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Codice proc. penale agg.  al  28 Apr 2015
 
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Art. 465 cod. proc. penale: Atti del presidente del tribunale o della corte di assise

1. Il presidente del tribunale o della corte di assise, ricevuto il decreto che dispone il giudizio, può, con decreto, per giustificati motivi, anticipare l’udienza o differirla non più di una volta.

2. Il provvedimento è comunicato al pubblico ministero e notificato alle parti private, alla persona offesa e ai difensori; nel caso di anticipazione, fermi restando i termini previsti dall’articolo 429 commi 3 e 4, il provvedimento è comunicato e notificato almeno sette giorni prima della nuova udienza.


Giurisprudenza annotata

Atti preliminari al dibattimento

Il decreto con il quale, ai sensi dell'art. 465 c.p.p., è disposto il rinvio del dibattimento fuori udienza non necessita di notificazione personale all'imputato già dichiarato contumace, essendo sufficiente la notifica al difensore che lo rappresenta. (Fattispecie antecedente alle modifiche introdotte dalla l. 28 aprile 2014 n. 67). (Annulla con rinvio, App. Firenze, 31/05/2012 )

Cassazione penale sez. III  16 ottobre 2014 n. 52507  

 

Il potere di rappresentanza dell'imputato contumace da parte del difensore opera non solo nel corso delle udienze dibattimentali, ma anche nel caso di sospensione del dibattimento. (La Corte ha, in applicazione di tale principio, ritenuto legittima la notifica all'imputato contumace, nella persona del difensore, del rinvio effettuato fuori udienza). Rigetta in parte, Trib. Ancona, s. d. Osimo, 11 Dicembre 2007

Cassazione penale sez. III  03 marzo 2009 n. 17218  

 

La disposizione che prevede la possibilità, per il presidente del tribunale o della corte d'assise, una volta ricevuto il decreto che dispone il giudizio, di anticipare l'udienza o di differirla per giustificati motivi, si applica anche alle ipotesi di rinvio fuori udienza disposte nel corso del dibattimento. Rigetta in parte, Trib.Ancona,sez.dist. Osimo, 11 Dicembre 2007

Cassazione penale sez. III  03 marzo 2009 n. 17218  

 

La disposizione dell'art. 465 c.p.p., che prevede la possibilità, per il presidente del tribunale o della corte di assise, di anticipare l'udienza o di differirla, è applicabile anche nelle ipotesi di rinvio effettuato "fuori udienza"; il relativo decreto non deve essere notificato personalmente all'imputato già dichiarato contumace, essendo sufficiente la notifica al difensore che lo rappresenta.

Cassazione penale sez. III  03 marzo 2009 n. 17218

 

È illegittima la decisione con cui il giudice di appello rigetti, in conformità alla pronuncia di primo grado, l'eccezione di nullità del giudizio in ragione dell'anticipazione dell'udienza di discussione, senza alcun avviso agli imputati che non poterono parteciparvi, in quanto l'ordinanza di anticipazione dell'udienza adottata fuori udienza - a differenza di quella adottata nel corso dell'udienza e comunicata oralmente, ex art. 477 c.p.p. - deve essere, ex art. 465 c.p.p., notificata a tutti gli imputati, oltre che ai difensori, e comunicata al p.m. e l'omissione di tale incombente comporta la nullità del giudizio, nella specie quello di primo grado e del successivo giudizio di appello. (Annulla con rinvio, App. Catanzaro, 4 gennaio 2006)

Cassazione penale sez. V  15 febbraio 2007 n. 7943

 

L'art. 465 c.p.p., nella parte in cui stabilisce che, in caso di anticipazione dell'udienza rispetto alla data fissata dal giudice dell'udienza preliminare, la relativa ordinanza dev'essere notificata almeno sette giorni prima della nuova udienza, non può trovare applicazione al di fuori delle sue specifiche previsioni e, segnatamente, allorché, essendosi aperto il dibattimento, il diritto di difesa, con l'acquisita conoscenza di tutti gli atti processuali, abbia già avuto modo di esplicarsi. In tale ipotesi l'eventuale prosecuzione del dibattimento oltre la prima udienza è soggetta alla diversa disciplina di cui all'art. 477 c.p.p.

Cassazione penale sez. II  17 maggio 2001 n. 27356  

 

L'ordinanza anticipatoria dell'udienza adottata dal giudice nel corso del dibattimento non deve essere notificata all'imputato almeno sette giorni prima della nuova udienza, atteso che tale obbligo è previsto dall'art. 465 c.p.p. esclusivamente nell'ipotesi di anticipazione della udienza nella fase degli atti preliminari, in cui non ha ancora avuto modo di esplicarsi pienamente l'attività difensiva attraverso la conoscenza di tutti gli atti del processo, ivi comprese le liste testimoniali.

Cassazione penale sez. II  17 maggio 2001 n. 27356

 

La previsione di cui all'art. 465, comma 2, c.p.p. che impone la comunicazione e notificazione del provvedimento di anticipazione d'udienza almeno 7 giorni prima della nuova data fissata, si pone a tutela del diritto di difesa e trova applicazione solo quando l'udienza venga anticipata in sede di atti preliminari al dibattimento; quando invece si tratti di anticipazione dell'udienza di prosecuzione del dibattimento già aperto, trova applicazione la diversa disciplina di cui all'art. 477 c.p.p. posto che, in tale momento, il diritto di difesa ha già avuto modo di esplicarsi la conoscenza di tutti gli atti processuali, mentre, d'altro canto, si pone l'esigenza di garantire la massima concentrazione nella durata del dibattimento stesso.

Cassazione penale sez. II  17 maggio 2001 n. 27356  



 
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