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Codice proc. penale agg.  al  9 Apr 2015
 
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Art. 551 cod. proc. penale: Procedimenti connessi

1. Nel caso di procedimenti connessi, se la citazione diretta a giudizio è ammessa solo per alcuni di essi, il pubblico ministero presenta per tutti la richiesta di rinvio a giudizio a norma dell’articolo 416


Giurisprudenza annotata

Procedimenti connessi.

Il disposto di cui all'art. 551 c.p.p., secondo il quale, "nel caso di procedimenti connessi, se la citazione diretta a giudizio è ammessa solo per alcuni di essi, il pubblico ministero presenta per tutti la richiesta di rinvio a giudizio a norma dell'art. 416", implica che, verificandosi la suddetta condizione, il pubblico ministero è anche facoltizzato a chiedere per tutti, in luogo del rinvio a giudizio, l'instaurazione del giudizio immediato.

Cassazione penale sez. VI  10 dicembre 2013 n. 14816  

 

Ai sensi e per gli effetti di cui all'art. 551 c.p.p. la sentenza penale irrevocabile di condanna ha efficacia di giudicato - nel giudizio civile (o amministrativo) promosso per il risarcimento del danno nei confronti del condannato - "quanto all'accertamento della sussistenza del fatto, della sua illiceità penale nonché all'affermazione che l'imputato lo ha commesso". Per "fatto" accertato dal giudice penale deve intendersi i nucleo oggettivo del reato nella sua materialità fenomenica costituita dall'accadimento oggettivo, configurato dalla condotta, evento e nesso di causalità materiale tra l'una e l'altro (fatto principale) e le circostanze di tempo, luogo e modi d svolgimento di esso. Ne consegue che, mentre nessuna efficacia vincolante esplica, nel giudizio civile, il giudizio penale - e cioè l'apprezzamento e la vantazione di tali elementi - la ricostruzione storico-dinamica di essi è invece preclusiva di un nuovo accertamento da parte del giudice civile, che non può procedere ad una diversa ed autonoma ricostruzione dell'episodio.

Tribunale Milano sez. X  31 gennaio 2007 n. 1158  

 

È manifestamente inammissibile, per difetto di motivazione sulla rilevanza, la q.l.c., in riferimento agli art. 3, 24, 111 cost., degli art. 393, 394 e 551 c.p.p.

Corte Costituzionale  16 maggio 1997 n. 141  

 

È inammissibile la richiesta di incidente probatorio svolta dal difensore della persona offesa in quanto presentata da soggetto non legittimato, la legge richiedendo che la richiesta di incidente probatorio sia presentata dalla parte personalmente (art. 551 comma 3 e 394 comma 1 c.p.p.) ciò desumendosi sia da argomenti letterali (la legge indica solo "la persona offesa" quale legittimato), sia da argomenti sistematici (dall'art. 394 comma 2 c.p.p.) desumendosi che l'eventuale ordinanza di reiezione viene notificata alla sola parte offesa personalmente.

Procura della Repubblica Torino  23 dicembre 1989



 
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