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Codice proc. penale agg.  al  28 Apr 2015
 
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Art. 467 cod. proc. penale: Atti urgenti

1. Nei casi previsti dall’articolo 392, il presidente del tribunale o della corte di assise dispone, a richiesta di parte, l’assunzione delle prove non rinviabili, osservando le forme previste per il dibattimento.

2. Del giorno, dell’ora e del luogo stabiliti per il compimento dell’atto è dato avviso almeno ventiquattro ore prima al pubblico ministero, alla persona offesa e ai difensori.

3. I verbali degli atti compiuti sono inseriti nel fascicolo per il dibattimento.


Giurisprudenza annotata

Atti urgenti

L'assunzione delle prove urgenti nella fase degli atti preliminari al dibattimento si svolge in camera di consiglio, davanti al presidente del collegio giudicante, perché Il rinvio alle forme dibattimentali non sta a significare che l'acquisizione delle prove debba avvenire in pubblica udienza ad opera dell'intero collegio. Annulla in parte senza rinvio, Ass.App. Torino, 22 dicembre 2008

Cassazione penale sez. I  21 ottobre 2009 n. 42449  

 

La decisione in ordine alla richiesta di assunzione nella fase degli atti preliminari al dibattimento delle prove non rinviabili può essere adottata sulla base di tutti gli atti inseriti nel fascicolo per il dibattimento, in ragione del rinvio alle forme dibattimentali e non a quelle proprie dell'incidente probatorio, con l'ulteriore conseguenza che la richiesta del p.m., appunto perché non si fa applicazione delle disposizioni sull'incidente probatorio, non deve essere notificata alla difesa. Annulla in parte senza rinvio, Ass.App. Torino, 22 dicembre 2008

Cassazione penale sez. I  21 ottobre 2009 n. 42449  

 

Non è prevista la notifica alla difesa della richiesta del p.m. di assunzione di prove urgenti ex art. 467 c.p.p., sia perché detta norma non la prevede, sia perché non è applicabile per analogia l'art. 395 c.p.p. Il p.m. non è gravato di onere di motivazione in punto di urgenza dell'atto assuntivo della prova quando richiede un incidente probatorio ex art. 392 comma 1 bis c.p.p. poiché, nei casi ivi previsti, l'urgenza è stata ritenuta sempre presente in via presuntiva dal legislatore.

Tribunale Milano  07 luglio 1998

 

Il requisito della non rinviabilità, richiesto per l'assunzione di prove nella fase degli atti preliminari al dibattimento, condiziona ad una valutazione in concreto delle ragioni di urgenza a provvedere anche all'esame delle persone indicate dall'art. 210 c.p.p. Annulla in parte senza rinvio, Ass.App. Torino, 22 dicembre 2008

Cassazione penale sez. I  21 ottobre 2009 n. 42449  

 

La facoltà, per il p.m., in base alla norma transitoria di cui all'art. 6 comma 1 l. 7 agosto 1997 n. 267, di chiedere l'espletamento di incidente probatorio ai sensi dell'art. 392, comma 1, lett. c) e d), c.p.p., nel testo modificato dall'art. 4 di detta legge, onde procedere all'esame dell'indagato su fatti concernenti la responsabilità altrui ovvero a quello di soggetti indicati nell'art. 210 c.p.p., è esercitabile, nell'osservanza del termine stabilito, anche quando il procedimento si trovi in fase di atti preliminari al dibattimento. In tal caso, pur facendosi riferimento, nel citato art. 6 comma 1 l. n. 267/97, soltanto al "giudice per le indagini preliminari" come organo destinatario della richiesta di incidente probatorio, questa non può che essere diretta, in applicazione della regola dettata dall'art. 467 c.p.p. (che prevede l'espletamento degli atti urgenti nella fase degli atti preliminari al dibattimento), all'organo indicato come competente in detta ultima disposizione, e cioè al presidente del collegio giudicante (tribunale o corte d'assise), il quale ne valuterà l'ammissibilità e l'accoglibilità, provvedendo quindi con ordinanza motivata.

Cassazione penale sez. I  06 febbraio 1998 n. 748

 

I poteri di intervento riservati al giudice relativamente all'ammissione e alla raccolta della prova nella fase preliminare del dibattimento, ai sensi dell'art. 467 c.p.p. sono condizionati dal presupposto dell'urgenza dell'assunzione in una fase processuale interinale. Non può pertanto essere assunta la prova richiedibile - o già richiesta - in precedenza, nella fase preliminare, ovvero assumibile nel corso del dibattimento.

Tribunale Milano  25 settembre 1992



 
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