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Codice proc. penale agg.  al  29 Apr 2015
 
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Art. 425 cod. proc. penale: Sentenza di non luogo a procedere

1. Se sussiste una causa che estingue il reato o per la quale l’azione penale non doveva essere iniziata o non deve essere proseguita, se il fatto non è previsto dalla legge come reato ovvero quando risulta che il fatto non sussiste o che l’imputato non lo ha commesso o che il fatto non costituisce reato o che si tratta di persona non punibile per qualsiasi causa, il giudice pronuncia sentenza di non luogo a procedere, indicandone la causa nel dispositivo.

2. Ai fini della pronuncia della sentenza di cui al comma 1, il giudice tiene conto delle circostanze attenuanti. Si applicano le disposizioni dell’articolo 69 del codice penale.

3. Il giudice pronuncia sentenza di non luogo a procedere anche quando gli elementi acquisiti risultano insufficienti, contraddittori o comunque non idonei a sostenere l’accusa in giudizio.

4. Il giudice non può pronunciare sentenza di non luogo a procedere se ritiene che dal proscioglimento dovrebbe conseguire l’applicazione di una misura di sicurezza diversa dalla confisca.

5. Si applicano le disposizioni dell’articolo 537.

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La Corte costituzionale con sentenza 28 gennaio-10 febbraio 1993, n. 41 (in G.U. 1 s.s. 17/2/1993, n. 8) ha dichiarato l’ illegittimità costituzionale del comma 1 del presente articolo ” nella parte in cui stabilisce che il giudice pronuncia sentenza di non luogo a procedere quando risulta evidente che l’imputato è persona imputabile.”


Giurisprudenza annotata

Sentenza di non luogo a procedere

È inammissibile il ricorso con il quale la parte civile chiede l'annullamento della sentenza di non luogo a procedere emessa dal g.u.p. ai sensi dell'art. 425 c.p.p. per non aver il giudice, verificata la sussistenza di un reato connesso, emesso ordinanza di invito al p.m. alla modifica dell'imputazione e, in caso di mancata modifica, di restituzione degli atti allo stesso p.m., trattandosi di richiesta di annullamento al fine di ottenere l'adozione da parte del giudice di merito di un provvedimento abnorme. (Dichiara inammissibile, Gip Trib. Roma, 06/02/2014 )

Cassazione penale sez. II  09 ottobre 2014 n. 44952

 

Deve ritenersi ricompresa nella disposizione normativa secondo cui il giudice può pronunciare sentenza di proscioglimento nei confronti di "persona non punibile per qualsiasi causa" anche l'ipotesi di difetto di imputabilità per incapacità di intendere e di volere, a condizione che non debba essere applicata una misura di sicurezza personale, in considerazione dell'assenza di pericolosità sociale dell'imputato (confermata, nella specie, la sentenza di non luogo a procedere nei confronti di un dirigente asl, accusato di aver timbrato il cartellino segnatempo attestante la presenza sul luogo del lavoro dal quale, però, si allontanava senza effettuare le prestazioni lavorative, in ragione dell'accertato difetto di imputabilità essendo il medesimo affetto da un disturbo delirante cronico).

Cassazione penale sez. II  13 gennaio 2015 n. 4397  

 

In tema di patteggiamento l'assoluzione ai sensi dell'art. 425 cod. proc. pen., non può prevalere sull'accordo delle parti, giacché l'art. 444 cod. proc. pen. rinvia solo alle cause di proscioglimento espressamente indicate dall'art. 129, cod. proc. pen., tra le quali non è annoverata quella per mancanza, insufficienza o contraddittorietà della prova. (Dichiara inammissibile, Gip Trib. Varese, 23/04/2014 )

Cassazione penale sez. II  12 dicembre 2014 n. 1390  

 

Il giudice dell'udienza preliminare deve conformare i suoi poteri valutativi al rito scelto dalle parti, con la conseguenza che gli è precluso di prosciogliere l'imputato che ha chiesto di definire la sua posizione con l'applicazione di pena concordata, facendo ricorso ai parametri indicati dall'art. 425 c.p.p., che governano la valutazione della validità processuale della richiesta di rinvio a giudizio. (Annulla in parte con rinvio, G.u.p. Trib. Trento, 12/11/2013 )

Cassazione penale sez. II  17 ottobre 2014 n. 47444  

 

Il Giudice dell'udienza preliminare deve giungere alla sentenza di non luogo a procedere, prevista dall'art. 425 c.p.p., allorquando verifichi che non sussistono le condizioni per formulare una prognosi di evoluzione, in senso favorevole all'accusa, del materiale di prova raccolto; non è cioè richiesto che, a seguito della predetta prognosi in merito all'esito del giudizio, per procedere al proscioglimento, il Giudice pervenga ad una valutazione di innocenza dell'imputato, ma è sufficiente e necessario che non esista alcuna prevedibile possibilità che il dibattimento possa giungere ad un esito diverso da quello dell'innocenza dell'imputato.

