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Codice proc. penale agg.  al  23 Apr 2015
 
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Art. 484 cod. proc. penale: Costituzione delle parti

1. Prima di dare inizio al dibattimento, il presidente controlla la regolare costituzione delle parti.

2. Qualora il difensore dell’imputato non sia presente, il presidente designa come sostituto altro difensore a norma dell’articolo 97 comma 4.

2-bis. Si applicano, in quanto compatibili, le disposizioni degli articoli 420-bis, 420-ter, 420-quater e 420-quinquies.


Giurisprudenza annotata

Costituzione delle parti.

Deve considerarsi tardiva la richiesta di costituzione di parte civile intervenuta nel corso dell'udienza preliminare dopo che sia stata conclusa la fase di costituzione delle parti, sia stata successivamente pronunciata nel corso dell'udienza ordinanza che dispone il giudizio abbreviato e sia già iniziata la fase della discussione.

Cassazione penale sez. II  18 febbraio 2015 n. 12608  

 

La costituzione di parte civile in dibattimento può essere tempestivamente proposta anche nel dibattimento instaurato "ex novo". (Dichiara inammissibile, App. Milano, 28/11/2013 )

Cassazione penale sez. fer.  28 agosto 2014 n. 38563  

 

Il concomitante impegno professionale del difensore può lasciare a quest'ultimo, a seconda dei casi, la libertà di scegliere ove essere presente oppure può essere tale da imporre la partecipazione nell'uno e non nell'altro procedimento. Detta imposizione pone il difensore in una condizione concreta di non scelta. A seconda che sia individuabile o meno una opzione del difensore per l'ulteriore impegno, questo rappresenta impedimento non assoluto e quindi soggiace alla disciplina prevista per il caso della richiesta di differimento della trattazione, così come previsto dall'art. 159, comma 3, c.p., diversamente costituisce un impedimento assoluto così come assunto dal combinato disposto degli articoli 159, comma 3, c.p., 420 ter, comma 5, e 484, comma 2 bis, c.p.p..

Cassazione penale sez. fer.  13 agosto 2014 n. 46817  

 

La costituzione di parte civile deve avvenire, a pena di decadenza, entro il termine stabilito dall'art. 484 c.p.p. e, dunque, fino a che non siano stati compiuti gli adempimenti relativi alla regolare costituzione delle parti e non fino al diverso termine coincidente con l'apertura del dibattimento. (Fattispecie in cui è stata ritenuta tempestiva la costituzione di parte civile avvenuta in udienza successiva a precedente rinvio disposto previa effettuazione della mera ricognizione delle persone presenti). Rigetta, App. Trento, sez. dist. Bolzano, 26/01/2012

Cassazione penale sez. III  03 ottobre 2013 n. 44442  

 

 

La costituzione di parte civile deve avvenire, a pena di decadenza, entro il termine stabilito dall'art. 484 c.p.p. e, dunque, fino a che non siano stati compiuti gli adempimenti relativi alla regolare costituzione delle parti e non fino al diverso termine coincidente con l'apertura del dibattimento.

Cassazione penale sez. III  03 ottobre 2013 n. 44442  

 

La disposizione secondo cui le questioni concernenti la costituzione di parte civile sono precluse se non proposte subito dopo il compimento per la prima volta degli adempimenti di cui all'art. 484 c.p.p. si applica anche laddove la costituzione sia avvenuta a seguito di restituzione in termini ex art. 175 c.p.p., avendo detta restituzione l'effetto di riportare la situazione processuale allo "status quo ante".

Cassazione penale sez. III  13 luglio 2011 n. 37507  

 

Deve essere estromessa la parte civile la cui costituzione è avvenuta dopo il compimento degli adempimenti previsti dall’art. 484 c.p.p., ed in particolare dopo il rinvio per la richiesta di prove, fase che necessariamente presuppone l’effettuato accertamento della regolare costituzione delle parti.

Corte appello Milano sez. III  22 febbraio 2011 n. 542  

 

È infondata la q.l.c. dell'art. 420 ter, comma 5, e dell'art. 484, comma 2 bis, c.p.p., sollevata in riferimento agli art. 3, 24, commi 1 e 2, e 111, comma 2, cost. nella parte in cui non consentono al giudice del dibattimento di rinviare ad una nuova udienza nel caso in cui l'assenza del difensore della costituita parte civile sia dovuta ad assoluta impossibilità di comparire per legittimo impedimento prontamente comunicato (la Corte ha in particolare osservato che la non equiparabilità delle posizioni soggettive dell'imputato e della parte civile e il "favor separationis" tra azione civile e azione penale sono alla base della più volte affermata non irragionevolezza della scelta del legislatore nei casi in cui non ha esteso anche alla parte civile facoltà e diritti attribuiti in via esclusiva all'imputato).

Corte Costituzionale  14 luglio 2009 n. 217  

 

Non è fondata la q.l.c. dell'art. 420 ter, comma 5, e dell'art. 484, comma 2 bis, c.p.p., censurati, in riferimento agli art. 3, 24, commi 1 e 2, e 111, comma 2, cost., nella parte in cui "non consentono al giudice del dibattimento di rinviare ad una nuova udienza nel caso in cui l'assenza del difensore della costituita parte civile sia dovuta ad assoluta impossibilità di comparire per legittimo impedimento prontamente comunicato", Ed invero, la scelta legislativa di non estendere al difensore della parte civile il diritto al differimento dell'udienza, previsto, invece, per il difensore dell'imputato, non è irragionevole se si considera il differente rilievo degli interessi di cui l'imputato e la parte civile sono portatori, la diversa natura degli scopi perseguiti e la eterogeneità delle posizioni processuali; tale scelta, inoltre, va affermata anche con riguardo all'esigenza di tutelare l'interesse alla speditezza del processo penale, che sarebbe compromesso dalla previsione del diritto al rinvio anche per il difensore della parte civile, dovendosi escludere la denunciata lesione del diritto di difesa, sia perché il difensore della parte civile può nominare un sostituto, sia perché l'esercizio dell'azione civile nel processo penale non rappresenta l'unico strumento di tutela giudiziaria a disposizione della parte civile, stante l'esistenza di percorsi giudiziari alternativi, sia perché la facoltà per la parte civile di trasferire, in ogni momento, l'azione per il risarcimento del danno derivante dal reato in sede civile esclude ulteriormente pregiudizi agli interessi di cui è portatrice (sentt. n. 187 del 1972, 433 del 1977, 532 del 1995, 168 del 2006; ordd. n. 424 del 1998, 124 del 1999, 562 del 2000).

Corte Costituzionale  14 luglio 2009 n. 217  

 

Nel giudizio di legittimità costituzionale dell'art. 420 ter, comma 5, e dell'art. 484, comma 2 bis, c.p.p., censurati, in riferimento agli art. 3, 24, commi 1 e 2, e 111, comma 2, cost., nella parte in cui "non consentono al giudice del dibattimento di rinviare ad una nuova udienza nel caso in cui l'assenza del difensore della costituita parte civile sia dovuta ad assoluta impossibilità di comparire per legittimo impedimento prontamente comunicato", deve essere rigettata l'eccezione di inammissibilità per manifesta irrilevanza, sussistendo, invece, un nesso di pregiudizialità tra la soluzione della questione sottoposta alla Corte e la decisione del giudizio principale.

Corte Costituzionale  14 luglio 2009 n. 217  



 
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