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Codice proc. penale agg.  al  23 Apr 2015
 
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Art. 502 cod. proc. penale: Esame a domicilio di testimoni, periti e consulenti tecnici

1. In caso di assoluta impossibilità di un testimone, di un perito o di un consulente tecnico a comparire per legittimo impedimento, il giudice, a richiesta di parte, può disporne l’esame nel luogo in cui si trova, dando comunicazione, a norma dell’articolo 477 comma 3, del giorno, dell’ora e del luogo dell’esame.

2. L’esame si svolge con le forme previste dagli articoli precedenti, esclusa la presenza del pubblico. L’imputato e le altre parti private sono rappresentati dai rispettivi difensori. Il giudice, quando ne è fatta richiesta, ammette l’intervento personale dell’imputato interessato all’esame.


Giurisprudenza annotata

Esame a domicilio di testimoni, periti e consulenti tecnici

Il ricorso alla disciplina di cui all'art. 502 c.p.p. deve ritenersi consentito in tutti i casi in cui, anche per ragioni contingenti e occasionali, viene a determinarsi una situazione di impossibilità assoluta (e quindi di legittimo impedimento) del teste a comparire nella pubblica udienza, con l'effetto che, in tale ipotesi, è legittimo escutere il teste nel luogo dove al momento si trova, escludendo la presenza del pubblico e dell'imputato (salvo che quest'ultimo abbia fatto richiesta in senso contrario) purché venga assicurato il contraddittorio con la presenza dei difensori. (Nella specie, un testimone - tossicodipendente in trattamento riabilitativo - recatosi in tribunale per rendere la deposizione, era stato colto da un grave stato di agitazione psichica che lo aveva posto nella impossibilità di partecipare al pubblico dibattimento; in tale situazione l'organo giudicante aveva adottato la decisione - ritenuta corretta dalla Corte suprema - di escutere il teste in un ambiente adiacente all'aula di udienza senza la presenza del pubblico e degli imputati, che non avevano richiesto di assistere).

Cassazione penale sez. VI  02 marzo 2000 n. 6589  

 

La disciplina dettata dall'art. 502 c.p.p. per l'esame a domicilio di testimoni, periti e consulenti tecnici, qualora costoro si trovino nell'assoluta impossibilità di comparire per legittimo impedimento, può trovare applicazione anche quando detta impossibilità sia determinata da ragioni contingenti ed occasionali. Peraltro, anche l'eventuale applicazione della suddetta disciplina in casi non riconducibili all'ambito di operatività della norma in questione integra soltanto una mera irregolarità, rimanendo per converso esclusa, in difetto di espressa previsione, ogni sanzione di nullità o inutilizzabilità della prova assunta, sempre che risultino garantiti il diritto al contraddittorio e quello di difesa). (Nella specie, in applicazione del principio di cui alla prima parte della massima, è stato ritenuto che correttamente fosse stata qualificata come causa di assoluta impossibilità di comparire per legittimo impedimento quella costituita da un "grave stato di agitazione psichica" nel quale, anche secondo il giudizio tecnico espresso da uno psicologo, si era venuto a trovare un soggetto che era all'epoca in trattamento riabilitativo da tossicodipendenza e doveva deporre come teste in un procedimento a carico di persone imputate di cessione illegale di stupefacenti).

Cassazione penale sez. VI  02 marzo 2000 n. 6589  

 

La "ratio" dell'art. 513 c.p.p. è quella di garantire l'oralità del dibattimento assicurando con tutti i mezzi possibili (una possibilità che deve essere concreta ed attuale, non ipotetica ed astratta, e che deve essere valutata anche in relazione ai tempi del dibattimento), la presenza dell'imputato di reato connesso, sia nel caso di accompagnamento coattivo, sia nel caso di esame a domicilio, mentre il concetto di rogatoria, alla luce dello stesso art. 513 assume un contenuto limitato alla richiesta di citazione o di consegna dell'imputato connesso all'autorità estera, al fine di assicurare la presenza al dibattimento, presenza che non sarebbe assicurata da un esame per rogatoria all'estero, poiché in tal caso l'esame sarebbe atto proprio dell'autorità giudiziaria straniera, Non può disporsi esame a domicilio, poiché, per il principio della "lex loci" (art. 27 preleggi c.c.) la norma di cui all'art. 502 c.p.p. può essere applicata fuori dal territorio dello Stato.

Tribunale Milano  29 aprile 1992



 
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