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Codice proc. penale agg.  al  28 Apr 2015
 
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Art. 464 cod. proc. penale: Giudizio conseguente all’opposizione

1. Se l’opponente ha chiesto il giudizio immediato, il giudice emette decreto a norma dell’articolo 456, commi 1, 3 e 5. Se l’opponente ha chiesto il giudizio abbreviato, il giudice fissa con decreto l’udienza dandone avviso almeno cinque giorni prima al pubblico ministero, all’imputato, al difensore e alla persona offesa; nel giudizio si osservano, in quanto applicabili, le disposizioni degli articoli 438, commi 3 e 5, 441, 441-bis, 442 e 443; nel caso di cui all’articolo 441-bis, comma 4, il giudice, revocata l’ordinanza con cui era stato disposto il giudizio abbreviato, fissa l’udienza per il giudizio conseguente all’opposizione. Se l’opponente ha chiesto l’applicazione della pena a norma dell’articolo 444, il giudice fissa con decreto un termine entro il quale il pubblico ministero deve esprimere il consenso, disponendo che la richiesta e il decreto siano notificati al pubblico ministero a cura dell’opponente. Ove il pubblico ministero non abbia espresso il consenso nel termine stabilito ovvero l’imputato non abbia formulato nell’atto di opposizione alcuna richiesta, il giudice emette decreto di giudizio immediato. (2) (3)

2. Il giudice, se è presentata domanda di oblazione contestuale all’opposizione, decide sulla domanda stessa prima di emettere i provvedimenti a norma del comma 1.

3. Nel giudizio conseguente all’opposizione, l’imputato non può chiedere il giudizio abbreviato o l’applicazione della pena su richiesta, né presentare domanda di oblazione. In ogni caso, il giudice revoca il decreto penale di condanna.

4. Il giudice può applicare in ogni caso una pena anche diversa e più grave di quella fissata nel decreto di condanna e revocare i benefici già concessi.

5. Con la sentenza che proscioglie l’imputato perché il fatto non sussiste, non è previsto dalla legge come reato ovvero è commesso in presenza di una causa di giustificazione, il giudice revoca il decreto di condanna anche nei confronti degli imputati dello stesso reato che non hanno proposto opposizione.

(1) La Corte costituzionale con sentenza 15 febbraio 1991, n. 81 ha dichiarato l’illegittimità costituzionale del primo e secondo comma del presente articolo nella parte in cui non prevedono che il pubblico ministero in caso di dissenso sia tenuto ad enunciarne le ragioni e nella parte in cui non prevede che il giudice, quando, a dibattimento concluso, ritiene ingiustificato il dissenso del pubblico ministero, possa applicare all’imputato la riduzione di pena contemplata dall’art. 442, secondo comma.
(2) La Corte costituzionale con sentenza 31 gennaio 1992, n. 23 ha dichiarato l’illegittimità costituzionale del presente comma nella parte in cui non prevede che il giudice all’esito del dibattimento, ritenendo che il processo poteva essere definito allo stato degli atti dal giudice per le indagini preliminari, possa applicare la riduzione di pena prevista dall’art. 442, secondo comma.
(3) La Corte costituzionale con sentenza 23 maggio 2003, n. 169 ha dichiarato l’illegittimità del presente comma, secondo periodo, nella parte in cui non prevede che in caso di rigetto della richiesta di giudizio abbreviato subordinata ad una integrazione probatoria l’imputato possa rinnovare la richiesta prima della dichiarazione di apertura del dibattimento di primo grado e il giudice possa disporre il giudizio abbreviato.


Giurisprudenza annotata

Giudizio conseguente all'opposizione

Deve essere dichiarata non fondata la questione di legittimità costituzionale, sollevata in riferimento agli artt. 3, 24, 27 e 111 della Costituzione, dell'art. 464, comma 2, c.p.p, nella parte in cui, «secondo il diritto vivente», non consentirebbe al giudice di pronunciare sentenza di proscioglimento ai sensi dell'art. 129 c.p.p. allorché, contestualmente all'opposizione a decreto penale di condanna, l'imputato abbia presentato domanda di oblazione. Nel sub-procedimento di oblazione ben può trovare applicazione la regola, dettata dall'art. 129 c.p.p., di precedenza della declaratoria delle cause di non punibilità rispetto agli altri provvedimenti decisionali adottabili dal giudice, anche per quanto attiene alla gerarchia tra le formule di proscioglimento.

