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Codice proc. penale agg.  al  29 Apr 2015
 
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Art. 429 cod. proc. penale: Decreto che dispone il giudizio

1. Il decreto che dispone il giudizio contiene:

a) le generalità dell’imputato e le altre indicazioni personali che valgono a identificarlo nonché le generalità delle altre parti private, con l’indicazione dei difensori;

b) l’indicazione della persona offesa dal reato qualora risulti identificata;

c) l’enunciazione, in forma chiara e precisa, del fatto, delle circostanze aggravanti e di quelle che possono comportare l’applicazione di misure di sicurezza, con l’indicazione dei relativi articoli di legge;

d) l’indicazione sommaria delle fonti di prova e dei fatti cui esse si riferiscono;

e) il dispositivo, con l’indicazione del giudice competente per il giudizio;

f) l’indicazione del luogo, del giorno e dell’ora della comparizione, con l’avvertimento all’imputato che non comparendo sarà giudicato in contumacia;

g) la data e la sottoscrizione del giudice e dell’ausiliario che l’assiste.

2. Il decreto è nullo se l’imputato non è identificato in modo certo ovvero se manca o è insufficiente l’indicazione di uno dei requisiti previsti dal comma 1 lettere c) e f).

3. Tra la data del decreto e la data fissata per il giudizio deve intercorrere un termine non inferiore a venti giorni.

3-bis. Qualora si proceda per il reato di cui all’articolo 589, secondo comma, del codice penale, il termine di cui al comma 3 non può essere superiore a sessanta giorni. (1)

4. Il decreto è notificato all’imputato contumace nonché all’imputato e alla persona offesa comunque non presenti alla lettura del provvedimento di cui al comma 1 dell’articolo 424 almeno venti giorni prima della data fissata per il giudizio.


Giurisprudenza annotata

Decreto che dispone il giudizio

È legittima la contestazione nel decreto che dispone il giudizio di imputazioni alternative. (Fattispecie in tema di bancarotta fraudolenta patrimoniale in cui nell'imputazione si faceva riferimento al possesso da parte degli imputati di qualifiche formali rivestite nel tempo, con la precisazione, tuttavia, che la responsabilità prescindeva da dette qualifiche, avendo gli interessati operato di fatto, in nome e per conto della società). (Rigetta, App. Campobasso, 19/02/2013 )

Cassazione penale sez. V  11 novembre 2014 n. 51252  

 

Non è affetto da invalidità il decreto che dispone il giudizio, sotto il profilo dell'insufficiente o errata specificazione del luogo di comparizione, quando fa riferimento alla precedente sede del tribunale, a condizione che il trasferimento dell'ufficio giudiziario in altro edificio sia successivo alla"vocatio in iudicium", che la diversa ubicazione sia contigua alla precedente e sia stata adeguatamente pubblicizzata e che, comunque, dalle emergenze processuali risulti che l'imputato sia comunque venuto a conoscenza dell'effettivo luogo di svolgimento dell'udienza. (Fattispecie in cui la Corte ha escluso la nullità del decreto che dispone il giudizio in quanto la nuova sede del tribunale era prossima alla precedente, la quale, peraltro, non era stata chiusa e presentava ancora "ingressi presidiati" e un "ufficio informazioni", tanto che il difensore dell'imputato aveva regolarmente partecipato all'udienza). (Rigetta, App. Bologna, 26/03/2014 )

Cassazione penale sez. II  11 novembre 2014 n. 52589  

 

Non è affetto da alcuna nullità il decreto di citazione per il giudizio di appello che contenga una enunciazione imprecisa e non chiara dei fatti o delle norme violate, atteso che l'art. 601 c.p.p., con riferimento ai requisiti dell'atto fa esclusivamente rinvio alle disposizioni di cui all'art. 429, comma 1 lett. a), b) e g), c.p.p. (Dichiara inammissibile, App. Milano, 20/11/2012 )

Cassazione penale sez. V  27 maggio 2014 n. 29932  

 

