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Codice proc. penale agg.  al  9 Apr 2015
 
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Art. 544 cod. proc. penale: Redazione della sentenza

1. Conclusa la deliberazione, il presidente redige e sottoscrive il dispositivo. Subito dopo è redatta una concisa esposizione dei motivi di fatto e di diritto su cui la sentenza è fondata.

2. Qualora non sia possibile procedere alla redazione immediata dei motivi in camera di consiglio, vi si provvede non oltre il quindicesimo giorno da quello della pronuncia.

3. Quando la stesura della motivazione è particolarmente complessa per il numero delle parti o per il numero e la gravità delle imputazioni, il giudice, se ritiene di non poter depositare la sentenza nel termine previsto dal comma 2, può indicare nel dispositivo un termine più lungo, non eccedente comunque il novantesimo giorno da quello della pronuncia.

3-bis. Nelle ipotesi previste dall’articolo 533, comma 3-bis, il giudice provvede alla stesura della motivazione per ciascuno dei procedimenti separati, accordando precedenza alla motivazione della condanna degli imputati in stato di custodia cautelare. In tal caso il termine di cui al comma 3 è raddoppiato per la motivazione della sentenza cui non si è accordata precedenza.


Giurisprudenza annotata

Redazione della sentenza

Il giudice di pace deve depositare la motivazione della sentenza entro giorni quindici dalla lettura del dispositivo, qualora non la detti a verbale, essendogli preclusa la possibilità di autoassegnarsi un termine più lungo ai sensi dell'art. 544 comma 3 c.p.p.; conseguentemente, la motivazione depositata oltre il quindicesimo giorno deve ritenersi depositata fuori termine e il termine per impugnare è comunque quello di giorni trenta, decorrenti dal giorno in cui è avvenuta la notificazione dell'avviso di deposito, ai sensi degli art. 548 comma 2 e 585, commi 1 lett. b) e 2, c.p.p..

Cassazione penale sez. II  19 febbraio 2015 n. 10057  

 

L'art. 32 d.lg. n. 274/2000, secondo cui il giudice di pace deve depositare la motivazione entro 15 giorni se non la detta a verbale, comporta che questo non possa assegnarsi autonomamente un termine diverso e maggiore; infatti, ciò non è consentito proprio dall'art. 32 cit., in deroga all'art. 544 c.p.p., per cui non trova applicazione l'art. 2 d.lg. n. 274/2000, secondo cui le norme del codice sono estese nei procedimenti davanti al giudice di pace, a meno che non sia diversamente stabilito. Di conseguenza, la motivazione depositata oltre i 15 giorni deve ritenersi depositata fuori termine ed il termine per impugnare è di 30 giorni, decorrenti dal giorno in cui è avvenuta la notifica, ai sensi degli artt. 548, comma 2, e 585, commi 1 e 2, c.p.p..

Cassazione penale sez. V  28 maggio 2014 n. 43493

 

In tema di impugnazioni, la previsione di cui all'art. 32 d.lg. 28 agosto 2000 n. 274 - per la quale, il g.d.p. deve depositare la motivazione entro 15 giorni qualora non la detti a verbale - implica che quest'ultimo non possa autoassegnarsi un termine diverso e maggiore, non consentito dal predetto art. 32, che riveste carattere derogatorio rispetto all'art. 544 c.p.p., con la conseguenza che non può trovare applicazione l'art. 2 del citato d.lg., che prevede l'estensione delle norme del codice di rito nei procedimenti innanzi al giudice di pace, a meno che non sia diversamente stabilito. Ne deriva che la motivazione depositata oltre il quindicesimo giorno deve ritenersi depositata fuori termine, ed inoltre che il termine per impugnare è quello di giorni trenta, decorrenti dal giorno in cui sia avvenuta la notificazione, nella specie dell'estratto contumaciale, ai sensi degli art. 548 comma 2 e 585 commi 1 lett. b) e 2 c.p.p. (Dichiara inammissibile, Giud.paceLecco,sez.dis.Missaglia, 01/07/2013 )

Cassazione penale sez. IV  11 aprile 2014 n. 21243  

 

In merito all'inizio del procedimento disciplinare nei confronti dell'appartenente ai ruoli dell'Amministrazione della pubblica sicurezza (ex art. 9, sesto comma, del D.P.R. n. 737/1981), con riferimento al termine di giorni 120 dalla data di pubblicazione della sentenza penale, quest'ultima è da ritenere pubblicata alla data di lettura del dispositivo in udienza a norma dell'art. 545 del codice di procedura penale nei soli casi in cui in pari data si proceda alla redazione contestuale della motivazione; mentre nei casi in cui ciò non sia possibile e la redazione della motivazione venga differita a data successiva ai sensi dell'art. 544 la pubblicazione coincide, ai fini della decorrenza del suddetto termine, con la data di deposito della motivazione in cancelleria, atteso che solo con tale adempimento viene ad esistenza la parte di sentenza che costituisce il contenuto sul quale possono fondarsi le valutazioni che l'Amministrazione è chiamata ad assumere in ordine all'esercizio dell'azione disciplinare.

