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Codice proc. penale agg.  al  28 Apr 2015
 
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Art. 469 cod. proc. penale: Proscioglimento prima del dibattimento

1. Salvo quanto previsto dall’articolo 129 comma 2, se l’azione penale non doveva essere iniziata o non deve essere proseguita ovvero se il reato è estinto e se per accertarlo non è necessario procedere al dibattimento, il giudice, in camera di consiglio, sentiti il pubblico ministero e l’imputato e se questi non si oppongono, pronuncia sentenza inappellabile di non doversi procedere enunciandone la causa nel dispositivo.
1-bis. La sentenza di non doversi procedere è pronunciata anche quando l’imputato non è punibile ai sensi dell’articolo 131-bis del codice penale, previa audizione in camera di consiglio anche della persona offesa, se compare.


Giurisprudenza annotata

Proscioglimento prima del dibattimento

Va dichiarato inammissibile l'appello presentato dalla parte civile avverso una sentenza di proscioglimento ex art. 469 c.p.p., prima della apertura del dibattimento; in questo caso le statuizioni in sede penale non possono esplicare alcun effetto preclusivo nei confronti della pretesa risarcitoria, sicché viene meno ogni interesse alla impugnazione

Corte appello Milano sez. IV  12 dicembre 2014 n. 8873  

 

La sentenza con cui il giudice di primo grado, dopo la costituzione delle parti e prima di dichiarare formalmente aperto il dibattimento, assolve, ai sensi dell'art. 129 c.p.p., l'imputato con la formula perché il fatto non è più previsto dalla legge come reato, ancorché pronunciata al di fuori dei casi previsti dall'art. 469 c.p.p., deve essere qualificata come sentenza predibattimentale, sicché, trattandosi di sentenza inappellabile, il suo annullamento con rinvio da parte della Corte di cassazione impone la trasmissione degli atti al giudice di primo grado. (Annulla con rinvio, Trib. Forli', 11/03/2013 )

Cassazione penale sez. VI  24 giugno 2014 n. 28151  

 

 

Il termine di impugnazione della sentenza di proscioglimento emessa ai sensi dell'art. 469 c.p.p. è quello di quindici giorni previsto dall'art. 585, comma 1, lett. a), c.p.p., per i provvedimenti emessi in seguito a procedimento in camera di consiglio e lo stesso decorre per ciascuna parte, ove manchino forme alternative di pubblicazione, dalla data di comunicazione del provvedimento. (Fattispecie relativa a sentenza dichiarativa dell'estinzione del reato per intervenuta prescrizione, emessa dalla Corte d'appello in assenza di previo contraddittorio tra le parti). (Dichiara inammissibile, App. Napoli, 04/04/2013 )

Cassazione penale sez. VI  04 aprile 2014 n. 36374  

 

Al proscioglimento prima del dibattimento ex art. 469 c.p.p. per estinzione del reato non può farsi luogo ove la verificazione dell’effetto estintivo, conseguente all’applicazione della disciplina della prescrizione, dipenda da valutazioni di ordine discrezionale, quale la concessione ed il bilanciamento delle circostanze attenuanti generiche rispetto alle contestate aggravanti, che devono intendersi rimesse al giudice di merito all’esito della fase dibattimentale.

Cassazione penale sez. IV  31 gennaio 2014 n. 7068  

 

Non è abnorme e neppure affetta da nullità la sentenza con la quale, essendovi stata la verifica della regolare costituzione delle parti ed essendosi quindi dato luogo all'acquisizione della documentazione prodotta dalla difesa, la quale, sulla sola base di essa, abbia quindi formulato richiesta di assoluzione ai sensi dell'art. 129 c.p.p., il giudice, in accoglimento della contrapposta richiesta del p.m., abbia invece dichiarato la penale responsabilità dell'imputato, condannandolo alla pena ritenuta di giustizia, non essendo qualificabile, una tale sentenza, come predibattimentale (e quindi microscopicamente violatrice dell'art. 469 c.p.p., che non consente la pronuncia di condanne predibattimentali) e neppure potendosi considerare causa di nullità il fatto che il p.m., nel chiedere l'affermazione di responsabilità dell'imputato, non abbia quantificato la pena, come pure il fatto che il giudice, prima di ritirarsi in camera di consiglio, non abbia formalmente dichiarato la chiusura del dibattimento e non abbia indicato gli atti utilizzabili ai fini della decisione.

Cassazione penale sez. II  24 gennaio 2013 n. 18763  

 

Qualora sia stato richiesto il proscioglimento ex art. 469 e 129 c.p.p. e, successivamente, le parti abbiano compiuto una esauriente attività istruttoria con acquisizione documentale, la sentenza emessa non può fare riferimento alle formule di proscioglimento di cui all'art. 469 c.p.p. ma, pur in presenza di potenziali nullità procedimentali, deve essere qualificata come sentenza pronunziata all'esito del dibattimento e, in caso di condanna, ai sensi degli art. 533 e 535 c.p.p., essa non può essere qualificata come atto abnorme e nei suoi confronti vanno esperiti gli ordinari mezzi di impugnazione (Nella specie la Corte ha dichiarato inammissibile il ricorso fondato sulla dedotta abnormità del provvedimento impugnato avendo le parti richiesto una sentenza predibattimentale e poi proceduto consensualmente a rituale attività istruttoria dibattimentale). Dichiara inammissibile, Trib. Modica, 13/07/2012

Cassazione penale sez. II  24 gennaio 2013 n. 18763  

 

Nella fase preliminare al dibattimento è pronunciabile soltanto sentenza inappellabile di proscioglimento per ragioni di rito ex art. 469 c.p.p. con la necessaria non opposizione delle parti, nonostante il dato letterale dell'art. 129 c.p.p. per il quale la declaratoria immediata di cause di non punibilità è pronunciabile d'ufficio in ogni stato e grado del processo. (Nell'affermare tale principio, il Tribunale riteneva inammissibile il proscioglimento predibattimentale nel merito, implicando un giudizio che deve essere compiuto con la garanzia del pieno contraddittorio, che si realizza solo in fase dibattimentale).

Tribunale Milano sez. IV  21 novembre 2012



 
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