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Codice proc. penale agg.  al  23 Apr 2015
 
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Art. 491 cod. proc. penale: Questioni preliminari

1. Le questioni concernenti la competenza per territorio o per connessione, le nullità indicate nell’articolo 181 commi 2 e 3, la costituzione di parte civile, la citazione o l’intervento del responsabile civile e della persona civilmente obbligata per la pena pecuniaria e l’intervento degli enti e delle associazioni previsti dall’articolo 91 sono precluse se non sono proposte subito dopo compiuto per la prima volta l’accertamento della costituzione delle parti e sono decise immediatamente.

2. La disposizione del comma 1 si applica anche alle questioni concernenti il contenuto del fascicolo per il dibattimento e la riunione o la separazione dei giudizi, salvo che la possibilità di proporle sorga soltanto nel corso del dibattimento.

3. Le questioni preliminari sono discusse dal pubblico ministero e da un difensore per ogni parte privata. La discussione deve essere contenuta nei limiti di tempo strettamente necessari alla illustrazione delle questioni. Non sono ammesse repliche.

4. Il giudice provvede in merito agli atti che devono essere acquisiti al fascicolo per il dibattimento ovvero eliminati da esso.

5. Sulle questioni preliminari il giudice decide con ordinanza.


Giurisprudenza annotata

Questioni preliminari

In tema di procedimento davanti al giudice monocratico, è abnorme, e quindi ricorribile per cassazione, il provvedimento con cui il giudice del dibattimento dichiara la nullità del decreto di citazione a giudizio, per omessa celebrazione dell'udienza preliminare, dopo che sono state compiute le formalità indicate dall'art. 491 c.p.p., in quanto esse, per effetto della previsione dell'art. 550, comma 3, c.p.p., segnano il momento dal quale tali nullità devono ritenersi sanate. (Annulla senza rinvio, Trib. Paola, 26/11/2013 )

Cassazione penale sez. VI  08 luglio 2014 n. 39931  

 

Qualora il decreto che dispone il giudizio destinato all'imputato venga per errore notificato presso lo studio del difensore di fiducia invece che al domicilio validamente eletto, sussiste una nullità non assoluta, ma a regime intermedio, come tale deducibile a pena di decadenza nei termini previsti dall'art. 491 c.p.p., in quanto l'atto deve ritenersi comunque giunto a conoscenza dell'interessato (Fattispecie nella quale, pur essendo intervenuta la revoca dell'elezione di domicilio, il difensore di fiducia, la cui nomina non era stata del pari revocata, non aveva formulato alcuna osservazione sulla regolarità della notificazione del decreto che dispone il giudizio emesso dal g.u.p.). (Annulla con rinvio, App. Genova, 13/11/2013 )

Cassazione penale sez. VI  24 giugno 2014 n. 29677  

 

La notificazione del decreto di citazione a giudizio in luogo diverso dal domicilio dichiarato o eletto dall'imputato integra, quando non idonea a far venire meno una reale conoscenza dell'atto, una nullità soltanto relativa, sanata se non eccepita subito dopo l'accertamento della costituzione delle parti (art 491 c.p.p.), in quanto la nullità assoluta ed insanabile si verifica solo se la notificazione sia stata del tutto omessa o, se eseguita in forme diverse da quelle prescritte per legge processuale, si sia tradotta in una mancata conoscenza dell'atto da parte dell'imputato.

Cassazione penale sez. VI  24 giugno 2014 n. 29677  

 

La violazione da parte del p.m. del termine per la presentazione dell'imputato al giudice per il procedimento con il rito direttissimo non comporta una nullità di ordine generale, ma relativa, che, in quanto tale, deve essere dedotta e nei termini di cui all'art. 491, comma 1, c.p.p., rientrando fra quelle previste dall'art. 181 stesso codice. (Fattispecie in cui la Corte ha ritenuto sanata la nullità dall'opzione dell'imputato per il rito abbreviato). (Rigetta, App. Milano, 27/01/2012 )

Cassazione penale sez. VI  07 maggio 2014 n. 34558  

 

La violazione da parte del pubblico ministero del termine per la presentazione dell'imputato al giudice per il procedimento con il rito direttissimo non comporta una nullità di ordine generale, ma relativa, che, in quanto tale, deve essere denunciata ai sensi e nei termini di cui all'art. 491 comma 1 c.p.p., rientrando fra quelle previste dall'art. 181 dello stesso codice.

Cassazione penale sez. VI  07 maggio 2014 n. 34558

 

La speciale competenza stabilita dall'art. 11, comma 3, c.p.p. per i procedimenti connessi a quello riguardante magistrati ha natura di competenza per territorio ed è, pertanto, rilevabile, ai sensi dell'art. 21, comma 2, c.p.p., prima della conclusione della udienza preliminare o, se questa manchi, entro il termine previsto dall'art. 491, comma 1, c.p.p.

