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Codice proc. penale agg.  al  28 Apr 2015
 
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Art. 468 cod. proc. penale: Citazione di testimoni, periti e consulenti tecnici

1. Le parti che intendono chiedere l’esame di testimoni, periti o consulenti tecnici nonché delle persone indicate nell’articolo 210 devono, a pena di inammissibilità, depositare in cancelleria, almeno sette giorni prima della data fissata per il dibattimento, la lista con l’indicazione delle circostanze su cui deve vertere l’esame.

2. Il presidente del tribunale o della Corte di assise, quando ne sia fatta richiesta, autorizza con decreto la citazione dei testimoni, periti o consulenti tecnici nonché delle persone indicate nell’articolo 210, escludendo le testimonianze vietate dalla legge e quelle manifestamente sovrabbondanti. Il presidente può stabilire che la citazione dei testimoni, periti o consulenti tecnici nonché delle persone indicate nell’articolo 210 sia effettuata per la data fissata per il dibattimento ovvero per altre successive udienze nelle quali ne sia previsto l’esame. In ogni caso, il provvedimento non pregiudica la decisione sull’ammissibilità della prova a norma dell’articolo 495.

3. I testimoni e i consulenti tecnici indicati nelle liste possono anche essere presentati direttamente al dibattimento.

4. In relazione alle circostanze indicate nelle liste, ciascuna parte può chiedere la citazione a prova contraria di testimoni, periti e consulenti tecnici non compresi nella propria lista, ovvero presentarli al dibattimento.

4-bis. La parte che intende chiedere l’acquisizione di verbali di prove di altro procedimento penale deve farne espressa richiesta unitamente al deposito delle liste. Se si tratta di verbali di dichiarazioni di persone delle quali la stessa o altra parte chiede la citazione, questa è autorizzata dal presidente solo dopo che in dibattimento il giudice ha ammesso l’esame a norma dell’articolo 495.

5. Il presidente in ogni caso dispone di ufficio la citazione del perito nominato nell’incidente probatorio a norma dell’articolo 392 comma 2.


Giurisprudenza annotata

Citazione testimoni, periti e consulenti

In tema di prove testimoniali, la mancata citazione dei testimoni già ammessi dal giudice, per l'udienza fissata la loro escussione, comporta la decadenza della parte dalla prova; ne deriva che è legittimo il provvedimento di revoca dell'ammissione dei testi non citati. (Rigetta in parte, App. Firenze, 05/07/2013 )

Cassazione penale sez. VI  07 gennaio 2015 n. 2324

 

In tema di prove testimoniali, quando sia stata indicata la data dell'udienza per l'esame dei testi, la loro omessa citazione ad opera della parte che li ha introdotti o ha interesse al loro esame comporta la decadenza dalla relativa prova.

Cassazione penale sez. VI  07 gennaio 2015 n. 2324  

 

La presentazione della lista testi può legittimamente avvenire mediante l'inoltro a mezzo "fax" ed è, di conseguenza, illegittima l'ordinanza del giudice del dibattimento che dichiari inammissibile la richiesta di sentire i testimoni in essa indicati. (Annulla con rinvio, Trib. Pesaro, s.d. Fano, 09/04/2013 )

Cassazione penale sez. I  19 settembre 2014 n. 44978

 

Il deposito in cancelleria della lista testimoniale di cui all'art. 468, comma 1, c.p.p. - ove non contenga anche la richiesta al giudice di autorizzazione alla citazione di testimoni, periti e consulenti tecnici di cui al comma 2 dello stesso art. 468, per la quale è d'obbligo la forma rituale dell'istanza - può avvenire anche a mezzo di trasmissione con i mezzi tecnici quale il fax (cassata la decisione del Tribunale che aveva impedito all'imputato di esercitare il suo diritto alla prova dichiarando inammissibile la richiesta di sentire i testi indicati nella lista tempestivamente inoltrata, solo perché la stessa era pervenuta all'ufficio tramite fax).

Cassazione penale sez. I  19 settembre 2014 n. 44978  

 

La parte che abbia omesso di depositare la lista dei testimoni nel termine di legge ha la facoltà di chiedere la citazione a prova contraria dei testimoni, periti e consulenti tecnici, considerato che il termine perentorio per il deposito della lista dei testimoni è stabilito, a pena di inammissibilità, dall'art. 468 comma 1 c.p.p. soltanto per la prova diretta e non anche per quella contrari, e che l'opposta soluzione vanificherebbe il diritto alla controprova, il quale costituisce espressione fondamentale del diritto di difesa. (Rigetta, Trib. Pistoia, 12/07/2012 )

Cassazione penale sez. V  12 novembre 2013 n. 2815  

 

