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Codice proc. penale agg.  al  28 Apr 2015
 
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Art. 451 cod. proc. penale: Svolgimento del giudizio direttissimo

1. Nel corso del giudizio direttissimo si osservano le disposizioni degli articoli 470 e seguenti.

2. La persona offesa e i testimoni possono essere citati anche oralmente da un ufficiale giudiziario o da un agente di polizia giudiziaria.

3. Il pubblico ministero, l’imputato e la parte civile possono presentare nel dibattimento testimoni senza citazione.

4. Il pubblico ministero, fuori del caso previsto dall’articolo 450 comma 2, contesta l’imputazione all’imputato presente.

5. Il presidente avvisa l’imputato della facoltà di chiedere il giudizio abbreviato ovvero l’applicazione della pena a norma dell’articolo 444.

6. L’imputato è altresì avvisato della facoltà di chiedere un termine per preparare la difesa non superiore a dieci giorni. Quando l’imputato si avvale di tale facoltà, il dibattimento è sospeso fino all’udienza immediatamente successiva alla scadenza del termine.


Giurisprudenza annotata

Svolgimento del giudizio direttissimo

L'inosservanza della norma di cui all'art. 451 comma 5 c.p.p. (secondo cui, in caso di giudizio direttissimo, l'imputato dev'essere avvertito della facoltà di chiedere il giudizio abbreviato o il patteggiamento), integra, ai sensi dell'art. 178 comma 1 lett. e) c.p.p., una nullità di ordine generale, la quale è però da ritenere sanata ove non venga eccepita, dalla parte che vi assiste, entro il termine stabilito dall'art. 182 comma 2 c.p.p.

Cassazione penale sez. II  16 giugno 2010 n. 28153  

 

In tema di giudizio direttissimo, l’avvenuta concessione del termine a difesa, ai sensi dell’art. 451, comma 6, c.p.p., presuppone che abbia già avuto luogo l’apertura del dibattimento, sicché è tardiva la richiesta di giudizio abbreviato formulata successivamente alla predetta concessione.

Cassazione penale sez. IV  02 marzo 2010 n. 9204  

 

In tema di giudizio direttissimo, l'avvenuta concessione del termine a difesa, ai sensi dell'art. 451, comma 6, c.p.p., presupponendo che abbia già avuto luogo l'apertura del dibattimento, preclude la richiesta di giudizio abbreviato, prevista dall'art. 452, comma 2, del codice di rito. Dichiara inammissibile, App. Milano, 28 gennaio 2009

Cassazione penale sez. V  18 febbraio 2010 n. 12778  

 

In tema di giudizio direttissimo, l'avvenuta concessione del termine a difesa, ai sensi dell'art. 451, comma 6, c.p.p., presupponendo che abbia già avuto luogo l'apertura del dibattimento, preclude la richiesta di giudizio abbreviato prevista dall'art. 452, comma 2, dello stesso codice.

Cassazione penale sez. V  18 febbraio 2010 n. 12778  

 

Il testo dell'art. 159 c.p., nella formulazione previgente all'entrata in vigore della l. 5 dicembre 2005 n. 251, può risultare più favorevole per l'imputato in quanto non contempla tra i periodi di sospensione della prescrizione, al contrario della nuova disciplina, quelli relativi al legittimo impedimento delle altre parti processuali. Tale norma, richiamando i casi di sospensione previsti per legge, rimanda all'art. 304 lett. a c.p.p. il quale contempla la sospensione per concessione del termine a difesa. L’interpretazione della sospensione a seguito di concessione del termine a difesa offerta dalla giurisprudenza di legittimità è restrittiva in quanto contempla casi tipici, e come tale il suo contenuto non può essere ampliato oltre le ipotesi disciplinate specificamente dagli art. 108, 451, 519 e 520 c.p.p.

Corte appello Milano sez. II  30 gennaio 2009

 

L'inosservanza della norma dell'art. 451, comma 5, c.p.p., secondo cui l'imputato contro il quale si procede con giudizio direttissimo deve essere avvertito della facoltà di richiedere il giudizio abbreviato o il patteggiamento, non integra una nullità di ordine generale di cui all'art. 178, comma 1, lett. c), c.p.p. sotto il profilo dell'intervento dell'imputato, in quanto la presenza del difensore vale a consentire all'imputato stesso la piena cognizione delle ragioni che possono determinare la scelta tecnica prevista dalla legge.

Cassazione penale sez. VI  05 marzo 2007 n. 11287  

 

L'inosservanza della norma dell'art. 451, comma quinto, cod. proc. pen., secondo cui l'imputato contro il quale si procede con giudizio direttissimo deve essere avvertito della facoltà di richiedere il giudizio abbreviato o il patteggiamento, risolvendosi in una illegittima menomazione del diritto sancito dall'art. 24 Cost., integra una nullità di ordine generale di cui all'art. 178, comma primo lett. c), cod. proc. pen., che è peraltro sanata dalla presenza del difensore. (Rigetta, App. Napoli, 19 Aprile 2005)

Cassazione penale sez. VI  05 marzo 2007 n. 11287  

 

In tema di giudizio direttissimo, la richiesta di rito alternativo, che deve essere proposta prima dell’apertura del dibattimento, è tardiva e quindi inammissibile quando sia proposta dopo che abbiano avuto luogo la contestazione del reato, l’esposizione introduttiva del p.m. e la concessione del termine a difesa, la quale ultima – come si evince dall’art. 451, comma 6, c.p.p. e dall’art. 558, comma 7, c.p.p. (“il dibattimento è sospeso” ove l’imputato si sia avvalso della facoltà di richiede un termine a difesa) – presuppone che l’apertura del dibattimento sia già avvenuta; questo in quanto nel giudizio direttissimo, in deroga a quanto previsto per il giudizio ordinario, non è configurabile la distinzione tra la fase degli atti introduttivi e la fase dell’istruzione dibattimentale.

Tribunale Bari sez. I  17 ottobre 2006

 

In tema di giudizio direttissimo, l'omesso avviso della facoltà di chiedere un termine per preparare la difesa, previsto dall'art. 451 comma 6 cod. proc. pen., non produce alcuna nullità, qualora l'imputato, avvertito circa la possibilità di chiedere il giudizio abbreviato ovvero il patteggiamento ai sensi del comma 5 dell'articolo menzionato, abbia optato per uno dei riti alternativi, in quanto, in tale ipotesi, trovano applicazione le regole del procedimento richiesto, mentre l'avviso della facoltà di richiedere il termine a difesa riguarda unicamente il dibattimento del giudizio direttissimo. Annulla in parte con rinvio, App. Roma, 25 febbraio 2002

Cassazione penale sez. V  22 novembre 2002 n. 43713  

 

In tema di giudizio direttissimo, l'omesso avviso - da parte del giudice - della facoltà di chiedere un termine per preparare la difesa di cui all'art. 451 comma 6 c.p.p., non produce la nullità del giudizio quando l'imputato, anziché accettare il rito direttissimo, abbia optato per uno dei riti alternativi (patteggiamento o giudizio abbreviato), atteso che tale avviso ha carattere subordinato rispetto all'altro, previsto dal comma 5, riguardante la possibilità, per l'imputato, di avvalersi dei riti speciali, e diventa essenziale solo quando, scartate tali possibilità, questi abbia accettato di essere giudicato in via direttissima.

Cassazione penale sez. I  21 giugno 2001 n. 29446  



 
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