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Codice proc. penale agg.  al  29 Apr 2015
 
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Art. 430 cod. proc. penale: Attività integrativa di indagine del pubblico ministero e del difensore

1. Successivamente all’emissione del decreto che dispone il giudizio, il pubblico ministero e il difensore possono, ai fini delle proprie richieste al giudice del dibattimento, compiere attività integrativa di indagine, fatta eccezione degli atti per i quali è prevista la partecipazione dell’imputato o del difensore di questo.

2. La documentazione relativa all’attività indicata nel comma 1 è immediatamente depositata nella segreteria del pubblico ministero con facoltà delle parti di prenderne visione e di estrarne copia.


Giurisprudenza annotata

Attività integrativa di indagine del pubblico ministero e del difensore

In tema di attività integrativa di indagine del p.m., ex art. 430 c.p.p., i presupposti che legittimano l'inserimento dei relativi atti nel fascicolo del p.m. richiedono che essi siano pertinenti alla vicenda processuale e finalizzati alle richieste del p.m. al giudice del dibattimento nonché conoscibili mediante il deposito in segreteria. In tal caso, pertanto, l'esercizio del diritto di difesa è garantito dal deposito della documentazione e dall'avviso alle parti - le quali possono chiedere al giudice del dibattimento l'assunzione delle fonti di prova così acquisite, nel rispetto dell'art. 526 c.p.p., ed utilizzare gli atti ai fini delle contestazioni, ex art. 500 e 503 c.p.p.- della facoltà di prenderne visione e di estrarne copia, mentre non è prevista, a seguito dell'inserimento di tali atti nel fascicolo del p.m., la concessione di un termine a difesa, con la conseguenza che il diniego della relativa istanza è legittimo. (Rigetta, App. Napoli, 21/02/2012 )

Cassazione penale sez. V  12 dicembre 2013 n. 5261  

 

L'omissione del deposito di atti dell'indagine preliminare, contestualmente alla notifica dell'avviso di conclusione prescritto dall'art. 415 bis c.p.p., comporta l'inutilizzabilità degli atti stessi, ma non la nullità della successiva richiesta di rinvio a giudizio e del conseguente decreto che dispone il giudizio; l'indicata inutilizzabilità non sussiste quando si tratti di attività integrativa di indagine, ex art. 430, comma 2, c.p.p., antecedente alla emissione del decreto che dispone il giudizio, se la documentazione relativa sia depositata e posta immediatamente a disposizione degli indagati, non essendo ravvisabile, in tal caso, alcuna violazione dei diritti di difesa. (Annulla in parte con rinvio, App. Catanzaro, 10/05/2012 )

Cassazione penale sez. IV  08 novembre 2013 n. 7597  

 

L'attività integrativa di indagine di cui all'art. 430 c.p.p. può legittimamente essere svolta nel corso di tutto il dibattimento e, in particolare, anche al di là dei termini stabiliti dall'art. 468 c.p.p. e di quelli coincidenti con gli adempimenti di cui all'art. 493 c.p.p.

Cassazione penale sez. II  24 aprile 2012 n. 31512  

 

In tema di confisca prevista per i reati elencati all'art. 12 sexies, d.l. n. 306/1992, non sussiste violazione degli artt. 3, 11 e 12 della legge n. 146/2006, ove siano utilizzati, ai fini della predetta confisca, gli esiti degli accertamenti svolti dal Pubblico Ministero senza l'osservanza del limite temporale fissato dall'art. 430 c.p.p., atteso che tale limite si riferisce esclusivamente all'attività integrativa di indagine, finalizzata ad eventuali richieste al giudice del dibattimento, in vista della possibile adozione della confisca equivalente (art. 11, l. n. 146/2006) o di una misura ablativa di cui all'art. 12 sexies d.l. 306/1992.

Cassazione penale sez. I  07 marzo 2012 n. 15251  

 

L'attività integrativa di indagine del p.m. può essere validamente compiuta dalla polizia giudiziaria d'iniziativa, purché il p.m., formulando le nuove richieste istruttorie al giudice, faccia propri, ratificandoli, i risultati di quelle attività. Rigetta, App. Milano, 11/10/2010

Cassazione penale sez. II  04 maggio 2011 n. 23621  

 

Non sussiste la violazione del diritto di difesa qualora la documentazione relativa alla attività integrativa di indagine di cui all'art. 430 , comma 1, c.p.p., sia depositata dal p.m. (nella specie il Procuratore Generale), anziché presso la propria segreteria, nella Cancelleria del giudice competente (nella specie la Corte di Assise d'appello quale giudice di rinvio), in quanto il deposito, ancorché irrituale ex art. 430, comma 2, c.p.p., non impedisce alle parti private di avere notizia delle indagini e di prendere visione delle stesse. Rigetta, Ass.App. Torino, 31/03/2010

Cassazione penale sez. V  18 gennaio 2011 n. 15042  

 

Non si configura la deroga, ex art. 430 c.p.p., al regime ordinario di deposito degli atti d’indagine stabilito per impedire l’ingresso di esiti di attività investigative in un momento scelto arbitrariamente dal p.m., allorquando non emerga alcunché circa il momento e le modalità con cui il p.m. ha provveduto all’acquisizione degli atti e documenti di cui trattasi. (Nel caso di specie l’avviso di deposito atti emesso dal p.m. palesava solo il dato temporale di detto deposito, successivo all’emissione di richiesta di rinvio a giudizio, mentre nulla emergeva circa l’impossibilità, per il p.m. stesso, di porre gli atti in questione a disposizione della difesa in un momento antecedente quello fisiologico di cui all’avviso di conclusione delle indagini preliminari).

Tribunale La Spezia  15 maggio 2009



 
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