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Codice proc. penale agg.  al  28 Apr 2015
 
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Art. 436 cod. proc. penale: Provvedimenti del giudice

1. Sulla richiesta di revoca il giudice provvede con ordinanza.

2. Quando revoca la sentenza di non luogo a procedere, il giudice, se il pubblico ministero ha chiesto il rinvio a giudizio, fissa l’udienza preliminare, dandone avviso agli interessati presenti e disponendo per gli altri la notificazione; altrimenti ordina la riapertura delle indagini.

3. Con l’ordinanza di riapertura delle indagini, il giudice stabilisce per il loro compimento un termine improrogabile non superiore a sei mesi.

4. Entro la scadenza del termine, il pubblico ministero, qualora sulla base dei nuovi atti di indagine non debba chiedere l’archiviazione, trasmette alla cancelleria del giudice la richiesta di rinvio a giudizio.

 


Giurisprudenza annotata

Provvedimenti del giudice

Nell'ipotesi di reati permanenti, per i quali l'incolpazione sia stata formulata con cosiddetta "contestazione chiusa", ossia con l'indicazione della data iniziale e finale della condotta addebitata, costituisce fatto nuovo e diverso il protrarsi della condotta al di là della pronuncia della sentenza di non luogo a procedere, sicché può essere legittimamente disposta, per tale fatto, l'applicazione di una misura cautelare senza che sia intervenuta la revoca della pronuncia di proscioglimento. (Fattispecie in tema di associazione per delinquere di stampo mafioso).

Cassazione penale sez. VI  04 novembre 2011 n. 45889  

 

Il divieto di applicazione di una misura cautelare, sulla base di nuovi elementi di prova, a carico di soggetto nei cui confronti sia stata pronunciata sentenza di non luogo a procedere, prima che tale pronuncia sia stata revocata, in tanto opera in quanto il fatto sia sempre lo stesso; il che è da escludere quando vi sia diversità in ordine alla condotta, all'evento o al nesso di causalità. Pertanto, quando trattisi di reati permanenti quali, in particolare, i delitti di associazione, e l'incolpazione per la quale vi è stata sentenza di non luogo a procedere sia stata formulata a "contestazione chiusa", cioè con indicazione della data iniziale e finale della condotta addebitata, costituendo fatto diverso il ritenuto protrarsi di tale condotta al di là della data finale, può essere legittimamente disposta, per tale fatto, l'applicazione di una misura cautelare senza che sia intervenuta revoca della suddetta declaratoria.

Cassazione penale sez. I  17 giugno 2003 n. 29671  

 

I nuovi elementi di prova acquisiti dal p.m. successivamente alla pronuncia della sentenza di non luogo a procedere possono essere utilizzati ai fini della revoca della sentenza e della successiva applicazione di una misura cautelare personale nei confronti dell'imputato prosciolto, a condizione che essi siano stati acquisiti "aliunde" nel corso di indagini estranee al procedimento già definito o siano provenienti da altri procedimenti, ovvero reperiti in modo casuale o spontaneamente offerti, e comunque non siano il risultato di indagini finalizzate alla verifica ed all'approfondimento degli elementi emersi.

Cassazione penale sez. un.  23 febbraio 2000 n. 8  

 

Non è manifestamente infondata - in riferimento agli art. 3 e 112 cost. - la questione di legittimità costituzionale dell'art. 436 comma 3 c.p.p., nella parte in cui, per il compimento delle indagini riaperte a seguito di sentenza di non luogo a procedere stabilisce un termine improrogabile non superiore a 6 mesi.

Ufficio Indagini preliminari Napoli  30 gennaio 1995



 
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