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Codice proc. penale agg.  al  28 Apr 2015
 
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Art. 458 cod. proc. penale: Richiesta di giudizio abbreviato

1. L’imputato, a pena di decadenza, può chiedere il giudizio abbreviato depositando nella cancelleria del giudice per le indagini preliminari la richiesta, con la prova della avvenuta notifica al pubblico ministero, entro quindici giorni dalla notificazione del decreto di giudizio immediato (1).

2. Se la richiesta è ammissibile, il giudice fissa con decreto l’udienza dandone avviso almeno cinque giorni prima al pubblico ministero, all’imputato, al difensore e alla persona offesa. Nel giudizio si osservano, in quanto applicabili, le disposizioni degli articoli 438, commi 3 e 5, 441, 441-bis, 442 e 443; nel caso di cui all’articolo 441-bis, comma 4, il giudice, revocata l’ordinanza con cui era stato disposto il giudizio abbreviato, fissa l’udienza per il giudizio immediato (2).

3. Le disposizioni del presente articolo non si applicano quando il giudizio immediato è stato richiesto dall’imputato a norma dell’articolo 419 comma 5 (3).

(1) La Corte costituzionale con sentenza 15 febbraio 1991, n. 81 ha dichiarato l’illegittimità del primo e secondo comma del presente articolo nella parte in cui non prevedono che il pubblico ministero in caso di dissenso sia tenuto ad enunciarne le ragioni e nella parte in cui non prevede che il giudice, quando, a dibattimento concluso, ritiene ingiustificato il dissenso del pubblico ministero, possa applicare all’imputato la riduzione di pena contemplata dall’art. 442, secondo comma.
(2) La Corte Costituzionale con sentenza 31 gennaio 1992, n. 23 ha dichiarato l’illegittimità costituzionale del primo e secondo comma del presente articolo nella parte in cui non prevedono che il giudice all’esito del dibattimento, ritenendo che il processo poteva essere definito allo stato degli atti dal giudice per le indagini preliminari, possa applicare la riduzione di pena prevista dall’art. 442, secondo comma.
(3) La Corte costituzionale, con sentenza 12-22 gennaio 2015, n. 1(Gazz. Uff. 28 gennaio 2015, n. 4 – Prima serie speciale), ha dichiarato, tra l’altro, l’illegittimità costituzionale del presente articolo nella parte in cui prevede che, nel processo minorile, nel caso di giudizio abbreviato richiesto dall’imputato in seguito a un decreto di giudizio immediato, la composizione dell’organo giudicante sia quella monocratica del giudice per le indagini preliminari e non quella collegiale prevista dall’art. 50-bis, comma 2, del regio decreto 30 gennaio 1941, n. 12.

 


Giurisprudenza annotata

Richiesta di giudizio abbreviato

Va dichiarata l'illegittimità costituzionale dell'art. 458 c.p.p. e dell'art. 1, comma 1, del decreto del Presidente della Repubblica 22 settembre 1988, n. 448 (Approvazione delle disposizioni sul processo penale a carico di imputati minorenni), nella parte in cui prevedono che, nel processo minorile, nel caso di giudizio abbreviato richiesto dall'imputato in seguito a un decreto di giudizio immediato, la composizione dell'organo giudicante sia quella monocratica del giudice per le indagini preliminari e non quella collegiale prevista dall'art. 50-bis, comma 2, del regio decreto 30 gennaio 1941, n. 12 (Ordinamento giudiziario), ritenendosi fondata la violazione dell'art. 3, comma 1, Cost., per la struttura monocratica, anziché collegiale, del giudice del giudizio abbreviato richiesto dopo l'emissione del decreto di giudizio immediato. La sua funzione è uguale a quella svolta dal giudice collegiale dell'udienza preliminare, sicché la diversa composizione dell'organo giudicante è priva di ragioni che possano giustificare il sacrificio dell'interesse del minore, la cui tutela è affidata di norma alla struttura collegiale di tale organo.

Corte Costituzionale  22 gennaio 2015 n. 1  

 

È ammissibile la richiesta di giudizio abbreviato formulata, a seguito del decreto di giudizio immediato, in via subordinata unitamente a quella di patteggiamento purché entrambe siano formulate nei termini di legge giacché, scaduto il termine di cui all'art. 458, comma 1, c.p.p., resta preclusa la possibilità di ottenere che si proceda con giudizio abbreviato.

Cassazione penale sez. II  18 novembre 2014 n. 8997  

 

In tema di giudizio abbreviato non preceduto da udienza preliminare, l'eccezione di incompetenza territoriale è proponibile "in limine", ovvero subito dopo compiuto per la prima volta l'accertamento della costituzione delle parti. (Rigetta, App. Milano, 21/05/2013 )

Cassazione penale sez. VI  05 febbraio 2014 n. 8652  

 