Cassazione penale sez. V  29 aprile 2014 n. 26563  

 

In tema di incompetenza per materia, l'incompetenza del tribunale a conoscere alcuni dei reati ascritti all'imputato in quanto di competenza del giudice di pace, ove non costituisca oggetto di eccezione di parte, tempestivamente proposta, nel termine, stabilito a pena di decadenza, dall'art. 491, comma 1, c.p.p., non può essere rilevata d'ufficio dal giudice di legittimità, non sussistendo alcuna nullità e stante la tassatività della previsione normativa in materia. (Annulla senza rinvio, Trib. Gorizia, 07/06/2012 )

Cassazione penale sez. V  22 gennaio 2014 n. 15727  

 

L'eccezione di incompetenza territoriale, ritualmente prospettata nel termine di cui all'art. 491 c.p.p. e respinta dal giudice, può essere riproposta con i motivi di impugnazione senza, però, poter introdurre argomentazioni ulteriori rispetto a quelle originarie, anche se queste ultime potrebbero giustificare uno spostamento della competenza. (Fattispecie in cui la Corte ha ritenuto che non potessero in nessun modo essere rivalutati in sede di legittimità i nuovi argomenti proposti, a sostegno dell'eccezione di incompetenza territoriale, per la prima volta con i motivi di appello). Annulla in parte senza rinvio, App. Genova, 25/10/2012

Cassazione penale sez. II  13 dicembre 2013 n. 1415  

 

Mutato medio tempore il domicilio, la notifica effettuata presso il primo domicilio realizza una semplice irregolarità da eccepire, in quanto atto preliminare al dibattimento, nei tempi dell'art. 491 c.p.p., e non successivamente (ad esempio, come nel caso di specie, per la prima volta in sede di ricorso per Cassazione). L'insanabilità del vizio, invece, sussiste solo nel caso di notifica assolutamente omessa o mancante, e in questo caso la nullità è invocabile in ogni stato e grado del giudizio senza preclusioni temporali o di fase processuale.

Cassazione penale sez. IV  12 dicembre 2013 n. 4388  

 

Non sussiste la nullità di cui all'art. 178, comma 1, lett. c) c.p.p. qualora la formazione del fascicolo del dibattimento avvenga in assenza del contraddittorio delle parti, considerato che l'udienza di cui all'art. 431 c.p.p. non comporta preclusioni di sorta e non pregiudica in alcun modo le esigenze della difesa, in quanto tutte le questioni in essa proponibili possono essere riproposte nella fase preliminare del dibattimento ex art. 491 c.p.p.

Cassazione penale sez. II  03 dicembre 2013 n. 51740  

 

In tema di condizioni di procedibilità, non trova applicazione la preclusione di cui all'art. 491 comma secondo c.p.p., ne consegue che il giudice d'appello ha l'obbligo di disporre, anche d'ufficio, l'acquisizione al fascicolo per il dibattimento dell'atto di querela, nel caso in cui sorgano questioni sull'accertamento della sua proposizione e non risultino dagli atti elementi decisivi tali da farla ritenere omessa. Annulla con rinvio, App. Milano, 21/02/2013

Cassazione penale sez. II  28 novembre 2013 n. 3187  

 

La nullità del decreto che dispone il giudizio per insufficiente enunciazione del fatto ha natura di nullità relativa, sicché non può essere rilevata d'ufficio, ma deve essere eccepita, a pena di decadenza, entro il termine previsto dall'art. 491 c.p.p. Annulla con rinvio, App. Trieste, 02/04/2012

Cassazione penale sez. VI  24 ottobre 2013 n. 50098  

 

La norma dell'art. 491 comma 5 c.p.p., che prescrive che sulle questioni preliminari il giudice decide con ordinanza, non è sanzionata da nullità, cosicché ove il giudice del dibattimento decida la questione preliminare insieme al merito, l'imputato non può dolersene, sia perché nessun danno gli deriva e sia perché comunque l'ordinanza che risolve questioni preliminari è impugnabile solo con la sentenza che definisce il dibattimento. (Fattispecie nella quale la Corte ha escluso la configurabilità di una nullità nel caso in cui il giudice del dibattimento non trattato con autonoma ordinanza l'eccepita nullità del decreto di latitanza). Rigetta, App. Genova, 02/10/2012

Cassazione penale sez. VI  27 settembre 2013 n. 43962  

 

Le questioni preliminari relative alla costituzione di parte civile devono essere poste, ai sensi dell'art. 491 c.p.p., subito dopo che sia stato compiuto, per la prima volta, l'accertamento della regolare costituzione delle parti e devono essere decise immediatamente, con la conseguenza che qualora la prima udienza - compiuto il predetto accertamento - si concluda senza che sia stata sollevata la questione, la proposizione di quest'ultima deve ritenersi preclusa nelle successive udienze, né l'ammissione della costituzione di parte civile può essere in seguito contestata in sede di impugnazione. Annulla in parte con rinvio, App. Lecce, 06/12/2012

Cassazione penale sez. VI  26 settembre 2013 n. 49057  



 
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