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Codice proc. penale agg.  al  17 Apr 2015
 
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Art. 523 cod. proc. penale: Svolgimento della discussione

1. Esaurita l’assunzione delle prove, il pubblico ministero e successivamente i difensori della parte civile, del responsabile civile, della persona civilmente obbligata per la pena pecuniaria e dell’imputato formulano e illustrano le rispettive conclusioni, anche in ordine alle ipotesi previste dall’articolo 533, comma 3-bis.

2. La parte civile presenta conclusioni scritte, che devono comprendere, quando sia richiesto il risarcimento dei danni, anche la determinazione del loro ammontare.

3. Il presidente dirige la discussione e impedisce ogni divagazione, ripetizione e interruzione.

4. Il pubblico ministero e i difensori delle parti private possono replicare; la replica è ammessa una sola volta e deve essere contenuta nei limiti strettamente necessari per la confutazione degli argomenti avversari.

5. In ogni caso l’imputato e il difensore devono avere, a pena di nullità, la parola per ultimi se la domandano.

6. La discussione non può essere interrotta per l’assunzione di nuove prove, se non in caso di assoluta necessità. Se questa si verifica, il giudice provvede a norma dell’articolo 507.

 

 

 


Giurisprudenza annotata

Svolgimento della discussione

Nel giudizio di legittimità non può tenersi conto delle conclusioni inviate in cancelleria, a mezzo telefax, dal difensore della parte civile, dovendo egli, in virtù dell'espresso richiamo effettuato dall'art. 614, comma 1, c.p.p., alle norme regolanti lo svolgimento della discussione nei giudizi di merito di primo e di secondo grado, formulare e illustrare oralmente le proprie conclusioni in udienza, facendo seguire alle stesse la presentazione di una sintesi scritta, a norma dell'art. 523, comma 2, c.p.p. (Dichiara inammissibile, App. Messina, 07/06/2013 )

Cassazione penale sez. II  06 giugno 2014 n. 38713  

 

La facoltà dell'imputato di rendere in ogni stato del dibattimento le dichiarazioni che ritiene opportune, purché esse si riferiscano all'oggetto dell'imputazione, va coordinata con la previsione del comma sesto dell'art. 523 c.p.p., in base al quale l'interruzione della discussione può essere giustificata solo dall'assoluta necessità di assunzione di nuove prove, talché, non essendo assimilabili le dichiarazioni spontanee dell'imputato a nuove prove, deve escludersi la facoltà dello stesso imputato di rendere dette dichiarazioni, fermo restando il suo diritto di avere la parola per ultimo, se lo richiede. (Rigetta, App. Napoli, 08/11/2012 )

Cassazione penale sez. II  06 maggio 2014 n. 33666  

 

La disciplina prevista per lo svolgimento della discussione in dibattimento dall'art. 523 c.p.p., secondo il quale è possibile la replica ed in ogni caso l'imputato e il difensore devono avere la parola per ultimi se la domandano, non trova applicazione nei procedimenti in camera di consiglio. (Fattispecie nella quale il ricorrente lamentava che i difensori degli indagati non avevano concluso per ultimi, e che una espressa richiesta di replica, dopo le conclusioni del p.m., era stata respinta).

Cassazione penale sez. IV  02 febbraio 2011 n. 12482  

 

Non è abnorme l'ordinanza con cui il giudice di pace rigetti - in ragione dell'assenza all'udienza del difensore che aveva sottoscritto l'atto e della parte offesa - l'istanza di costituzione di parte civile, in quanto, in tal caso, il giudice adotta il predetto provvedimento - ancorché in violazione dell'art. 82 c.p.p., che prevede la revoca della costituzione di parte civile solo nel caso di mancata presentazione delle conclusioni nel dibattimento di primo grado, ex art. 523 c.p.p., e non già di semplice mancata comparizione all'udienza - nell'esercizio del potere spettantegli in ordine alla verifica della ritualità della costituzione ed immanenza della parte civile. Ne deriva che detto provvedimento non è strutturalmente e funzionalmente abnorme, mancando di contenuto decisorio e non pregiudicando l'esercizio dell'azione risarcitoria in sede civile. Dichiara inammissibile, Giud.pace Olbia, 03 Maggio 2010

Cassazione penale sez. IV  19 gennaio 2011 n. 10653  

 

La nullità per la violazione del diritto di replica spettante all'imputato ed al difensore (art. 523 comma 5 c.p.p.), rientra tra le nullità relative prima della chiusura del dibattimento e va eccepita immediatamente.

Cassazione penale sez. III  14 luglio 2010 n. 35457  

 

Nel giudizio di legittimità non può tenersi conto delle conclusioni inviate in cancelleria, a mezzo telefax, dal difensore della parte civile, dovendo egli, in virtù dell'espresso richiamo effettuato dall'art. 614, comma 1, c.p.p., alle norme regolanti lo svolgimento della discussione nei giudizi di merito di primo e di secondo grado, formulare e illustrare oralmente le proprie conclusioni in udienza, facendo seguire alle stesse la presentazione di una sintesi scritta, a norma dell'art. 523, comma 2, c.p.p. Dichiara inammissibile, App. Messina, 03 maggio 2006

Cassazione penale sez. VI  07 gennaio 2010 n. 22209

 

In tema di procedimento disciplinare nei confronti di magistrati, quando l'udienza davanti alla Sezione disciplinare del Consiglio superiore della magistratura si svolge in camera di consiglio, non si applica la disciplina prevista dall'art. 523 c.p.p. per l'ordine della discussione finale in dibattimento.

Cassazione civile sez. un.  23 dicembre 2009 n. 27291  

 

La parte civile è legittimata a proporre appello contro la sentenza di assoluzione (nella specie perché il fatto non costituisce reato), chiedendo la verifica di responsabilità dell'imputato per il reato agli effetti civili, qualora abbia presentato, nel precedente grado di giudizio, le conclusioni ai sensi dell'art. 523 c.p.p., e, pertanto, non abbia revocato la sua costituzione nel processo penale. (La Corte ha osservato che l'appello della parte civile non può ritenersi inammissibile per genericità dei motivi, ex art. 581, comma 1, lett. c) e 591, comma 1, lett. c) c.p.p., perché la questione relativa alla responsabilità dell'imputato, contiene implicito riferimento alle conclusioni non accolte nella sentenza di primo grado, di assoluzione dell'imputato, e tali conclusioni si intendono richiamate quantomeno per mero rinvio alla stessa sentenza). Annulla senza rinvio, App. Reggio Calabria, 12 dicembre 2008

Cassazione penale sez. V  02 luglio 2009 n. 31904  

 

Non si configura l'ipotesi di revoca tacita della costituzione di parte civile per mancata presentazione delle conclusioni (art. 523 c.p.p.), allorché la parte si richiami alle conclusioni presentate all'atto della costituzione oppure siano verbalizzate le richieste relative al risarcimento del danno, alla concessione di provvisionale o alla rifusione delle spese.

Tribunale Bologna sez. I  30 luglio 2008 n. 1993  



 
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