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Art. 487 cod. proc. penale

ARTICOLO ABROGATO DALLA L. 16 DICEMBRE 1999, N. 479


Giurisprudenza annotata

Contumacia dell'imputato

Il comportamento processuale dell'imputato - anche se manifestato a mezzo del difensore, suo rappresentante ex art. 487 comma 2 c.p.p. - che si estrinsechi nel consenso all'acquisizione di molti atti delle indagini preliminari, può essere certamente valorizzato ai fini della concessione delle circostanze attenuanti generiche, per gli effetti positivi che tale condotta "collaborativa" produce sui tempi del processo.

Tribunale Fermo  04 febbraio 2003

 

L'imputato che si trovi agli arresti domiciliari per altra causa e nei cui confronti, essendo nota al giudice procedente tale sua situazione, non sia stata disposta la traduzione, è da considerare legittimamente impedito a comparire e non può, quindi, essere dichiarato contumace; nè rileva in contrario il fatto che egli non abbia manifestato tempestivamente la sua volontà di essere presente al dibattimento, chiedendo quindi al giudice la rimozione del suddetto impedimento, atteso che non è configurabile a suo carico un siffatto obbligo, mentre spetta comunque al giudice il dovere di porre l'imputato in grado di esercitare il suo diritto di essere presente al giudizio.

Cassazione penale sez. I  13 febbraio 2001 n. 13593  

 

Nell'ipotesi di astensione degli avvocati dalle udienze, qualora alla prima udienza si prenda atto in presenza del difensore di fiducia dell'assenza ingiustificata dell'imputato e se ne dichiari la contumacia, disponendo solo successivamente il rinvio per l'astensione del difensore, l'avviso orale del rinvio sostituisce la citazione per l'imputato dichiarato contumace, atteso che questi è rappresentato in dibattimento dal difensore ex art. 487 c.p.p.

Cassazione penale sez. III  18 dicembre 2000 n. 5941  

 

Qualora con la comparsa in giudizio dell'imputato già dichiarato contumace, venga meno la situazione di fatto che ha dato luogo a detta dichiarazione, la contumacia viene a cessare indipendentemente dall'eventuale mancata pronuncia del formale provvedimento di revoca previsto dall'art. 487 comma 3 c.p.p. Ne consegue che non è neppure dovuta all'imputato, in tal caso, la successiva notificazione dell'avviso di deposito della sentenza, con il relativo estratto, prevista dall'art. 548 comma 3 c.p.p.

Cassazione penale sez. I  19 novembre 1999 n. 6381  

 

Qualora, con la comparsa in giudizio dell'imputato già dichiarato contumace, venga meno la situazione di fatto che ha dato luogo a detta dichiarazione, la contumacia viene a cessare indipendentemente dall'eventuale mancata pronuncia del formale provvedimento di revoca previsto dall'art. 487, comma 3, c.p.p. Ne consegue che non è neppure dovuta all'imputato, in tal caso, la successiva notifica dell'avviso di deposito della sentenza, con il relativo estratto, prevista dall'art. 548, comma 3, c.p.p.

Cassazione penale sez. I  19 novembre 1999 n. 6381  

 

In tema di dichiarazione di contumacia dell'imputato, il termine indicato dall'art. 487, comma 5, c.p.p., relativo alla prova dell'impedimento a comparire, deve intendersi quello in cui la comunicazione del motivato impedimento dell'imputato perviene presso l'ufficio del giudice e non quello successivo in cui, per le più varie cause, lo stesso viene portato effettivamente a conoscenza di costui. (Fattispecie relativa ad arrivo di un fax che comunicava l'impedimento alla cancelleria del giudice diciotto minuti prima della lettura del dispositivo in pubblica udienza).

Cassazione penale sez. I  07 giugno 1999 n. 9546  

 

Deve ritenersi illegittima, perché emessa in violazione dell'art. 486 comma 1 c.p.p. e, quindi, viziata da nullità generale ai sensi degli art. 487 comma 4 e 178 lett. c) dello stesso codice, l'ordinanza con cui il giudice del dibattimento dichiari la contumacia dell'imputato ritenendo che la duplice documentazione medica prodotta, emessa il giorno prima dell'udienza ed attestante un grave ascesso dentario con iperpiressia a 38 gradi, non certifichi l'assoluto impedimento dell'imputato tale da giustificare la sua mancata comparizione.

Corte appello Perugia  19 aprile 1999

 

Qualora nella contumacia dell'imputato ed in presenza del sostituto del difensore di fiducia (avendo quest'ultimo comunicato la propria volontà di aderire all'astensione dalle udienze proclamata dall'associazione di categoria), venga disposto il rinvio dell'udienza, non vi è necessità che la data della nuova udienza venga comunicata al difensore assente e neppure all'imputato, rappresentato, a tutti gli effetti, ai sensi dell' art. 487 comma 2 c.p.p., dal difensore presente.

Cassazione penale sez. V  30 aprile 1998 n. 9362  

 

In tema di ricusazione, qualora la causa idonea a giustificare la dichiarazione di ricusazione divenga nota durante la udienza dibattimentale, la eventuale contumacia dell'imputato non rileva ai fini di impedire la decadenza dalla facoltà di proporre la dichiarazione di ricusazione, poiché la dichiarazione di contumacia comporta la impossibilità di eccepire la ignoranza dello svolgimento del processo e dei relativi atti e provvedimenti, tanto che l'art. 487 c.p.p. stabilisce che l'imputato è rappresentato nel dibattimento dal difensore.

Cassazione penale sez. VI  29 ottobre 1997 n. 4226  



 
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