Codice proc. penale Agg. il 28 aprile 2015

Codice proc. penale Art. 463 cod. proc. penale: Opposizione proposta soltanto da alcuni interessati

Codice proc. penale Agg. il 28 aprile 2015



1. L’esecuzione del decreto di condanna pronunciato a carico di più persone imputate dello stesso reato rimane sospesa nei confronti di coloro che non hanno proposto opposizione fino a quando il giudizio conseguente all’opposizione proposta da altri coimputati non sia definito con pronuncia irrevocabile.

2. Se l’opposizione è proposta dal solo imputato o dalla sola persona civilmente obbligata per la pena pecuniaria, gli effetti si estendono anche a quella fra le dette parti che non ha proposto opposizione.

Giurisprudenza annotata

Opposizione proposta soltanto da alcuni interessati

È manifestamente inammissibile la q.l.c. della normativa sul procedimento monitorio (verosimilmente, degli art. 459-464 c.p.p.), sollevata in riferimento all'art. 111 cost. sul presupposto che "il contraddittorio, nella nuova formulazione dell'articolo, nella formazione della prova, debba sussistere sin dal momento iniziale del procedimento", in quanto il rimettente, da un lato, omette totalmente di specificare l'oggetto e i termini della controversia in corso e di motivare in ordine alla rilevanza e alla non manifesta infondatezza della questione, e, dall'altro, censura l'intero complesso normativo riguardante il procedimento per decreto, senza individuare la norma o la parte di essa, la cui presenza nell'ordinamento determinerebbe la lamentata lesione della Costituzione.

Corte Costituzionale  30 gennaio 2003 n. 21  

 

In tema di procedimento per decreto, nell'ipotesi prevista dall'art. 463 comma 1 c.p.p., in cui l'esecuzione del decreto di condanna pronunciato a carico di più persone imputate dello stesso reato rimane sospesa nei confronti di coloro che non hanno proposto opposizione, la sospensione non può comportare per questi ultimi l'effetto negativo del mantenimento del sequestro preventivo, poiché la non opposizione del decreto di condanna ha determinato la definitiva cessazione dell'attività illecita che la misura cautelare ha inteso impedire. (In applicazione di tale principio la Corte, nell'accogliere il ricorso dell'imputato, ha ritenuto che erroneamente il giudice del riesame aveva escluso nei confronti dell'imputato non opponente il dissequestro dell'immobile sottoposto a sequestro preventivo in relazione al reato di cui all'art. 20 lett. a) l. n. 47 del 1985).

Cassazione penale sez. III  16 gennaio 2003 n. 14884  



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