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Codice proc. penale agg.  al  29 Apr 2015
 
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Art. 431 cod. proc. penale: Fascicolo per il dibattimento

1. Immediatamente dopo l’emissione del decreto che dispone il giudizio, il giudice provvede nel contraddittorio delle parti alla formazione del fascicolo per il dibattimento. Se una delle parti ne fa richiesta il giudice fissa una nuova udienza, non oltre il termine di quindici giorni, per la formazione del fascicolo. Nel fascicolo per il dibattimento sono raccolti:

a) gli atti relativi alla procedibilità dell’azione penale e all’esercizio dell’azione civile;

b) i verbali degli atti non ripetibili compiuti dalla polizia giudiziaria;

c) i verbali degli atti non ripetibili compiuti dal pubblico ministero e dal difensore;

d) i documenti acquisiti all’estero mediante rogatoria internazionale e i verbali degli atti non ripetibili assunti con le stesse modalità;

e) i verbali degli atti assunti nell’incidente probatorio;

f) i verbali degli atti, diversi da quelli previsti dalla lettera d), assunti all’estero a seguito di rogatoria internazionale ai quali i difensori sono stati posti in grado di assistere e di esercitare le facoltà loro consentite dalla legge italiana;

g) il certificato generale del casellario giudiziario e gli altri documenti indicati nell’articolo 236;

h) il corpo del reato e le cose pertinenti al reato, qualora non debbano essere custoditi altrove.

2. Le parti possono concordare l’acquisizione al fascicolo per il dibattimento di atti contenuti nel fascicolo del pubblico ministero, nonché della documentazione relativa all’attività di investigazione difensiva.


Giurisprudenza annotata

Fascicolo per il dibattimento

Il consenso delle parti all'acquisizione al fascicolo del dibattimento di atti contenuti in quello del pubblico ministero, ovvero della documentazione relativa all'attività di investigazione difensiva, può formarsi tacitamente mediante una manifestazione di volontà espressa di chi propone e l'assenza di opposizione della controparte, qualora il complessivo comportamento processuale di quest'ultima sia incompatibile con una volontà contraria. (Dichiara inammissibile, App. Genova, 04/12/2013 )

Cassazione penale sez. III  11 novembre 2014 n. 1727  

 

In tema di letture consentite, ex art. 431 e 511 c.p.p., la querela può essere inserita nel fascicolo per il dibattimento ed è utilizzabile ai soli fini della procedibilità dell'azione penale, con la conseguenza che da essa il giudice non può trarre elementi di convincimento al fine della ricostruzione storica della vicenda, tranne che per circostanze o fatti imprevedibili, risulti impossibile la testimonianza dell'autore della denuncia-querela; in tal caso, infatti, la lettura è consentita, ai sensi dell'art. 512 c.p.p., anche per utilizzarne il contenuto ai fini della prova. Ne consegue che, in assenza dei presupposti di cui all'art. 512 c.p.p., la querela non può essere utilizzata per le contestazioni ex art. 500 c.p.p., trattandosi di documento redatto dalla persona offesa e non di un verbale contenente dichiarazioni precedentemente rese dal testimone. (Dichiara inammissibile, App. Campobasso, 02/07/2013 )

Cassazione penale sez. V  06 ottobre 2014 n. 51711  

 

L'acquisizione al fascicolo del dibattimento, di un atto irripetibile (nel caso di specie: un verbale di sequestro) non è soggetta a preclusioni o decadenze e può avvenire anche nel giudizio di appello, se il g.u.p. non la abbia erroneamente disposta, ovvero, pur avendola disposta, ciò non sia materialmente avvenuto, in quanto non rientra nel potere dispositivo delle parti restringere l'ambito degli atti che per legge devono essere raccolti nell'incartamento processuale. (Rigetta, App. Roma, 07/02/2013 )

Cassazione penale sez. II  23 maggio 2014 n. 25688  

 

Non viola il principio di immutabilità del giudice ed è, quindi, legittimamente compiuta la materiale acquisizione al fascicolo per il dibattimento dell'atto di querela da parte di un collegio diversamente composto da quello che aveva disposto l'adempimento, trattandosi non dell'ammissione di un mezzo di prova, ma di una conseguenza automatica della previsione di cui all'art. 431, lett. a), c.p.p., che include tra i documenti da allegare all'incarto processuale gli atti relativi alla procedibilità dell'azione penale. (Dichiara inammissibile, App. Bologna, 11/01/2011 )

Cassazione penale sez. III  05 febbraio 2014 n. 11542  

 

Non sussiste la nullità di cui all'art. 178, comma 1, lett. c) c.p.p. qualora la formazione del fascicolo del dibattimento avvenga in assenza del contraddittorio delle parti, considerato che l'udienza di cui all'art. 431 c.p.p. non comporta preclusioni di sorta e non pregiudica in alcun modo le esigenze della difesa, in quanto tutte le questioni in essa proponibili possono essere riproposte nella fase preliminare del dibattimento ex art. 491 c.p.p.

