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Codice proc. penale agg.  al  21 Apr 2015
 
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Art. 55 cod. proc. penale: Funzioni della polizia giudiziaria

1. La polizia giudiziaria deve, anche di propria iniziativa, prendere notizia dei reati, impedire che vengano portati a conseguenze ulteriori, ricercarne gli autori, compiere gli atti necessari per assicurare le fonti di prova e raccogliere quant’altro possa servire per l’applicazione della legge penale.

2. Svolge ogni indagine e attività disposta o delegata dall’autorità giudiziaria.

3. Le funzioni indicate nei commi 1 e 2 sono svolte dagli ufficiali e dagli agenti di polizia giudiziaria.


Giurisprudenza annotata

Eccesso colposo

Per quanto attiene al rapporto tra omicidio volontario, legittima difesa ed eccesso colposo, la reazione legittima dev'essere necessaria per salvaguardare il bene in pericolo, ponendosi in tal caso l'aggressione come unico modo per salvare il diritto minacciato, nel rispetto della proporzionalità dell'offesa nei confronti del bene minacciato. Il requisito della proporzione dev'essere sempre escluso, quindi, nel caso di conflitto fra beni eterogenei, allorché la consistenza dell'interesso leso (vita o incolumità fisica) sia più rilevante sul piano dei valori costituzionali, rispetto a quello minore difeso (riconosciuta, nella specie, l'attenuante dell'eccesso colposo di legittima difesa in capo all'imputato che, a seguito di una colluttazione, aveva disarmato la vittima in stato di ebbrezza, ferendola mortalmente con diversi colpi all'addome).

Cassazione penale sez. I  05 novembre 2014 n. 51070

 

La norma di cui all'art. 55 c.p. non può trovare applicazione in assenza di scriminante; in effetti, non può essere configurato l'eccesso colposo previsto in mancanza di una situazione di effettiva sussistenza della singola scriminante, di cui si eccedono colposamente i limiti.

Cassazione penale sez. I  14 febbraio 2014 n. 15742  

 

L'eccesso colposo in legittima difesa non comporta l'assoluzione dell'imputato ma la riqualificazione del reato addebitatogli come reato colposo con conseguente applicazione delle disposizioni concernenti i delitti colposi, considerato che l'art. 55 c.p. non configura alcuna fattispecie scriminante o esimente, limitandosi a ribadire in tema di cause di giustificazione la disciplina generale dell'errore e della colpa di cui agli art. 43 e 47 c.p. (In applicazione del principio di cui in massima la S.C. ha censurato la decisione del giudice di merito - che aveva assolto l'imputato dal reato di omicidio preterintenzionale aggravato, ritenendo che lo stesso avesse agito in stato di legittima difesa ancorché con reazione eccessiva rispetto all'entità del pericolo - anziché provvedere alla riqualificazione del fatto come omicidio colposo, ex art. 589 c.p.). (Annulla con rinvio, G.u.p. Trib. Venezia, 19/12/2012 )

Cassazione penale sez. V  13 febbraio 2014 n. 11806  

 

Non è legittimamente invocabile l'eccesso colposo in legittima difesa da parte dell'imputato il quale, dopo aver disarmato la vittima che lo aveva minacciato con una pistola, riesca a frapporre tra sé e l'avversario l'ostacolo di una autovettura in sosta ed in quella situazione esploda al suo indirizzo due colpi di pistola il secondo dei quali con esito mortale, giacchè ormai al di fuori esso imputato di una situazione per sé pericolosa suscettibile di diversa valutazione apprezzabile per colpa.

Cassazione penale sez. I  11 dicembre 2013 n. 6118  

 

L'accertato contesto di rissa impone di escludere la scriminante della legittima difesa e tanto impedisce, alla radice, di configurare l'ipotesi dell'eccesso.

Cassazione penale sez. I  18 aprile 2013 n. 23883  

 

Non può essere configurato l'eccesso colposo previsto dall'art. 55 c.p. in mancanza di una situazione di effettiva sussistenza della singola scriminante, di cui si eccedono colposamente i limiti. Rigetta, Ass. App. Roma, 20/12/2011

Cassazione penale sez. I  10 aprile 2013 n. 18926  

 

Il riconoscimento o l'esclusione della legittima difesa, reale o putativa, e dell'eccesso colposo nella stessa costituiscono un giudizio di fatto, insindacabile in sede di legittimità quando gli elementi di prova siano stati puntualmente accertati e logicamente valutati dal giudice di merito. Dichiara inammissibile, Ass.App. Roma, 13/10/2011

Cassazione penale sez. I  19 febbraio 2013 n. 3148  

 

Non sussistono i presupposti essenziali della legittima difesa, costituiti da un'aggressione ingiusta e da una reazione legittima del soggetto, quando sia evidente la sproporzione tra evento subito e condotta estrema posta in essere. Parimenti deve escludersi l'eccesso colposo che sottintende i presupposti della scriminante con il superamento dei limiti a quest'ultima collegati, quando si sia accertato l'inadeguatezza della reazione difensiva, sicché, per l'eccesso nell'uso dei mezzi a disposizione dell'aggredito in un preciso contesto spazio temporale, si debba escludere che quest'ultimo sia dovuto ad un mero errore di valutazione delle circostanze, ma sia stato invece consapevole e volontario, per cui non rientrante nello schema delineato dall'art. 55 c.p. (Fattispecie in tema di investimento di pedone da parte di automobilista in stato di ebbrezza).

