Codice proc. penale Agg. il 28 aprile 2015

Codice proc. penale Art. 446 cod. proc. penale: Richiesta di applicazione della pena e consenso

Codice proc. penale Agg. il 28 aprile 2015



1. Le parti possono formulare la richiesta prevista dall’articolo 444, comma 1, fino alla presentazione delle conclusioni di cui agli articoli 421, comma 3, e 422, comma 3, e fino alla dichiarazione di apertura del dibattimento di primo grado nel giudizio direttissimo. Se è stato notificato il decreto di giudizio immediato, la richiesta è formulata entro il termine e con le forme stabilite dall’articolo 458, comma 1.

2. La richiesta e il consenso nell’udienza sono formulati oralmente; negli altri casi sono formulati con atto scritto.

3. La volontà dell’imputato è espressa personalmente o a mezzo di procuratore speciale e la sottoscrizione è autenticata nelle forme previste dall’articolo 583 comma 3.

4. Il consenso sulla richiesta può essere dato entro i termini previsti dal comma 1, anche se in precedenza era stato negato.

5. Il giudice, se ritiene opportuno verificare la volontarietà della richiesta o del consenso, dispone la comparizione dell’imputato.

6. Il pubblico ministero, in caso di dissenso, deve, enunciarne le ragioni.

Giurisprudenza annotata

Richiesta di applicazione della pena e consenso

Nel caso in cui l'imputato abbia rilasciato procura speciale al difensore per procedere all'applicazione della pena su richiesta delle parti, non può farsi luogo alla declaratoria di contumacia, sicché la lettura in dibattimento del dispositivo e della motivazione contestuale equivale a notificazione della sentenza e da essa decorre il termine di quindici giorni per proporre impugnazione, non rilevando che all'imputato siano stati comunque effettuati avvisi dell'avvenuto deposito del provvedimento. (Dichiara inammissibile, Trib. Urbino, 18/12/2012 )

Cassazione penale sez. III  26 febbraio 2014 n. 16690  

 

La mancata presentazione delle conclusioni scritte nel giudizio ordinario, nel quale il giudice accolga una richiesta di patteggiamento riformulata dall'imputato, non determina la revoca della costituzione di parte civile qualora le conclusioni siano state rassegnate dalla stessa parte nel corso della precedente udienza nella quale altra richiesta di patteggiamento era stata rigettata, rimanendo quelle conclusioni valide, in quanto tali, in ogni stato e grado del processo, in virtù del principio di immanenza della costituzione di parte civile.

Cassazione penale sez. VI  30 ottobre 2013 n. 44906

 

Il termine previsto dall'art. 446, comma 1, c.p.p. per la formulazione della richiesta di applicazione della pena ha natura perentoria sicché la sua violazione rende illegittimo l'eventuale accordo ciononostante intervenuto tra le parti ed inammissibile la relativa richiesta. (Fattispecie di richiesta presentata per la prima volta in limine al giudizio dibattimentale preceduto da udienza preliminare nella quale nessuna richiesta in tal senso era stata avanzata).

Cassazione penale sez. V  10 ottobre 2012 n. 795  

 

È consentito al giudice di pronunciare la sentenza di patteggiamento, a seguito di giudizio immediato, senza la necessità di celebrare un'apposita udienza camerale, nel caso ritenga di avallare il negozio delle parti e di non disporre la comparizione dell'imputato ex art. 446 comma 4 c.p.p.

Ufficio Indagini preliminari Nola  16 febbraio 2012

 

In caso di richiesta di patteggiamento, al procuratore speciale non è consentito delegare altra persona, a meno che tale facoltà non sia stata conferita espressamente dall'imputato con le forme previste per la procura speciale dall'art. 446, comma 3, c.p.p., sicché, in difetto di attribuzione di tale facoltà, il sostituto del difensore nominato ex art. 102 c.p.p., pur esercitando i diritti e assumendo i doveri del difensore, non è legittimato a presentare la richiesta di patteggiamento o a modificare quella originariamente presentata dal difensore nominato procuratore speciale. (Da queste premesse, la Corte ha annullato senza rinvio la sentenza di applicazione della pena rilevando che l'accordo era stato formalizzato dal sostituto processuale, non munito di procura speciale, in termini diversi rispetto a quello originariamente stilato dal difensore di fiducia sostituito).

Cassazione penale sez. IV  17 giugno 2011 n. 33451

 

In tema di patteggiamento, il termine entro il quale deve essere effettuata la richiesta è quello perentoriamente stabilito dall'art. 446, comma 1, c.p.p., dovendosi ritenere illegittimo un accordo intervenuto tra le parti nel corso dell'istruzione dibattimentale. Annulla senza rinvio, Trib. Brescia, 4 Giugno 2008

Cassazione penale sez. VI  08 maggio 2009 n. 20390  

 

Dalla notifica del decreto che dispone il giudizio immediato decorre, a pena di decadenza, il termine per richiedere il giudizio abbreviato o il “patteggiamento” (art. 456.3 e art. 458.1, espressamente richiamato dall'art. 446.1 c.p.p.). Ne consegue che l'omessa indicazione della facoltà di chiedere riti alternativi o l'errata indicazione dei relativi termini di richiesta, integra nullità di ordine generale sanzionata dall'art. 178.1 lett. c) c.p.p.

Cassazione penale sez. VI  05 maggio 2009 n. 23783

 

Sebbene le sentenze pronunciate a seguito di giudizio abbreviato (art. 438-443 c.p.p.), o di patteggiamento (art. 444-448 c.p.p.), poiché scaturenti da cognizione imperfetta, devono considerarsi improduttive di vincolo nel giudizio contabile, ciò tuttavia non preclude al Giudice della responsabilità erariale di ricavare elementi di valutazione ai fini del proprio convincimento dal comportamento del convenuto accertato nel giudizio penale.

Corte Conti reg. (Veneto) sez. giurisd.  19 gennaio 2009 n. 72  



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