Codice proc. penale Agg. il 28 aprile 2015

Codice proc. penale Art. 457 cod. proc. penale: Trasmissione degli atti

Codice proc. penale Agg. il 28 aprile 2015



1. Decorsi i termini previsti dall’articolo 458 comma 1, il decreto che dispone il giudizio immediato è trasmesso, con il fascicolo formato a norma dell’articolo 431, al giudice competente per il giudizio.

2. Gli atti non inseriti nel fascicolo previsto dal comma 1 sono restituiti al pubblico ministero. Si applica la disposizione dell’articolo 433 comma 2.

Giurisprudenza annotata

Trasmissione degli atti

Il rispetto della regola del contraddittorio tra le parti nella formazione del fascicolo per il dibattimento previsto dall'art. 431 c.p.p., nel testo risultante dalle modificazioni ad esso apportate con l. 16 dicembre 1999, n. 479, non opera nell'ipotesi di giudizio immediato, dovendo intendersi riferito il rinvio a tale disposizione figurante nell'art. 457 stesso codice alla formulazione antecedente a quelle modifiche e quindi all'esclusiva necessità di indicazione degli atti da inserire nel fascicolo medesimo e non all'osservanza delle forme del contraddittorio. (Fattispecie relativa a conflitto sollevato dal g.i.p., al quale il tribunale aveva disposto la trasmissione del fascicolo processuale perché provvedesse all'adempimento in discorso, ritenuto ingiustificatamente omesso).

Cassazione penale sez. I  21 novembre 2002 n. 785  

 

La competenza del giudice procedente al compimento di attività processuali permane fino a quando egli non abbia, anche materialmente, trasmesso gli atti ad altro giudice. (Nella specie, relativa a conflitto, non essendo ancora avvenuta la trasmissione del fascicolo per il dibattimento al tribunale per la celebrazione del giudizio immediato, la Corte ha ritenuto la competenza del G.i.p. all'assunzione della prova mediante incidente probatorio). Dichiara competenza

Cassazione penale sez. I  08 maggio 2008 n. 20300

 

La competenza a decidere sulla richiesta di applicazione della pena (art. 444 c.p.p.), proposta dopo la notifica del decreto di giudizio immediato, è del giudice delle indagini preliminari che ha la disponibilità del fascicolo processuale (art. 446 comma 2 c.p.p., 457 comma 1 e 458 comma 1 c.p.p.) e, come tale, è da considerare "giudice procedente" anche dopo la notifica del decreto. (In motivazione la Corte ha affermato che nell'individuare tale competenza non si realizza una regressione del procedimento ad una fase antecedente, ma una ultrattività delle funzioni del g.i.p. già prevista per la celebrazione del giudizio abbreviato).

Cassazione penale sez. un.  17 gennaio 2006 n. 3088  

 

Il rispetto della regola del contraddittorio tra le parti nella formazione del fascicolo per il dibattimento previsto dall'art. 431 c.p.p., nel testo risultante dalle modificazioni ad esso apportate con l. 16 dicembre 1999, n. 479, non opera nell'ipotesi di giudizio immediato, dovendo intendersi riferito il rinvio a tale disposizione figurante nell'art. 457 stesso codice alla formulazione antecedente a quelle modifiche e quindi all'esclusiva necessità di indicazione degli atti da inserire nel fascicolo medesimo e non all'osservanza delle forme del contraddittorio. (Fattispecie relativa a conflitto sollevato dal g.i.p., al quale il tribunale aveva disposto la trasmissione del fascicolo processuale perché provvedesse all'adempimento in discorso, ritenuto ingiustificatamente omesso).

Cassazione penale sez. I  21 novembre 2002 n. 785  



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