Cassazione penale sez. I  29 novembre 2012 n. 1490  

 

Deve escludersi la ricorrenza della eccesso colposo di legittima difesa quando, alla luce di un giudizio ex ante che tenga conto delle effettive dinamiche fattuali della vicenda, emerga con chiarezza la reale volontà omicida dell'imputato ed in particolare la sproporzione del mezzo di difesa utilizzato, specie quando si tratti di un arma da fuoco (nella specie, la vicenda riguardava l'uccisione dell'ex marito di una donna, scaturita in seguito ad una lite furibonda tra la vittima e la donna, nel corso della quale era intervenuto l'attuale compagno della stessa che aveva dapprima iniziato una colluttazione con l'antagonista, per poi estrarre una pistola facendo esplodere un colpo mortale che aveva raggiunto l'addome della vittima).

Cassazione penale sez. I  06 novembre 2012 n. 27595  

 

Sussiste l'eccesso colposo quando il soggetto agente travalica i limiti stabiliti dalla scriminante sussistente nel caso concreto (nella specie, un uomo era morto per asfissia in quanto degli agenti di polizia, dopo averlo ammanettato, lo avevano spinto a terra e mantenuto in posizione prona, salendogli a turno sulla schiena, e, nonostante l'uomo continuasse a dimenarsi, gli avevano praticato un'eccessiva pressione sul dorso, tanto da limitarne grandemente le capacità respiratorie. A detta della Corte, nella vicenda gli operanti erano andati ben al di là dei comportamenti loro permessi dalle scriminanti codificate negli artt. 51 e 52 c.p., e ciò a cagione di un errore di fatto, determinato da negligenza ed imperizia che li aveva portati a valutare in maniera distorta le reazioni dell'ammanettato, stante la incontrovertibile prevedibilità degli esiti potenzialmente lesivi della loro condotta).

Cassazione penale sez. IV  13 dicembre 2011 n. 34137  

 

Ai fini della configurabilità dell'eccesso colposo di legittima difesa, occorre preliminarmente accertare l'eventuale inadeguatezza della reazione difensiva, per eccesso nell'uso dei mezzi a disposizione dell'aggredito nel particolare contesto spaziale e temporale nel quale si svolsero i fatti, e successivamente procedere all'ulteriore differenziazione tra eccesso dovuto ad errore di valutazione ed eccesso consapevole e volontario, poiché soltanto il primo rientra nello schema dell'eccesso colposo, mentre il secondo costituisce scelta volontaria, estranea alla predetta scriminante. (Fattispecie nella quale si è ritenuto che la volontà dell'imputato fosse scientemente rivolta a sopprimere la vittima, in difetto di necessità difensive). Annulla in parte con rinvio, Ass.App. Milano, 16/06/2010

Cassazione penale sez. I  22 novembre 2011 n. 47662  

 

La condotta di chi, trovandosi nell'altrui abitazione, si rifiuta di ottemperare alla volontà espressa dai titolare dello "jus excludendi", va apprezzata come comportamento, suscettibile di valutazione a sensi del capoverso dell'art. 614 c.p., e la contestuale reazione dell'avente diritto, ricorrendone le condizioni, ben può essere scriminata a sensi dell'art. 51 o 52 c.p. Sicché, le lesioni, derivate dall'azione posta in essere dal titolare dello "jus prohibendi", in danno della persona destinataria dell'esercizio concreto del diritto di esclusione, possono essere del pari scriminate, oppure inquadrabili nella residuale previsione dell'art. 55 c.p. sotto il profilo dell'eccesso colposo. Il fatto che il luogo tutelato sia uno studio professionale non fa ad esso perdere la qualità di luogo non aperto indiscriminatamente al pubblico e neppure priva il professionista stesso del diritto di escludere dall'ingresso dei propri locali - o di invitare ad allontanarsene - le persone che egli ritenga di non ammettere, per qualunque motivo non contrario alla legge.

Cassazione penale sez. VI  17 dicembre 2010 n. 3014  

 

Ogniqualvolta sia ravvisabile una contestualità spazio-temporale tra il pericolo occorso a sé o ad altri e la reazione sproporzionata dell'agente - collegata senza soluzione di continuità alla legittima difesa - e non vi sia prova che l'imputato abbia inteso dolosamente superare i limiti della scriminante, sussistono gli estremi dell'eccesso colposo di legittima difesa.

Tribunale Milano sez. III  03 novembre 2010



 
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