Ufficio Indagini preliminari Napoli  31 luglio 2014 n. 1587  

 

Il giudice dell'udienza preliminare nel pronunciare sentenza di non luogo a procedere, a norma dell'art. 425, comma terzo, c.p.p., deve valutare, sotto il solo profilo processuale, se gli elementi acquisiti risultino insufficienti, contraddittori o comunque non idonei a sostenere l'accusa in giudizio, non potendo procedere a valutazioni di merito del materiale probatorio ed esprimere, quindi, un giudizio di colpevolezza dell'imputato ed essendogli inibito il proscioglimento in tutti i casi in cui le fonti di prova si prestino a soluzioni alternative e aperte o, comunque, ad essere diversamente rivalutate. Pertanto, solo una prognosi di inutilità del dibattimento relativa alla evoluzione, in senso favorevole all'accusa, del materiale probatorio raccolto - e non un giudizio prognostico in esito al quale il giudice pervenga ad una valutazione di innocenza dell'imputato - può condurre ad una sentenza di non luogo a procedere.

Cassazione penale sez. II  17 giugno 2014 n. 30899

 

Il giudicante dell'udienza preliminare è chiamato a stabilire se le fonti di prova dell'accusa abbiano una consistenza tale da meritare il vaglio del giudice del dibattimento, in vista di una (non probabile ma) possibile sentenza di condanna all'esito del giudizio dibattimentale; ne deriva che, ove tale consistenza probatoria non vi sia, e si appalesi quindi la superfluità del giudizio (nella previsione che anche il dibattimento non possa fornire utili apporti per superare il quadro di insufficienza o contraddittorietà della prova esistente in atti, ovvero la stessa sia inidonea a sostenere l'accusa in giudizio), il g.u.p. è tenuto a disporre il non luogo a procedere, adottando le formule previste dall'art. 425 c.p.p.

Ufficio Indagini preliminari La Spezia  23 maggio 2014 n. 177  

 

A seguito della modifica dell'art. 425 c.p.p., introdotta con l'art. 23 l. n. 479 del 1999, deve ritenersi ricompresa nella disposizione normativa secondo cui il giudice può pronunciare sentenza di proscioglimento nei confronti di "persona non punibile per qualsiasi causa" anche l'ipotesi di difetto di imputabilità per incapacità di intendere e di volere, a condizione che non debba essere applicata una misura di sicurezza personale, in considerazione dell'assenza di pericolosità sociale dell'imputato. (Annulla con rinvio, App. Potenza, 31/10/2012 )

Cassazione penale sez. II  05 marzo 2014 n. 21826  

 

Il giudice dell'udienza preliminare ha il potere di pronunziare la sentenza di non luogo a procedere non quando effettui un giudizio prognostico in esito al quale pervenga ad una valutazione di innocenza dell'imputato, ma in tutti quei casi nei quali non esista una prevedibile possibilità che il dibattimento possa invece pervenire ad una diversa soluzione. Non contrasta con questa ricostruzione il tenore dell'art. 425 c.p.p., nuovo comma 3, che prevede la pronunzia della sentenza di non luogo a procedere 'anche quando gli elementi acquisiti risultano insufficienti, contradditori o comunque non idonei a sostenere l'accusa in giudizio'. La norma - che riecheggia la regola di giudizio prevista dall'art. 530 c.p.p. - conferma, infatti, quanto si è in precedenza espresso: il parametro non è l'innocenza, ma l'impossibilità di sostenere l'accusa in giudizio. L'insufficienza e la contraddittorietà degli elementi devono, quindi, avere caratteristiche tali da non poter essere ragionevolmente considerate superabili nel giudizio; la situazione, insomma, non deve poter essere considerata suscettibile di chiarimenti o sviluppi nel giudizio. Questo giudizio prognostico vale sia per l'ipotesi dell'insufficienza, che per quella della contraddittorietà: queste caratteristiche legittimeranno la pronunzia della sentenza di non luogo a procedere solo se non appariranno superabili nel giudizio. In conclusione, a meno che ci si trovi in presenza di elementi palesemente insufficienti per sostenere l'accusa in giudizio per l'esistenza di prove positive di innocenza o per la manifesta inconsistenza di quelle di colpevolezza, la sentenza di non luogo a procedere non è consentita quando l'insufficienza o contraddittorietà degli elementi acquisiti siano superabili in dibattimento.

Ufficio Indagini preliminari Napoli  31 dicembre 2013 n. 3030



 
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