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Codice proc. penale agg.  al  17 Apr 2015
 
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Art. 528 cod. proc. penale: Lettura del verbale in camera di consiglio

1. Qualora sia necessaria la lettura del verbale di udienza redatto con la stenotipia ovvero l’ascolto o la visione di riproduzioni fonografiche o audiovisive di atti del dibattimento, il giudice sospende la deliberazione e procede in camera di consiglio alle operazioni necessarie, con l’assistenza dell’ausiliario ed eventualmente del tecnico incaricato della documentazione.


Giurisprudenza annotata

Lettura del verbale in camera di consiglio

La segretezza della deliberazione in camera di consiglio non esige che i componenti dell'organo giudicante stiano in condizione di isolamento, e quindi di materiale segregazione, per tutto il periodo compreso dall'inizio al termine della deliberazione e non abbiano conseguentemente contatti, ovviamente nei momenti di interruzione della deliberazione, con persone estranee. Annulla con rinvio, Ass.App. Salerno, 19/01/2011

Cassazione penale sez. I  21 febbraio 2012 n. 9236  

 

L'art. 525, comma 1 c.p.p. dispone che la sentenza è deliberata subito dopo la chiusura del dibattimento, ma ciò non significa che il giudice, una volta entrato in camera di consiglio, debba necessariamente uscirne con la sentenza già deliberata. Infatti, il comma 3 dello stesso articolo dispone che la deliberazione può essere sospesa nel caso previsto dall'art. 528 stesso codice o in caso di assoluta impossibilità e, comunque, le citate disposizioni non escludono che il giudice possa adottare una deliberazione diversa dalla sentenza che definisce il giudizio, pronunciando un'ordinanza con la quale disponga una ulteriore attività dibattimentale, quale l'assunzione di nuove prove di confronti fra testi già sentiti, l'espletamento di una perizia, la rinnovazione di una citazione che sia risultata nulla ecc.

Cassazione penale sez. I  14 gennaio 1993

 

La trascrizione entro tre giorni dei nastri impressi con i caratteri della stenotipia (art. 483 comma 2 c.p.p.) non viola il diritto all'assistenza difensiva, in quanto non è ricollegabile al diritto di immediata verifica della fedeltà e completezza del verbale (art. 482 comma 2), la prima presuppone infatti nastri già impressi e quindi un dibattimento già esaurito, mentre il secondo riguarda invece un verbale in formazione: giusta ma maggiore complessità di formalizzazione del verbale stenotipico. È infondata la questione di illegittimità costituzionale degli art. 483 comma 2, 482 comma 2, 528 c.p.p. in relazione agli art. 3 e 24 comma 2 cost.: la trascrizione del verbale stenotipico entro tre giorni non altera il diritto di difesa, comunque esercitabile con i rimedi esperibili; nè viola il principio di razionalità e parità di trattamento, in quanto la facoltà di richiedere l'immediata interpretazione del verbale (ex art. 528 c.p.p.) spetta solo al giudice (e non anche alla parte) perché è il giudice che deve deliberare mentre le parti hanno già concluso.

Corte appello Venezia  13 ottobre 1992

 

È infondata la questione di illegittimità costituzionale degli art. 483 comma 2, 482 comma 2, 528 c.p.p., in relazione agli art. 3 e 24 comma 2 Cost.; la trascrizione del verbale stenotipico entro tre giorni non altera il diritto di difesa, comunque esercitabile con i rimedi esperibili; nè viola il principio di razionalità e parità di trattamento, in quanto la facoltà di richiedere l'immediata interpretazione del verbale (ex art. 528 c.p.p.) spetta solo al giudice (e non anche alla parte) perché è il giudice che deve deliberare mentre le parti hanno già concluso.

Corte appello Venezia  13 ottobre 1992



 
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