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Codice proc. penale agg.  al  23 Apr 2015
 
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Art. 509 cod. proc. penale: Sospensione del dibattimento per esigenze istruttorie

1. Nei casi previsti dagli articoli 495 comma 4, 506 e 507 il giudice, qualora non sia possibile provvedere nella medesima udienza, sospende il dibattimento per il tempo strettamente necessario, fissando la data della nuova udienza.


Giurisprudenza annotata

Sospensione del dibattimenti per esigenze istruttorie

Il disposto dell'art. 596, comma ultimo c.p., nella parte in cui esclude la punibilità dell'autore della diffamazione ove la persona cui il fatto è attribuito venga condannata per il fatto stesso, non pone alcuna questione di pregiudizialità, poiché considera la sentenza di condanna come fatto giuridico destinato a svolgere effetti specifici in virtù della suddetta norma sostanziale e non già per il suo riferimento e collegamento alla definizione di questioni risolte in altro procedimento, secondo l'ottica propria della disciplina contenuta nell'art. 18 del codice di rito abrogato e nell'art. 2 dell'attuale codice di procedura. Ciò non esclude, peraltro, che il giudice del processo di diffamazione adotti provvedimento di sospensione - espressamente previsto dall'art. 509 c.p.p., vigente - ove la condanna del soggetto diffamato per il fatto attribuito si prospetti quale fatto giuridico anche solo virtuale. (La S.C. ha ritenuto abnorme l'ordinanza di sospensione del dibattimento, assunta dal giudice senza considerare che nel caso di specie si profilava l'altra causa di esclusione della punibilità, ipotizzata dall'art. 596, comma 3, n. 1 c.p., della prova della verità del fatto dedotto nella diffamazione, consentita in ragione della qualità di pubblico ufficiale della persona diffamata, nel momento in cui l'istruzione dibattimentale non era ancora esaurita, dovendo essere escusso un teste, addotto in proposito).

Cassazione penale sez. V  21 ottobre 1992



 
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