Nel computo del termine per il deposito della lista testimoniale deve essere applicata la disciplina generale relativa alla sospensione dei termini durante il periodo feriale, per cui se il processo non rientra tra quelli che vengono comunque trattati in tale periodo, anche il termine per la presentazione della lista deve ritenersi sospeso. (Fattispecie in cui la Corte ha ritenuto non rispettato il termine di sette giorni per il deposito della lista dei testimoni avvenuto il 29 luglio per l'udienza del 17 settembre). Annulla con rinvio, App. Roma, 25/09/2012

Cassazione penale sez. III  28 maggio 2013 n. 28371  

 

L'ammissione della deposizione di un testimone indicato nella lista depositata oltre i termini prescritti dall'art. 468 c.p.p. è colpita dalla sanzione di inammissibilità della prova che, se acquisita, è inutilizzabile ai fini della decisione. Annulla con rinvio, App. Roma, 25/09/2012

Cassazione penale sez. III  28 maggio 2013 n. 28371  

 

Il termine stabilito dal giudice per la citazione dei testimoni (nonché dei periti e consulenti tecnici e delle persone indicate dall'art. 210 c.p.p.) ai sensi dell'art. 468, comma 2, c.p.p. è inserito in una sequenza procedimentale che non ammette ritardi o rinvii dovuti alla mera negligenza delle parti (se non, in via del tutto eccezionale, per caso fortuito o forza maggiore), e ha, pertanto, natura perentoria. Di conseguenza, ove la parte non effettui la citazione dei testi (e delle altre persone suindicate) nel termine stabilito dal giudice ex art. 468 c.p.p., decade dal diritto di assumerne la testimonianza o le dichiarazioni.

Cassazione penale sez. II  27 febbraio 2013 n. 14439  

 

La parte civile che non rispetta i termini previsti per il deposito della lista testimoniale previsti dall’art. 468, comma 1, c.p.p., pur avendo depositato la persona offesa una memoria difensiva con indicazione dei testimoni nei sopraddetti termini, decade dalla richiesta per l’ammissione di testimoni.

Tribunale Biella  08 novembre 2012 n. 396  

 

Posto che la persona offesa ha facoltà di costituirsi parte civile anche fuori d'udienza, ex art. 78 comma 2 c.p.p., deve ritenersi inefficace, ai fini dell'istanza di ammissione testi formulata della parte civile, il deposito di memoria ex art. 90 c.p.p., nel rispetto del termine di cui all'art. 468 comma 1 c.p.p.

Tribunale Biella  08 novembre 2012

 

In tema di costituzione di parte civile, deve ritenersi ammissibile la richiesta di ammissione testi depositata dalla parte offesa in data precedente alla notifica della costituzione di parte civile in quanto tale richiesta è compresa nella facoltà di elementi di prova di cui all’art. 90 c.p.p. e la parte offesa, divenuta parte processuale a mezzo della costituzione, può avvalersi del mezzo di prova già proposto senza necessità di ripresentare la lista testi, depositata in tempo utile rispetto all’art. 468 c.p.p.

Tribunale Como  11 maggio 2012 n. 486  

 

L'attività integrativa di indagine di cui all'art. 430 c.p.p. può legittimamente essere svolta nel corso di tutto il dibattimento e, in particolare, anche al di là dei termini stabiliti dall'art. 468 c.p.p. e di quelli coincidenti con gli adempimenti di cui all'art. 493 c.p.p.

Cassazione penale sez. II  24 aprile 2012 n. 31512

 

L'attività integrativa di indagine, non essendo previsti limiti temporali per lo svolgimento delle investigazioni, è sempre esercitabile durante il dibattimento, senza che possa essere circoscritta entro i termini stabiliti dall'art. 468 c.p.p. o in quelli coincidenti con gli adempimenti richiamati dall'art. 493 c.p.p. Annulla con rinvio, App. Milano, 20 maggio 2011

Cassazione penale sez. II  24 aprile 2012 n. 31512

 

Devono essere respinte le richieste istruttorie avanzate dalla difesa ai sensi dell'art. 493 comma 2 c.p.p. in connessione con la deposizione di un'assistente di P.S. indicata dal P.M. sin dal principio nella lista depositata ai sensi dell'art. 468 c.p.p, per riferire circa gli "accertamenti bancari patrimoniali e finanziari", laddove la deposizione non abbia introdotto alcun dato probatorio che non potesse essere a conoscenza della difesa già dalla data di deposito della menzionata lista testi e sia consistita nella descrizione, senza alcuna operazione rielaborativa, delle risultanze provenienti da documentazione bancaria, tributaria, catastale e negoziale risalente ad epoca antecedente il deposito.

Tribunale Milano sez. VII  12 aprile 2012 n. 33423

 

La parte che abbia omesso di depositare la lista dei testimoni nel termine di legge ha la facoltà di chiedere la citazione a prova contraria dei testimoni, periti e consulenti tecnici, considerato che il termine perentorio per il deposito della lista dei testimoni è stabilito, a pena di inammissibilità, dall'art. 468, comma 1, soltanto per la prova diretta e non anche per quella contraria, giacché diversamente, il diritto alla controprova che costituisce espressione fondamentale del diritto di difesa, ne risulterebbe vanificato.

