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Codice proc. penale agg.  al  29 Apr 2015
 
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Art. 428 cod. proc. penale: Impugnazione della sentenza di non luogo a procedere

1. Contro la sentenza di non luogo a procedere possono proporre ricorso per cassazione:

a) il procuratore della Repubblica e il procuratore generale;

b) l’imputato, salvo che con la sentenza sia stato dichiarato che il fatto non sussiste o che l’imputato non lo ha commesso.

2. La persona offesa può proporre ricorso per cassazione nei soli casi di nullità previsti dall’articolo 419, comma 7. La persona offesa costituita parte civile può proporre ricorso per cassazione ai sensi dell’articolo 606.

3. Sull’impugnazione decide la Corte di cassazione in camera di consiglio con le forme previste dall’articolo 127.


Giurisprudenza annotata

Impugnazione della sentenza di non luogo a procedere

L'omessa notifica dell'avviso di fissazione dell'udienza preliminare alla persona offesa non costituisce motivo di nullità della eventuale sentenza emessa all'esito del giudizio abbreviato, non essendo tale nullità prevista da alcuna disposizione, a differenza di quanto stabilito, per la sentenza di non luogo a procedere, dall'art. 428, comma 2, c.p.p. (In motivazione, la Corte ha anche evidenziato che la sentenza assolutoria emessa all'esito di giudizio abbreviato, in caso di omesso avviso alla persona offesa, ex art. 419 c.p.p., non preclude a questa l'esercizio dell'azione civile né pregiudica la decisione sul merito di tale azione, atteso quanto previsto dall'art. 652, comma 2, c.p.p.). (Dichiara inammissibile, G.i.p. Trib. Lecce, 02/04/2012)

Cassazione penale sez. VI  30 aprile 2014 n. 29331  

 

L'omessa notifica dell'avviso dell'udienza preliminare alla persona offesa, previsto a pena di nullità dall'art. 419, commi 1 e 7, c.p.p., costituisce motivo di nullità della eventuale sentenza di non luogo a procedere, che può essere dedotta per la prima volta con il ricorso per cassazione, in quanto la previsione dell'art. 428, comma 3, c.p.p., costituisce una deroga alla disciplina generale dettata per la nullità relativa. (Annulla senza rinvio, G.i.p. Trib. Matera, 12/03/2013)

Cassazione penale sez. V  22 aprile 2014 n. 45511  

 

È inammissibile il ricorso per cassazione avverso la sentenza di non luogo a procedere promosso dal mero danneggiato dal reato, pur costituito parte civile, poiché tale impugnazione è destinata alla tutela esclusiva degli interessi penalistici della persona offesa. Annulla in parte con rinvio, G.i.p. Trib. Fermo, 21/12/2011

Cassazione penale sez. III  07 novembre 2013 n. 48475  

 

La persona offesa, la cui costituzione di parte civile sia stata esclusa dal Gup in sede di udienza preliminare, non è legittimata ad impugnare né il provvedimento di esclusione, né la sentenza di non luogo a procedere. Dichiara inammissibile, Gip Trib. Viterbo, 29/10/2012

Cassazione penale sez. VI  18 aprile 2013 n. 31968  

 

L'omessa notifica dell'avviso dell'udienza preliminare alla persona offesa costituisce motivo di nullità della eventuale sentenza di non luogo a procedere che può essere dedotta per la prima volta con il ricorso per cassazione, in quanto la previsione dell'art. 428 comma 3 c.p.p., costituisce una deroga alla disciplina generale dettata per la nullità relativa. Annulla senza rinvio, Gip Trib. Vicenza, 03/06/2011

Cassazione penale sez. II  21 febbraio 2013 n. 25416  

 

Nel delitto di falsa testimonianza, essendo persona offesa solo lo Stato, il privato, pur se costituito parte civile, non è legittimato a proporre ricorso per cassazione contro la sentenza di non luogo a procedere.

Cassazione penale sez. VI  22 novembre 2012 n. 9085  

 

Persona offesa dei reati tributari è, oltre alla Amministrazione finanziaria, anche l'Agenzia delle Entrate, quale ente cui è affidata la tutela dell'interesse al corretto adempimento dell'obbligazione tributaria. (In applicazione del principio la Corte ha dichiarato l'Agenzia delle Entrate legittimata al ricorso per cassazione avverso la sentenza di non luogo a procedere ex art. 428 cod. proc. pen.). Annulla con rinvio, App. Milano, 01/04/2011

Cassazione penale sez. II  22 novembre 2011 n. 7739  

 

È inammissibile l'impugnazione proposta con un mezzo di gravame diverso da quello prescritto, quando dall'esame dell'atto si tragga la conclusione che la parte impugnante abbia effettivamente voluto ed esattamente denominato il mezzo di impugnazione non consentito dalla legge. (Fattispecie relativa ad un appello proposto dal P.G. avverso una sentenza di non luogo a procedere, trasmesso dalla Corte d'appello per competenza alla Corte di cassazione, previa riqualificazione del gravame come ricorso per cassazione). Dichiara inammissibile, Gip Trib. Bergamo, 01 aprile 2008

Cassazione penale sez. VI  02 febbraio 2011 n. 7182  

 

Il termine per la proposizione dell'impugnazione della sentenza di non luogo a procedere, pari a quindici giorni, decorre, nel caso in cui non si abbia contestuale redazione dei motivi, dalla scadenza del trentesimo giorno dalla pronuncia, allorché la motivazione sia depositata entro quest'ultimo termine.