Corte Costituzionale  13 febbraio 2015 n. 14

 

Ove abbinata ad una domanda di oblazione, l'opposizione non determina l'instaurazione di un giudizio a carattere “lato sensu” impugnatorio, ma di un sub-procedimento davanti allo stesso g.i.p., in relazione al quale il giudice è chiamato ad adottare un provvedimento decisorio che implica un esame del merito dell'imputazione. L'art. 464, comma 2, c.p.p., non può, quindi, essere interpretato secondo il "diritto vivente" riconducibile alla sentenza n. 21243/2010 delle Sezioni Unite della Corte di cassazione, in tema di opposizione a decreto penale di condanna. Pertanto, nel sub-procedimento di oblazione ben può trovare applicazione la regola, dettata dall'art. 129 c.p.p., di precedenza della declaratoria delle cause di non punibilità rispetto agli altri provvedimenti decisionali adottabili dal giudice, anche per quanto attiene alla gerarchia tra le formule di proscioglimento.

Corte Costituzionale  13 febbraio 2015 n. 14

 

La domanda di oblazione non può essere proposta nella fase degli atti preliminari al dibattimento introdotto con decreto di giudizio immediato a seguito di opposizione a decreto penale di condanna, atteso quanto previsto sia dal comma secondo, sia dal comma terzo dell'art. 464 c.p.p. (Annulla ai soli effetti civili, Trib. Ancona, s.d. Osimo, 05/03/2013 )

Cassazione penale sez. I  21 marzo 2014 n. 18141  

 

Il decreto penale di condanna, una volta fatto oggetto di opposizione, perde la sua natura di condanna anticipata e produce unicamente l'effetto di costituire il presupposto per l'introduzione di un giudizio (immediato, abbreviato o di patteggiamento) del tutto autonomo e non più dipendente da esso che, in ogni caso, ai sensi dell'art. 464, comma 3, c.p.p., è revocato "ex nunc" dal giudice che procede dopo la verifica di rituale instaurazione del giudizio. (In applicazione del principio, la Corte ha escluso che il giudice del dibattimento conseguente all'opposizione potesse dichiarare la nullità che si assumeva derivare dalla erronea indicazione del nome dell'imputato nel dispositivo del decreto penale). (Rigetta in parte, App. Milano, 20/03/2013 )

Cassazione penale sez. III  18 marzo 2014 n. 20261  

 

Il decreto penale di condanna perde, una volta fatto oggetto di opposizione, la sua natura di condanna anticipata e l’unico effetto che produce è quello di introdurre un giudizio (immediato, abbreviato o di patteggiamento) del tutto autonomo e non più dipendente dal decreto che, in ogni caso, ai sensi dell’art. 464, comma 3, c.p.p., è revocato "ex nunc" dal giudice del dibattimento dopo la verifica della ritualità di instaurazione del giudizio; ne consegue che è irrilevante la questione di nullità del decreto derivante da erronea indicazione, nel dispositivo del decreto poi opposto, del nome dell’imputato.

Cassazione penale sez. III  18 marzo 2014 n. 20261  

 

In tema di procedimento per decreto, il termine a comparire per il giudizio, conseguente ad opposizione a decreto penale di condanna, che si svolge dinanzi al tribunale in composizione monocratica è, ex artt. 464, comma 1 e 456, comma 3, c.p.p., di trenta giorni.

Cassazione penale sez. IV  20 marzo 2013 n. 16265  

 

Ai sensi degli art. 464, comma 1, e 456, comma 3, c.p.p., il termine a comparire per il giudizio conseguente ad opposizione a decreto penale di condanna che si svolge dinanzi al tribunale in composizione monocratica è pari a trenta giorni.

Cassazione penale sez. IV  20 marzo 2013 n. 16265  

 

In tema di procedimento per decreto, qualora l'imputato abbia tempestivamente richiesto, con l'atto di opposizione a decreto penale di condanna, il giudizio abbreviato condizionato e l'istanza sia stata rigettata dal g.i.p., la richiesta di giudizio abbreviato semplice formulata all'udienza fissata, ai sensi dell'art. 464 comma 1 c.p.p., non può considerarsi tardiva, a nulla rilevando che nell'atto di opposizione essa non sia stata avanzata neanche in via subordinata, in quanto il giudizio abbreviato condizionato e il giudizio abbreviato semplice sono espressioni che indicano non già due diversi riti alternativi, ma modalità differenziate del medesimo tipo di giudizio, che possono essere esplicitate nel corso della citata udienza

Cassazione penale sez. IV  07 giugno 2012 n. 34151

 

Non è abnorme il provvedimento con cui, a seguito dell'opposizione a decreto penale emesso per un reato di competenza del tribunale collegiale, per il quale sia necessaria l'udienza preliminare, il giudice, revocato il decreto, rimetta gli atti al P.M. perché proceda con richiesta di rinvio a giudizio. (Principio affermato all'esito di dichiarazione di insussistenza di conflitto negativo di competenza fra il giudice dell'udienza preliminare, dinanzi al quale era stato richiesto il rinvio a giudizio da parte del P.M. a seguito di revoca del decreto penale, ed il tribunale in composizione monocratica, dinanzi al quale era stato disposto il giudizio immediato ex art. 464 cod. proc. pen.). Dichiara competenza

Cassazione penale sez. I  15 novembre 2011 n. 4778



 
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