Consiglio di Stato sez. I  07 marzo 2014 n. 3278

 

Nel caso i cui i termini per la redazione della sentenza, indicati nel dispositivo ai sensi dell'art. 544 comma 3 c.p.p., siano stati prorogati con il provvedimento disciplinato dall'art. 154 comma 4 bis disp. att. c.p.p., i termini per l'impugnazione decorrono dalla scadenza del termine risultante dal provvedimento di proroga che deve essere sempre tempestivamente comunicato e notificato alle parti del processo. (Annulla in parte con rinvio, App. Napoli, 23/05/2012 )

Cassazione penale sez. VI  28 febbraio 2014 n. 15477  

 

Qualora, nel caso di sentenza contumaciale, il giudice; dopo essersi assegnato, ai sensi dell'art. 544, comma 3, c.p.p., un determinato termine per il deposito della motivazione, provveda anticipatamente a tale incombenza e di ciò, ai sensi dell'art. 544, comma 3, c.p.p., venga dato avviso all'imputato, deve ritenersi che quest'ultimo possa comunque fruire, per la proposizione dell'impugnazione, del termine stabilito dall'art. 585, lett. c), c.p.p., con decorrenza, ove anche la notifica dell'avviso sia stata precedente alla data di scadenza originariamente fissata per il deposito della motivazione, da detta ultima data e non da quella della notifica.

Cassazione penale sez. VI  12 febbraio 2014 n. 13447  

 

Il ricorso per cassazione avverso le sentenze della sezione disciplinare del Consiglio superiore della magistratura, secondo la disciplina introdotta dall'art. 24 del d.lg.23 febbraio 2006 n. 109, come modificato dall'art. 1, comma 3, della legge n. 269 del 2006, applicabile ai procedimenti promossi dopo l'entrata in vigore del citato decreto (19 giugno 2006) va proposto "nei termini e con le forme previsti dal c.p.p.". Conseguentemente, per il combinato disposto degli art. 585, comma 1, lett. b)e comma 2, lett. c)e 544, comma 2, del c.p.p., con riferimento alle sentenze la cui motivazione non sia stata redatta contestualmente, ma sia stata depositata nel termine ordinario stabilito dall'art. 19, comma 2, del citato decreto legislativo, il termine previsto per l'impugnazione, a pena di decadenza, è di trenta giorni dalla scadenza di quello previsto dalla legge per il deposito della motivazione.

Cassazione civile sez. un.  26 marzo 2013 n. 7527  

 

Il termine per la redazione della sentenza di cui all'art. 544 c.p.p., alla scadenza del quale decorre il termine per proporre impugnazione a norma dell'art. 585 c.p.p., non è soggetto alla sospensione nel periodo feriale prevista dall'art. 1 della legge 7 ottobre 1969, n. 742; ne consegue che il deposito della stessa in tale periodo, che avvenga nel termine fissato, tiene luogo di notifica per il pubblico ministero e per le parti, ivi compreso l'imputato non contumace, iniziando, dalla scadenza del termine indicato del comma secondo della norma o in quello diverso indicato dal giudice per i casi di cui al comma terzo, a decorrere quello dei trenta o quarantacinque giorni previsto per una rituale impugnazione, soggetto peraltro a sospensione sino al termine del periodo feriale.

Cassazione penale sez. I  30 novembre 2012 n. 1801  

 

Il provvedimento di sospensione dei termini di custodia cautelare durante la pendenza del termine per il deposito della sentenza, prorogato dal giudicante ai sensi dell'art. 544, comma terzo, cod. proc. pen., in considerazione della ritenuta particolare complessità della stesura della motivazione, può essere motivato anche soltanto attraverso il richiamo del disposto degli artt. 304, comma primo, lett. c) e dell'art. 544, comma terzo, cod. proc. pen., che enunciano specificamente i presupposti che consentono la dilazione dell'ordinario termine di deposito della sentenza e, correlativamente, la sospensione dei termini di durata massima della custodia cautelare. Rigetta, Trib. lib. L'Aquila, 23/04/2012

Cassazione penale sez. II  23 ottobre 2012 n. 4823  

 

Nell’ipotesi in cui nel verbale di udienza il giudice dà atto che la motivazione è contestuale, il termine per la presentazione dell'appello è di giorni quindici decorrenti dalla lettura della motivazione in udienza, ex art. 585 comma 1 lett. a) e 544 comma 1 c.p.p.

Corte appello Perugia  29 marzo 2012 n. 264  

 

Il provvedimento di sospensione dei termini di durata della custodia cautelare per il tempo di redazione della sentenza indicato ai sensi dell'art. 544 comma 3 c.p.p. ha natura dichiarativa, non implicando alcuna valutazione discrezionale, e può essere assunto anche successivamente alla lettura del dispositivo, sempreché i termini di custodia cautelare relativi alla fase in atto non siano già decorsi. La sospensione dei termini può, altresì, essere disposta d'ufficio e senza alcuna necessità di instaurazione del contraddittorio.

Ufficio Indagini preliminari Milano  20 marzo 2012

 

La comparizione in giudizio dell'imputato già dichiarato contumace determina il venir meno della situazione di fatto che aveva dato luogo alla relativa declaratoria, sicché la contumacia viene a cessare indipendentemente dalla esistenza di un formale provvedimento di revoca. Ne deriva che, in tal caso, il termine per proporre appello avverso la sentenza del giudice di pace depositata nel pieno rispetto del termine di cui all'art. 544, comma 2, c.p.p., decorre dalla scadenza del termine di deposito della motivazione, ex art. 585, comma 2, lett. c), c.p.p.

Cassazione penale sez. V  26 ottobre 2011 n. 1784  



 
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