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Codice proc. penale agg.  al  23 Apr 2015
 
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Art. 477 cod. proc. penale: Durata e prosecuzione del dibattimento

1. Quando non è assolutamente possibile esaurire il dibattimento in una sola udienza, il presidente dispone che esso venga proseguito nel giorno seguente non festivo.

2. Il giudice può sospendere il dibattimento soltanto per ragioni di assoluta necessità e per un termine massimo che, computate tutte le dilazioni, non oltrepassi i dieci giorni, esclusi i festivi.

3. Il presidente dà oralmente gli avvisi opportuni e l’ausiliario ne fa menzione nel verbale. Gli avvisi sostituiscono le citazioni e le notificazioni per coloro che sono comparsi o debbono considerarsi presenti.


Giurisprudenza annotata

Durata e prosecuzione del dibattimento

In materia di termini processuali, l'art. 5, comma 6, d.l. 28 aprile 2009 n. 39, conv. con modificazioni dalla l. 24 giugno 2009, n. 77 ("Interventi urgenti in favore delle popolazioni colpite dagli eventi sismici nella regione Abruzzo"), contempla un'ipotesi di sospensione obbligatoria dei termini stabiliti a pena di inammissibilità o decadenza ed una sospensione "ex lege" dei processi pendenti, e non un legittimo impedimento del difensore, per cui il conseguente rinvio disposto dal giudice deve essere notificato al difensore di fiducia solo ove si tratti di rinvio a nuovo ruolo o di sospensione del processo senza fissazione di nuova udienza, non essendo invece necessaria alcuna comunicazione nel caso di rinvio ad udienza fissa, in applicazione dell'art. 477, comma 3, c.p.p. in quanto è presente in sostituzione in udienza il difensore di ufficio, obbligatoriamente nominato. (Rigetta, App. L'Aquila, 05/03/2014 )

Cassazione penale sez. V  24 novembre 2014 n. 2825  

 

Attesa la diversità di funzioni tra l'art. 477 c.p.p., che prevede la sospensione del dibattimento quando questo non possa esaurirsi in un'unica udienza, e l'art. 304 c.p.p., che disciplina i casi di sospensione dei termini di custodia cautelare, deve escludersi che, in caso di rinvio chiesto dalla difesa, la durata della suddetta sospensione dei termini debba essere contenuta entro il limite di dieci giorni (peraltro meramente ordinatorio) stabilito dal citato art. 477.

Cassazione penale sez. V  28 maggio 2009 n. 40059  

 

Il provvedimento di rinvio dell'udienza ad altra data, comunicato all'imputato, non è inficiato da nullità d'ordine generale, per violazione delle disposizioni che concernono l'intervento dell'imputato, se non fa menzione, in caso di mutamento del giudice, del nominativo del magistrato persona fisica che subentra nella trattazione del procedimento. Rigetta, App. Napoli, 12 Giugno 2003

Cassazione penale sez. II  22 gennaio 2008 n. 5996  

 

L'omessa notifica al difensore di fiducia non comparso della data di fissazione della nuova udienza determina una nullità assoluta ed insanabile, a meno che il sostituto da lui designato o il difensore di ufficio nominato insista nella richiesta di rinvio del dibattimento così agendo in nome e per conto dell'avvocato di fiducia sostituito, al quale, pertanto, non spetta la notifica della ordinanza di rinvio, né l'avviso della nuova udienza.

Cassazione penale sez. III  26 ottobre 2007 n. 45601  

 

L'omessa notifica al difensore di fiducia non comparso della data di fissazione della nuova udienza determina una nullità assoluta ed insanabile, a meno che il sostituto da lui designato o il difensore di ufficio nominato insista nella richiesta di rinvio del dibattimento così agendo in nome e per conto dell'avvocato di fiducia sostituito, al quale, pertanto, non spetta la notifica della ordinanza di rinvio, né l'avviso della nuova udienza. Rigetta, App. Reggio Calabria, 6 giugno 2003

Cassazione penale sez. III  26 ottobre 2007 n. 45601  

 

Il rinvio di udienza va modulato in relazione alle singole evenienze processuali ed alle esigenze di ruolo, e la determinazione della sua durata attiene al potere ordinatorio del giudice di merito, che si sottrae al sindacato della Cassazione, a nulla potendo rilevare la durata più o meno breve dei rinvii di udienza precedenti o successivi, poiché sarebbe incongruo pretendere una cadenza fissa delle varie udienze (in applicazione del principio, la S.C. ha ritenuto non ravvisabile alcun eccesso in un rinvio a sessanta giorni, con sospensione dei termini massimi di custodia cautelare, disposto a seguito di adesione del difensore dell'imputato ad astensione collettiva forense dalle udienze).

Cassazione penale sez. II  26 settembre 2007 n. 39784  



 
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