Cassazione penale sez. VI  31 gennaio 2011 n. 14567  

 

Il controllo di legittimità della sentenza di non luogo a procedere, per il parametro del vizio di motivazione e dell'omessa assunzione di una prova decisiva, non può comunque avere ad oggetto gli elementi acquisiti dal p.m. nel corso delle indagini e non può risolversi nella verifica del puntuale rispetto dei criteri di valutazione della prova di cui all'art. 192 c.p.p., perché la sentenza di non luogo a procedere esprime una valutazione prognostica negativa circa l'eventuale condanna in giudizio e non un convincimento intorno ad un accertamento svolto ai fini di una possibile condanna. Rigetta in parte, Gip Trib. Ascoli Piceno, 14/07/2009

Cassazione penale sez. II  14 maggio 2010 n. 28743  

 

L'inammissibilità del ricorso avverso la sentenza di non luogo a procedere proposto dalla persona offesa costituita parte civile comporta la condanna di quest'ultima a rifondere all'imputato, che ne abbia fatto richiesta, le spese sostenute nel giudizio di legittimità; detta statuizione, ancorché non prevista espressamente dal codice di rito penale, deve essere adottata in base al principio generale di causalità e di soccombenza, di cui sono espressione non solo gli art. 541 comma 2 e 592, comma 4 c.p.p., ma, più in generale, l'art. 91 c.p.c. che viene in causa trattandosi di un giudizio di impugnazione che, pur se ispirato da finalità anche di ordine penale, è stato comunque promosso ad iniziativa di una parte privata, rimasta soccombente nei confronti di un'altra. Dichiara inammissibile, Gup Trib. Foggia, 10/12/2009

Cassazione penale sez. VI  12 maggio 2010 n. 29274

 

Il controllo del giudice di legittimità sulla motivazione della sentenza di non luogo a procedere c.p.p., non può avere per oggetto gli elementi acquisiti dal p.m., ma solo la riconoscibilità del criterio prognostico adottato dal giudice dell'udienza preliminare - alla stregua della sommaria valutazione delle fonti di prova offerte dal p.m. - per escludere che l'accusa sia sostenibile in giudizio. (In applicazione del principio di cui in massima la S.C. ha censurato la decisione con cui il g.u.p. ha dichiarato non luogo a procedere nei confronti dell'imputato - in ordine al reato di cui all'art. 648 bis c.p. - ritenendo l'assenza o la non raggiungibilità della prova di consapevolezza dello stesso relativamente alla provenienza illecita di assegni, in quanto "le operazioni bancarie sono tracciabili" ed è "da escludere la sua volontà delittuosa, posto che quale esperto di tecnica bancaria avrebbe potuto escogitare altro e ben più efficace sistema di copertura". La S.C., rilevato che detta motivazione investe il dolo di riciclaggio, evidenzia che il dolo si desume dall'accaduto reale ed il ragionamento del g.u.p., ancorato a mere supposizioni circa le fonti, non esclude la sostenibilità dell'accusa avanti al giudice che assunte le prove può in alternativa decidere per la condanna). Annulla in parte con rinvio, Gip Trib. Roma, 20 aprile 2009

Cassazione penale sez. V  18 marzo 2010 n. 15364  

 

In tema di impugnazioni, la persona danneggiata, pur costituita parte civile, non è legittimata a proporre ricorso per cassazione avverso la sentenza di non luogo a procedere, dal momento che il riconoscimento di tale legittimazione alla persona offesa costituita parte civile, per effetto della modifica introdotta dalla l. n. 46 del 2006, si giustifica esclusivamente per la tutela di interessi penalistici, ai quali resta estranea la persona danneggiata. Dichiara inammissibile, Gip Trib. Catanzaro, 22/06/2009

Cassazione penale sez. VI  21 gennaio 2010 n. 16528  

 

Sono infondate le q.l.c. dell'art. 428 c.p.p., come sostituito dall'art. 4 della l. 20 febbraio 2006 n. 46 (Modifiche al c.p.p., in materia di inappellabilità delle sentenze di proscioglimento, sollevate, in riferimento agli art. 3, 111 comma 2 e 112 cost., nella parte in cui non consente al p.m. di proporre appello avverso le sentenze di non luogo a procedere (la Corte ha ritenuto incensurabile la scelta di escludere, in via generale, un controllo di merito sulla delibazione operata dal giudice della udienza preliminare, sottolineando, da un lato, le peculiarità che caratterizzano i relativi epiloghi decisori - del tutto diversi da quelli che conseguono all'ordinario giudizio - e, dall'altro, il carattere non irrevocabile della sentenza di non luogo a procedere. Quanto alla pretesa violazione dell'art. 112 cost., la Corte ha ribadito la propria giurisprudenza, consolidata nell'affermare che il potere di impugnazione del p.m. non costituisce estrinsecazione necessaria dei poteri inerenti all'esercizio dell'azione penale).

Corte Costituzionale  24 luglio 2009 n. 242



 
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