Le dichiarazioni e le richieste connesse a diritti o facoltà riconosciuti, nell'ambito del procedimento, all'imputato in stato detentivo ed effettuate con atto ricevuto dal direttore dello stabilimento di custodia hanno immediata efficacia, a norma dell'art. 123 c.p.p., come se fossero direttamente ricevute dall'autorità giudiziaria destinataria. (In applicazione del principio, la S.C. ha ritenuto illegittimo il provvedimento con il quale il giudice del merito, ponendo riferimento alla data di deposito presso la cancelleria e non a quella, tempestiva, di presentazione presso l'ufficio del direttore del carcere, aveva rigettato richiesta di giudizio abbreviato ritenendola avanzata oltre il termine di decadenza stabilito dall'art. 458 c.p.p.). Annulla senza rinvio, App. Napoli, 06/03/2013

Cassazione penale sez. III  12 dicembre 2013 n. 3147  

 

È manifestamente infondata la q.l.c. dell'art. 458 c.p.p. nella parte in cui fissa in quindici giorni dalla notifica del decreto che dispone il giudizio immediato il termine perentorio entro il quale l'imputato può scegliere di accedere ad un rito alternativo (nella specie, giudizio abbreviato), non consentendo l'esercizio di tale facoltà fino alla dichiarazione di apertura del dibattimento di primo grado, sollevata per contrasto con gli art. 3, 24 e 111 cost., e 6 comma 3 lett. b) convenzione EDU. Rigetta, App. Bari, 16/04/2012

Cassazione penale sez. II  07 maggio 2013 n. 23036

 

L' ordinanza che provvede sulla richiesta di giudizio abbreviato ex art. 458 c.p.p. (sia nel caso di diniego che di concessione o ancora di revoca) non è impugnabile, nemmeno sotto il profilo dell' abnormità, atteso il principio di tassatività dei mezzi d' impugnazione previsto dall' art. 568 c.p.p. (Fattispecie nella quale la Corte ha escluso fosse abnorme l' ordinanza del giudice che, accogliendo una richiesta di giudizio abbreviato condizionata ad una ricognizione personale, aveva, però, disposto di procedersi a ricognizione personale cosiddetta "atipica"). Dichiara inammissibile, Trib. Brescia, 01/03/2012

Cassazione penale sez. III  20 febbraio 2013 n. 32085  

 

La richiesta di giudizio abbreviato in seno a rito immediato non può essere formulata a mezzo posta giacché, da un lato, è prevista dall'art. 458, comma 1, c.p.p., quale unica modalità di presentazione, quella del deposito nella cancelleria del g.i.p. con l'avvenuta prova della notifica al p.m. e, dall'altro, deve ritenersi inestensibile il disposto dell'art. 583 c.p.p. in materia di impugnazioni.

Cassazione penale sez. III  10 novembre 2011 n. 44068  

 

La richiesta di giudizio abbreviato in seno a rito immediato non può essere formulata a mezzo posta essendo prevista dall'art. 458, comma 1, c.p.p., quale unica modalità di presentazione, quella del deposito nella cancelleria del g.i.p. con l'avvenuta prova della notifica al p.m.

Cassazione penale sez. III  10 novembre 2011 n. 44068  

 

I termini di durata massima della custodia cautelare per la fase del giudizio abbreviato, anche nell'ipotesi di rito non subordinato ad integrazione probatoria e disposto a seguito di richiesta di giudizio immediato, decorrono dall'ordinanza con cui si dispone il giudizio abbreviato e non dall'emissione del decreto di fissazione dell'udienza di cui all'art. 458, comma 2, c.p.p.

Cassazione penale sez. un.  28 aprile 2011 n. 30200  

 

Qualora la richiesta di patteggiamento a seguito di giudizio immediato venga rigettata per incongruità della pena pattuita, resta preclusa all'imputato la possibilità che si proceda con giudizio abbreviato, se la relativa istanza non sia stata formulata in via subordinata, unitamente a quella di patteggiamento, nei termini di legge. (Nell'enunciare tale principio e sulla base di esso, la Corte ha ritenuto manifestamente infondata, in relazione all'art. 24 cost., la q.l.c. dell'art. 458, comma 1, c.p.p., nella parte in cui non consentirebbe all'imputato che si sia visto rigettare la richiesta di patteggiamento, la possibilità di accedere al giudizio abbreviato). Rigetta, App. Messina, 21/01/2008

Cassazione penale sez. II  22 dicembre 2009 n. 2765  

 

Qualora l'imputato nei cui confronti sia stato emesso decreto di giudizio immediato abbia chiesto ed ottenuto, com'è suo diritto (in presenza delle condizioni di legge) l'ammissione al giudizio abbreviato, ai sensi dell'art. 458, comma 2, c.p.p., l'eventuale revoca di tale ammissione costituisce provvedimento abnorme, comportante nullità del giudizio che, a seguito di esso, sia stato svolto nelle forme ordinarie.

Cassazione penale sez. III  12 novembre 2009 n. 9921  

 

Dalla notifica del decreto che dispone il giudizio immediato decorre, a pena di decadenza, il termine per richiedere il giudizio abbreviato o il “patteggiamento” (art. 456.3 e art. 458.1, espressamente richiamato dall'art. 446.1 c.p.p.). Ne consegue che l'omessa indicazione della facoltà di chiedere riti alternativi o l'errata indicazione dei relativi termini di richiesta, integra nullità di ordine generale sanzionata dall'art. 178.1 lett. c) c.p.p.

Cassazione penale sez. VI  05 maggio 2009 n. 23783  



 
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