Codice proc. penale Agg. il 9 aprile 2015

Codice proc. penale Art. 44 cod. proc. penale: Sanzioni in caso di inammissibilita’ o di rigetto della dichiarazione di ricusazione

Codice proc. penale Agg. il 9 aprile 2015



1. Con l’ordinanza che dichiara inammissibile o rigetta la dichiarazione di ricusazione, la parte privata che l’ha proposta puo’ essere condannata al pagamento a favore della cassa delle ammende di una somma da lire cinquecentomila a lire tre milioni, senza pregiudizio di ogni azione civile o penale.

Giurisprudenza annotata

Condizione obiettiva di punibilità

L'applicazione di una pena pecuniaria da parte del giudice della ricusazione, prevista dall'art. 44 c.p.p., consegue ad una valutazione largamente discrezionale, la cui motivazione deve fornire una sufficiente spiegazione della determinazione circa la sanzione adottata.

Cassazione penale sez. VI  07 giugno 2012 n. 23783  

 

La sanzione pecuniaria prevista dall'art. 44 c.p.p., per il caso in cui la dichiarazione di ricusazione sia dichiarata inammissibile o rigettata può colpire soltanto la parte e non anche il difensore, anche quando quest'ultimo abbia agito in difetto di specifico mandato, potendo in tal caso la parte soltanto rivalersi nei confronti del difensore secondo le regole generali.

Cassazione penale sez. VI  11 aprile 2006 n. 19017  

 

In tema di ricusazione, il provvedimento discrezionale con il quale, in applicazione dell'art. 44 c.p.p., il giudice condanna la parte ricusante al pagamento di una somma alla cassa delle ammende è sufficientemente motivato quando le sue ragioni siano desumibili dalle circostanze illustrate per giustificare il rigetto o la dichiarazione di inammissibilità della ricusazione stessa. (Nel caso di specie la Corte ha giudicato rilevanti le considerazioni svolte dal giudice di merito sull'entità del ritardo intercorso tra la cognizione del fatto posto a base della ricusazione e la presentazione della relativa dichiarazione da parte dell'imputato).

Cassazione penale sez. VI  18 novembre 2003 n. 47811  

 

Nel concetto di parte privata accolto dall'art. 44 c.p.p. e riferibile all'imputato, alla parte civile, al responsabile civile e al civilmente obbligato per la pena pecuniaria, non può ricomprendersi il difensore, che svolge nell'interesse di questi soggetti un munus connotato da profili pubblicistici, traducendo in iniziative tecnico-processuali le sollecitazioni delle persone fisiche che a lui si rivolgono.

Cassazione penale sez. I  15 gennaio 1999 n. 389  

 

L'applicazione di una pena pecuniaria da parte del giudice della ricusazione, prevista dall'art. 44 c.p.p., è conseguente ad una valutazione largamente discrezionale e tale discrezionalità, purché adeguatamente motivata, può trovare sufficiente giustificazione dal contesto dello stesso provvedimento e dalle ragioni esposte per la reiezione della ricusazione.

Cassazione penale sez. VI  23 gennaio 1997 n. 237  

 

La applicazione di una sanzione pecuniaria da parte del giudice della ricusazione, prevista dall'art. 44 c.p.p., è conseguente ad una valutazione largamente discrezionale, senza costrizione di parametri riferiti alla pretestuosità o alla manifesta infondatezza della dichiarazione di ricusazione; tale discrezionalità, che comunque non fa venir meno l'obbligo della motivazione, può tuttavia trovare sufficiente giustificazione dal contesto dello stesso provvedimento e dalle ragioni esposte per la reiezione della ricusazione.

Cassazione penale sez. I  06 ottobre 1993

 

L'art. 44 c.p.p. 1988 a differenza dell'art. 71 c.p.p. 1930, afferma la possibilità, ma non l'automaticità, della condanna di chi abbia proposto una dichiarazione di ricusazione rigettata o dichiarata inammissibile al pagamento di una somma in favore della cassa delle ammende. Conseguentemente, in conformità con i principi generali, anche la pronuncia di una tale condanna, deve essere, a pena di nullità, sorretta da adeguata motivazione.

Cassazione penale sez. VI  25 marzo 1992



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