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Codice proc. penale agg.  al  23 Apr 2015
 
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Art. 512 cod. proc. penale: Lettura di atti per sopravvenuta impossibilità di ripetizione

1. Il giudice, a richiesta di parte, dispone che sia data lettura degli atti assunti dalla polizia giudiziaria, dal pubblico ministero, dai difensori delle parti private e dal giudice nel corso della udienza preliminare quando, per fatti o circostanze imprevedibili, ne è divenuta impossibile la ripetizione.

1-bis. È sempre consentita la lettura dei verbali relativi all’acquisizione ed alle operazioni di distruzione degli atti di cui all’articolo 240.


Giurisprudenza annotata

Lettura di atti per sopravvenuta impossibilità di ripetizione

È possibile acquisire la denuncia del querelante deceduto, ma se non emergano ulteriori elementi di prova tali da controbilanciare, con solide garanzie, l'equità del processo non è possibile affermare, al di là di ogni ragionevole dubbio, la responsabilità dell'imputato. (Nel caso di specie, si trattava di un tentativo di truffa in cui il testimone principale era la persona offesa, querelante deceduto, e dinnanzi ad una tesi difensiva degli imputati che negavano totalmente l'accaduto il giudice assolveva perché il fatto non sussiste).

Tribunale La Spezia  09 marzo 2015 n. 213

 

La sentenza di condanna che si basi unicamente o in misura determinante su una testimonianza resa in fase di indagine da un soggetto che l'imputato non sia stato in grado di interrogare nel corso del dibattimento, integra una violazione dell'art. 6 Cedu - così come interpretato da ultimo dalla sentenza della Corte EDU del 15 dicembre 2011, Al Khawaja e tahery c/ Regno Unito - a condizione che il pregiudizio così arrecato ai diritti di difesa non sia stato controbilanciato da elementi sufficienti ovvero da solide garanzie procedurali in grado da assicurare l'equità del processo nel suo insieme. (Nel caso di specie, si trattava di reato di tentata truffa nei confronti del titolare di un ristorante, querelante poi deceduto, al quale veniva proposto da parte di un soggetto dichiaratosi appartenere ad una società del gruppo RCS una pubblicità al prezzo di Euro 400,00 facendogli sottoscrivere una proposta di commissione. Il querelante accertava che il soggetto non apparteneva ad alcuna società del gruppo RCS. Veniva acquisita la querela ex art. 512 c.p.p., ma poiché gli imputati negavano totalmente l'accaduto affermando di non aver mai lavorato per una società del gruppo RCS, il giudice assolveva perché il fatto non sussiste).

Tribunale La Spezia  09 marzo 2015 n. 213  

 

Deve essere respinto il ricorso che eccepisce l'inutilizzabilità delle dichiarazioni rese dalla persona offesa del reato in sede di denuncia o querela, essendo il soggetto deceduto nelle more del giudizio, atteso che la morte di qualunque uomo costituiscee un evento certus in an ma incertus in quando (a detta della Corte, i giudici del merito ben avevano fatto a respingere l'analoga eccezione sollevata in appello; infatti il querelante, sebbene in età avanzata, non presentava in sede di denuncia condizioni patologiche tali da far presagire l'imminenza di un simile evento e dunque tali da escludere l'utilizzabilità in processo delle sue dichiarazioni ai sensi dell'art. 512 c.p.p.).

Cassazione penale sez. II  07 gennaio 2015 n. 509  

 

La valutazione della non ripetibilità dell'atto o delle dichiarazioni, che ne legittima la lettura ai sensi dell'art. 512 c.p.p., anche se non assoluta e demandata in via esclusiva al libero convincimento del giudice di merito, deve essere adeguatamente motivata e ispirata a criteri di rigore e di logicità, in quanto rappresenta una eccezione al principio di oralità del dibattimento. (Nella specie la Corte ha ritenuto immune da vizi logici la decisione con cui era stata disposta la lettura delle dichiarazioni rese dalla persona offesa per il pericolo di ingravescenza delle sue condizioni di salute, già compromesse da patologie come diabete, glaucoma, coronaropatia, cardiopatia ed incontinenza emotiva). (Dichiara inammissibile, App. Torino, 28/01/2014 )

Cassazione penale sez. II  10 ottobre 2014 n. 44570

 

In tema di letture consentite, ex art. 431 e 511 c.p.p., la querela può essere inserita nel fascicolo per il dibattimento ed è utilizzabile ai soli fini della procedibilità dell'azione penale, con la conseguenza che da essa il giudice non può trarre elementi di convincimento al fine della ricostruzione storica della vicenda, tranne che per circostanze o fatti imprevedibili, risulti impossibile la testimonianza dell'autore della denuncia-querela; in tal caso, infatti, la lettura è consentita, ai sensi dell'art. 512 c.p.p., anche per utilizzarne il contenuto ai fini della prova. Ne consegue che, in assenza dei presupposti di cui all'art. 512 c.p.p., la querela non può essere utilizzata per le contestazioni ex art. 500 c.p.p., trattandosi di documento redatto dalla persona offesa e non di un verbale contenente dichiarazioni precedentemente rese dal testimone. (Dichiara inammissibile, App. Campobasso, 02/07/2013 )

Cassazione penale sez. V  06 ottobre 2014 n. 51711

 

Ai fini della lettura di dichiarazioni predibattimentali ai sensi dell'art. 512 c.p.p., l'imprevedibilità della impossibilità di ripetizione dell'atto va valutata con criterio "ex ante", avuto riguardo non a mere possibilità o evenienze astratte ed ipotetiche, ma sulla base di conoscenze concrete, di cui la parte interessata poteva disporre fino alla scadenza del termine entro il quale avrebbe potuto chiedere l'incidente probatorio. (Rigetta, App. Milano, 17/07/2013 )

Cassazione penale sez. II  16 settembre 2014 n. 49007  

 

Non si può dare luogo alla lettura, ai sensi dell’art. 512 c.p.p., della querela e delle sommarie informazioni rese dalla persona offesa in assenza dei requisiti per procedere legittimamente alla lettura di tali atti (nella specie non vi era prova certa che la persona offesa che sarebbe dovuta essere escussa come teste si fosse trasferita definitivamente all’estero).

Tribunale Perugia  06 settembre 2014 n. 1504  

 

Non può costituire unica fonte di prova ai fini della dichiarazione di responsabilità dell'imputato la lettura delle sommarie informazioni testimoniali rese dalla persona offesa in fase di indagini preliminari, resasi poi non rintracciabile, seppure legittimamente acquisite ex art. 512 c.p.p., così come stabilito dalla Corte di Strasburgo che ha nel tempo consolidato il principio in base al quale la regola della prova unica o determinante prevede che vi debba essere il controesame.

Tribunale La Spezia  26 maggio 2014 n. 558  

 

La lettura dibattimentale delle dichiarazioni rese alla polizia giudiziaria da testimoni cittadini stranieri - per sopravvenuta impossibilità di ripetizione dell'esame testimoniale ai sensi dell'art. 512 c.p.p. - è legittima nel caso in cui il teste risulti irreperibile e tale irreperibilità non risulti prevedibile al momento della precedente assunzione delle sue dichiarazioni: pertanto il giudice deve valutare tutti gli elementi che possono avere rilevanza ai fini del giudizio sulla prevedibilità o meno della successiva irreperibilità del testimone, dando completa e logica motivazione del proprio giudizio.

Tribunale Napoli sez. I  12 marzo 2014 n. 2894



 
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