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Codice proc. penale agg.  al  28 Apr 2015
 
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Art. 450 cod. proc. penale: Instaurazione del giudizio direttissimo

1. Quando procede a giudizio direttissimo, il pubblico ministero fa condurre direttamente all’udienza l’imputato arrestato in flagranza o in stato di custodia cautelare.

2. Se l’imputato è libero, il pubblico ministero, lo cita a comparire all’udienza per il giudizio direttissimo. Il termine per comparire non può essere inferiore a tre giorni.

3. La citazione contiene i requisiti previsti dall’articolo 429 comma 1 lettera a), b), c), f), con l’indicazione del giudice competente per il giudizio nonché la data e la sottoscrizione. Si applica inoltre la disposizione dell’articolo 429 comma 2.

4. Il decreto, unitamente al fascicolo previsto dall’articolo 431, formato dal pubblico ministero, è trasmesso alla cancelleria del giudice competente per il giudizio.

5. Al difensore è notificato senza ritardo a cura del pubblico ministero l’avviso della data fissata per il giudizio.

6. Il difensore ha facoltà di prendere visione e di estrarre copia, nella segreteria del pubblico ministero, della documentazione relativa alle indagini espletate.


Giurisprudenza annotata

Instaurazione del giudizio direttissimo

Nel giudizio direttissimo atipico il decreto di citazione previsto dall'art. 450 comma 2 c.p.p. tiene luogo del "provvedimento che dispone il giudizio" indicato dall'art. 303 comma 1 lett. a) stesso codice ai fini dell'individuazione del momento di passaggio dalla fase delle indagini a quella del giudizio e pertanto, una volta emesso, è idoneo a rendere operativi i termini di cui alla successiva lettera b).

Cassazione penale sez. I  07 aprile 2006 n. 20331  

 

In tema di giudizio direttissimo obbligatorio, qualora entro i termini per la convalida la persona arrestata in flagranza sia presentata all'udienza, l'omessa indicazione nel c.d. "decreto di presentazione" della data dell'udienza non determina alcuna invalidità del rapporto processuale, in quanto il giudizio si instaura regolarmente con la presentazione diretta dell'arrestato, incombendo sul p.m. soltanto l'obbligo di comunicare al difensore, eventualmente nominato, la data nella quale l'imputato verrà presentato in udienza. Di conseguenza è abnorme, comportando una illegittima regressione del procedimento nella fase delle indagini preliminari, il provvedimento con il quale il tribunale dichiari la nullità del decreto di comparizione e disponga la restituzione degli atti al p.m.

Cassazione penale sez. I  29 novembre 2005 n. 1384  

 

In tema di giudizio direttissimo obbligatorio, qualora entro i termini per la convalida la persona arrestata in flagranza sia presentata all'udienza, l'omessa indicazione nel cosiddetto "decreto di presentazione" della data dell'udienza non determina alcuna invalidità del rapporto processuale, in quanto il giudizio si instaura regolarmente con la presentazione diretta dell'arrestato, incombendo sul p.m. soltanto l'obbligo di comunicare al difensore, eventualmente nominato, la data nella quale l'imputato verrà presentato in udienza. Di conseguenza è abnorme, comportando una illegittima regressione del procedimento nella fase delle indagini preliminari, il provvedimento con il quale il tribunale dichiari la nullità del decreto di comparizione e disponga la restituzione degli atti al p.m.

Cassazione penale sez. I  29 novembre 2005 n. 1384  

 

La richiesta di giudizio direttissimo rappresenta una forma di esercizio dell'azione penale, rispetto alla quale il giudice deve limitarsi ad accertare se sussistano i presupposti tassativamente predeterminati dalla legge, senza possibilità di sindacare l'opportunità o la convenienza della scelta compiuta dall'organo della pubblica accusa. Il giudice ha il potere di disporre la restituzione degli atti all'ufficio del p.m. solo nel caso in cui ravvisi la mancanza dei presupposti prestabiliti dalla legge, con la conseguente abnormità di ogni diversa e difforme decisione.

Cassazione penale sez. VI  08 febbraio 2012 n. 7933  

 

Non è abnorme il provvedimento con cui il tribunale, investito della richiesta di convalida dell'arresto e di giudizio direttissimo a piede libero, rilevando l'omessa notifica della citazione all'imputato e quindi la sua mancata presentazione in dibattimento ad opera del p.m., disponga la restituzione degli atti al p.m. medesimo. (Nella specie, il tribunale aveva ritenuto invalida l'elezione di domicilio presso il difensore d'ufficio formulata dall'imputato al momento del suo arresto senza l'indicazione del nome della persona presso la quale il domicilio era da intendersi eletto e in assenza di qualsivoglia rapporto fiduciario).

Cassazione penale sez. I  20 aprile 2010 n. 17706  

 

Non sussiste nullità del giudizio direttissimo qualora l'avviso dell'udienza venga notificato al difensore dell'imputato nel pomeriggio del giorno precedente. La disposizione del comma 5 dell'art. 450 c.p.p., secondo cui la notifica va effettuata senza ritardo, non indica un termine preciso e va collegata al successivo art. 451, comma 6 c.p.p., il quale prescrive che l'imputato venga avvisato della facoltà di chiedere un termine per preparare la difesa. La concessione di tale termine elide l'eventuale pregiudizio che al prevenuto potrebbe derivare da una notifica non tempestiva.

Cassazione penale sez. II  07 maggio 1992



 
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