In tema di requisiti del decreto che dispone il giudizio, la mancata enunciazione dell'ambito spaziale e temporale delle condotte e degli elementi specificatori dell'oggetto materiale del reato non costituisce vizio di "insufficiente motivazione" quando sia possibile collocare nel tempo e nello spazio l'episodio criminoso contestato, anche attraverso il ricorso ad ulteriori elementi e richiami contenuti nel decreto o, eventualmente, anche in altri atti del processo, così da consentire all'imputato di conoscere i profili fondamentali del "fatto" che gli viene addebitato. (Fattispecie relativa a plurime condotte di spaccio di stupefacenti, in cui si lamentava l'omessa indicazione dei giorni esatti e dei luoghi specifici delle singole cessioni, elementi comunque desumibili dalle dichiarazioni eteroaccusatorie in atti). (Annulla in parte con rinvio, App. Bari, 27/09/2012 )

Cassazione penale sez. III  21 maggio 2014 n. 42537  

 

Non è causa di nullità del decreto che dispone il giudizio l'omesso avvertimento all'imputato che non comparendo sarà giudicato in contumacia, atteso che, il predetto avvertimento non è qualificabile come "uno dei requisiti" della citazione e, pertanto, in applicazione del principio di tassatività delle nullità, l'omissione dello stesso non è sanzionata. (Rigetta, App. Milano, 10/12/2012 )

Cassazione penale sez. II  14 maggio 2014 n. 36097  

 

Il decreto che dispone il giudizio immediato non è impugnabile, avendo - come il decreto che dispone il giudizio emesso all'esito dell'udienza preliminare, ai sensi dell'art. 429 c.p.p. - natura di mero atto di impulso processuale. (Dichiara inammissibile, Gip Trib. Bari, 04/12/2013 )

Cassazione penale sez. VI  12 marzo 2014 n. 51216  

 

In tema di intercettazioni di conversazioni telefoniche o ambientali, le trascrizioni effettuate dal perito incaricato dal g.u.p. dopo l'emissione del decreto che dispone il giudizio sono illegittime anche se la riproduzione dei dialoghi in forma scritta sia stata disposta prima della definizione dell'udienza preliminare, in quanto il conferimento dell'incarico costituisce momento qualificante dell'attività di trasposizione della prova, che non può essere rimesso ad un giudice ormai privo di competenza funzionale, ma la loro inutilizzabilità presuppone la denuncia della difformità tra il contenuto delle conversazioni e la loro trasposizione grafica e non preclude la possibilità per il giudice procedente di disporre una nuova trascrizione in contraddittorio con la parte interessata. (Annulla in parte con rinvio, App. Messina, 23/02/2012 )

Cassazione penale sez. V  22 gennaio 2014 n. 12458  

 

La commissione dei reati contestati in esecuzione del medesimo disegno criminoso non rientra tra le indicazioni che il decreto che dispone il giudizio deve contenere, poiché l'art. 429 c.p.p. richiede soltanto che il fatto contestato sia enunciato “in forma chiara e precisa”.

Cassazione penale sez. II  03 aprile 2013 n. 28712  

 

Non costituisce causa di nullità del decreto che dispone il giudizio l'omessa indicazione nello stesso delle fonti di prova e dei fatti cui essi si riferiscono, non essendo tale violazione compresa fra quelle espressamente colpite da detta sanzione né essendo la stessa riconducibile alle ipotesi di nullità di ordine generale, in virtù della loro ricavabilità.

Cassazione penale sez. V  06 novembre 2012 n. 10393

 

È abnorme il provvedimento del giudice dibattimentale che, investito del giudizio in ordine al reato depurato della circostanza aggravante, dichiari la nullità del decreto che dispone il giudizio e restituisca gli atti al giudice dell'udienza preliminare sull'erroneo presupposto che detto giudice non abbia il potere di sindacare la sussistenza delle circostanze aggravanti. (In motivazione, la Corte ha precisato che l'abnormità della regressione del processo davanti al g.u.p. risulterebbe dalla circostanza che quest'ultimo sarebbe giuridicamente vincolato ad omettere la doverosa verifica dell'esatta corrispondenza tra elementi di prova acquisiti e imputazione contestata e, quindi, ad abdicare all'autonomo esercizio della funzione giurisdizionale con inammissibile lesione della propria prerogativa istituzionale dello "ius dicere").

Cassazione penale sez. VI  24 maggio 2012 n. 21840  



 
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