n. 197  

 

In relazione alla q.l.c. dell'art. 503, comma 6, c.p.p., nella parte in cui non prevede che le dichiarazioni, rese a norma degli art. 294, 299, comma 3 ter, 391 e 422 c.p.p., parimenti impiegate per le contestazioni all'imputato nel corso dell'esame, non possono essere utilizzate nei confronti di altri senza il loro consenso, salvo che ricorrano i presupposti di cui all'art. 500, comma 4, c.p.p., va rigettata l'eccezione di inammissibilità per difetto di motivazione sulla rilevanza.

Corte Costituzionale  01 luglio 2009 n. 197  

 

Non è prevista alcuna nullità della richiesta di rinvio a giudizio in caso di mancanza dei requisiti di chiarezza e di precisione dell'imputazione, avendo del resto il giudice, nel corso dell'udienza preliminare, tutti gli strumenti, ove lo ritenga necessario, per un'integrazione delle indagini (art. 421 bis e 422 c.p.p.) e per sollecitare il p.m. a modificare l'imputazione (art. 423 c.p.p.). Per l'effetto, deve ritenersi abnorme l'ordinanza che restituisca gli atti al p.m. in ipotesi di carenza dei caratteri della chiarezza e della precisione dell'imputazione.

Cassazione penale sez. VI  11 giugno 2009 n. 29397  

 

L'art. 421 c.p.p. prevede che le parti illustrano le loro conclusioni sul compendio istruttorio esistente; l'art. 422 c.p.p. stabilisce che il giudice, qualora ritenga insufficienti gli elementi di prova acquisiti allo stato degli atti, ordina l'integrazione probatoria, al cui esito si formuleranno nuove conclusioni. Ogni volta, infatti, che viene modificato il compendio istruttorio su cui si fonda l'udienza preliminare le parti devono formulare nuove conclusioni, con conseguente possibilità per l'imputato di valutare l'opportunità di un giudizio allo stato degli atti.

Ufficio Indagini preliminari Milano  04 giugno 2009

 

Non è ammessa, preliminarmente alla scelta di eventuale rito alternativo, la discussione su quali atti siano utilizzabili nell'udienza preliminare, in quanto la delibazione del giudice sull'utilizzabilità degli atti avviene in sede di decisione all'esito dell'udienza preliminare o all'esito del giudizio nel caso di scelta di giudizio abbreviato. La richiesta del rito alternativo, infatti, può essere proposta, a pena di decadenza, fino a che non siano state formulate le conclusioni delle parti a norma dell'art. 438 c.p.p. A tale conclusione si perviene sia dalla dizione letterale dell'art. 438 c.p.p. comma 2, dal quale si evince che il momento preclusivo per la scelta del rito è quello dell'inizio della discussione, sia dall'interpretazione sistematica degli art. 421 e 422 c.p.p.

Ufficio Indagini preliminari Milano  04 giugno 2009

 

Ai fini dell'ammissione in udienza preliminare dell'incidente probatorio ex art. 391-bis, comma 11, c.p.p., occorre avere riguardo non solo ai presupposti enunciati dall'art. 393 c.p.p., ma anche alle regole che nella fase dell'udienza preliminare disciplinano le integrazioni istruttorie, di cui agli artt. 421-bis e 422 c.p.p. (nel caso di specie il giudice ha rigettato la richiesta di incidente probatorio avanzata dalla difesa non reputando evidente la decisività della prova da assumere ai fini della sentenza di non luogo a procedere).

Ufficio Indagini preliminari Roma  16 luglio 2008

 

È illegittima la decisione del giudice di appello che dichiari inutilizzabili i documenti (nella specie consulenza, bilanci, relazioni ecc) - prodotti dalla difesa dell'imputato, in sede di udienza preliminare, prima della richiesta del giudizio abbreviato - in quanto la richiesta di giudizio abbreviato può essere, ex art. 438 comma 2 c.p.p., presentata fino a quando non siano state formulate le conclusioni e, quindi, anche dopo l'eventuale integrazione istruttoria disposta dal giudice dell'udienza preliminare, ex art. 421 bis o 422 c.p.p. e a maggior ragione successivamente alle produzioni documentali che il giudice dell'udienza preliminare, ex art. 421 comma 3 c.p.p., ammette dopo la costituzione delle parti. Ne deriva che, in tal caso, l'erronea dichiarazione dell'invalidità della prova integra un "error in procedendo" censurabile in sede di legittimità ai sensi dell'art. 606 comma 1 lett. c) c.p.p.

Cassazione penale sez. V  09 febbraio 2006 n. 6777  



 
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