Cassazione penale sez. II  03 dicembre 2013 n. 51740  

 

In materia di atti relativi alla condizione di procedibilità dell’azione penale, nella ipotesi in cui nel fascicolo del dibattimento non sia stata inserita la querela, la stessa può essere prodotta o acquisita d'ufficio nel corso del giudizio di primo grado od anche in quello d’appello ove soltanto in quest’ultima sede sorga la relativa questione posto che la disposizione di cui all’art. 431 c.p.p., che annovera tra gli atti che devono comporre il fascicolo per il dibattimento quelli relativi alla procedibilità dell’azione penale, è una disposizione di carattere funzionale ed ordinatorio, per cui deve escludersi l’esistenza di un rigido limite temporale alla facoltà di produzione documentale di tali atti.

Cassazione penale sez. V  30 ottobre 2013 n. 4031  

 

Non è abnorme il provvedimento del giudice che, nell'esercizio del potere di verificare la regolarità del decreto di citazione a giudizio, restituisca gli atti al p.m. ritenendo erroneamente che non sia stato emesso l'avviso di conclusione delle indagini preliminari, non avendolo rinvenuto nel fascicolo del dibattimento. (Nella specie, la S.C. ha chiarito che tale atto, non rientrando tra quelli contemplati dall'art. 431 c.p.p. non deve essere inserito nell'incartamento a disposizione dell'organo giudicante). Dichiara inammissibile, Trib. Asti, 19 marzo 2012

Cassazione penale sez. IV  18 gennaio 2013 n. 10664  

 

Non sussiste la nullità di cui all'art. 178 c.p.p., comma 1, lett. e), qualora la formazione del fascicolo del dibattimento avvenga in assenza del contraddittorio delle parti, considerato che l'udienza di cui all'art. 431 c.p.p. non comporta preclusione di sorta e non pregiudica in alcun modo le esigenze della difesa, in quanto tutte le questioni in essere proponibili possono essere riproposte nella fase preliminare del dibattimento ex art. 491 c.p.p. (Il Tribunale, nel richiamare il consolidato principio più volte affermato dalla Cassazione, aggiungeva che la pretesa mancanza di contraddittorio nella formazione del fascicolo non possa comportare una nullità derivata del decreto che dispone il giudizio, atto validamente emesso prima della formazione del fascicolo dibattimentale medesimo. Spetterà dunque al giudice del dibattimento 0 potere-dovere di verificare la regolare formazione del fascicolo dibattimentale, secondo il disposto dell'art. 491 comma 2 c.p.p.).

Tribunale Milano sez. IV  21 novembre 2012

 

Nel procedimento disciplinare a carico dei magistrati, non occorre procedere a lettura, indicazione o acquisizione degli atti di indagine contenuti nel fascicolo del procedimento inviato dal P.G. presso la Corte di cassazione alla Sezione disciplinare del Consiglio Superiore della Magistratura, poiché tale fascicolo costituisce il corrispondente di quello previsto per il dibattimento penale dall'art. 431 c.p.p., e la lettura, a norma dell'art. 18, comma 3, lett. b, d.lg. 23 febbraio 2006 n. 109, è contemplata come attività non obbligatoria, ma rimessa alla discrezione del giudice. Ne consegue che la mancata acquisizione, lettura o indicazione di risultanze istruttorie contenute nel fascicolo del procedimento non comporta l'inutilizzabilità delle stesse e, quindi, la nullità della decisione che di esse abbia tenuto conto.

Cassazione civile sez. un.  14 novembre 2012 n. 19829  

 

Nel procedimento disciplinare a carico di magistrati le fasi dell'indagine preliminare del procuratore generale e della discussione orale dinanzi alla sezione disciplinare sono specialmente e compiutamente disciplinate dagli art. 16, 17 e 18 d.lg. 23 febbraio 2006 n. 109; in esso non sono, pertanto, applicabili gli art. 415 bis e 431 c.p.p., né integrano vizi del procedimento il mancato interrogatorio dell'incolpato nel corso della prima o, alla sua conclusione, la mancata formazione del fascicolo del dibattimento. (Conferma Consiglio superiore della magistratura 15 marzo 2010 n. 43).

Cassazione civile sez. un.  31 maggio 2011 n. 11964  



 
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