Cassazione penale sez. V  03 novembre 2011 n. 9606  

 

L'inosservanza delle formalità prescritte dall'art. 468, comma quarto bis cod. proc. pen., per l'acquisizione di verbali di prove di altro procedimento, non è causa di nullità, non ricadendo in alcuna previsione, espressa o di ordine generale, né di inutilizzabilità, derivando quest'ultima dalla violazione di un divieto di acquisizione, che, quando non è esplicito, è ravvisabile soltanto in relazione alla natura o all'oggetto della prova e non in relazione alle modalità della sua assunzione. Rigetta, App. Genova, 29/09/2010

Cassazione penale sez. III  07 giugno 2011 n. 35865  

 

Pur non essendo previsto l'obbligo di presentare le liste ex art. 468 c.p.p., la parte che intende chiedere l'assunzione di nuovi mezzi di prova ha l'onere di specificare le circostanze su cui deve vertere l'esame, per mettere l'altra parte in condizioni di predisporre prova contraria, secondo le dinamiche di cui all'art. 495 c.p.p. e per consentire di procedere immediatamente alla rinnovazione della istruttoria dibattimentale, come previsto dall'art. 603, ultimo comma, c.p.p.

Corte appello Ancona  26 aprile 2011 n. 596  

 

Ai fini della configurabilità della fattispecie tentata del reato di induzione a non rendere dichiarazioni o a rendere dichiarazioni mendaci all'autorità giudiziaria (art. 377 bis c.p.), assume un ruolo decisivo la qualità oggettiva di persona chiamata dinanzi all'autorità giudiziaria, trattandosi di un reato proprio con riferimento al destinatario della condotta, realizzabile solo in quanto tale soggetto sia in grado di rendere dichiarazioni utilizzabili nel procedimento. A tal riguardo, la qualità di persona chiamata a rendere dichiarazioni davanti all'autorità giudiziaria si assume nel momento dell'autorizzazione del giudice alla citazione della persona stessa in qualità di testimone, ai sensi dell'art. 468, comma 2, c.p.p. fattispecie in cui la Corte ha annullato senza rinvio la pronuncia impugnata, escludendo la configurabilità del tentativo in quanto non risultava dagli atti che il destinatario della condotta fosse stato ancora chiamato a partecipare a un incidente probatorio dove doveva essere assunto quale coimputato).

Cassazione penale sez. VI  03 marzo 2011 n. 19259  

 

L'inosservanza delle formalità dettate dall'art. 468, comma 4 bis, c.p.p. per l'acquisizione a richiesta di parte dei verbali di prove di altro procedimento penale è sfornita di qualsivoglia sanzione processuale, non operando l'inammissibilità, prevista dal comma 1 del medesimo articolo per il solo caso di inosservanza dei termini di deposito delle liste testimoniali, e non potendosi, d'altra parte, in difetto di espressa previsione, far ricorso all'istituto della nullità, come pure a quello dell'inutilizzabilità, il quale ultimo richiederebbe la violazione di uno specifico divieto di acquisizione, nella specie insussistente.

Cassazione penale sez. V  02 febbraio 2011 n. 14457  

 

In tema di diritti e facoltà della persona offesa, è ammissibile la richiesta di testi, mediante il deposito della relativa lista, da parte della persona offesa, costituitasi fuori dell'udienza, in data precedente la notifica della dichiarazione di costituzione di parte civile, in quanto tale richiesta è compresa nella facoltà di indicazione di elementi di prova di cui all'art. 90 c.p.p., con la conseguenza che la persona offesa dal reato, divenuta parte processuale a mezzo dell'atto di costituzione di parte civile, può certamente avvalersi del mezzo di prova già proposto, senza necessità di ripresentare la lista testimoniale già depositata in tempo utile rispetto a quello indicato dall'art. 468, comma 1, c.p.p., mentre gli effetti della costituzione di parte civile, formalizzata fuori udienza, riguardano, ai sensi dell'art. 78, comma 2, c.p.p., l'instaurazione del contraddittorio civile nella sede penale. (Da queste premesse, la Corte ha annullato, per violazione del diritto di difesa della persona offesa, la sentenza di assoluzione che, diversamente, aveva ritenuto che la persona offesa non ancora costituita parte civile non fosse legittimata a presentare un'autonoma lista testimoniale).

Cassazione penale sez. IV  14 gennaio 2011 n. 4372  

 

Sono ammissibili le prove testimoniali richieste negli atti preliminari dalla parte civile seppure indicate in precedenza in memoria dalla stessa nella veste di persona offesa non ancora costituita e non già mediante l'apposita lista testimoniale di cui all'art. 468 c.p.p., essendo detta indicazione comunque idonea a consentire alla controparte la prescritta "discovery".

Cassazione penale sez. VI  25 novembre 2010 n. 43211  



 
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