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Codice proc. penale agg.  al  9 Apr 2015
 
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Art. 552 cod. proc. penale: Decreto di citazione a giudizio

1. Il decreto di citazione a giudizio contiene:

a) le generalità dell’imputato o le altre indicazioni personali che valgono a identificarlo nonché le generalità delle altre parti private, con l’indicazione dei difensori;

b) l’indicazione della persona offesa, qualora risulti identificata;

c) l’enunciazione del fatto, in forma chiara e precisa, delle circostanze aggravanti e di quelle che possono comportare l’applicazione di misure di sicurezza, con l’indicazione dei relativi articoli di legge;

d) l’indicazione del giudice competente per il giudizio nonché del luogo, del giorno e dell’ora della comparizione, con l’avvertimento all’imputato che non comparendo sarà giudicato in contumacia;

e) l’avviso che l’imputato ha facoltà di nominare un difensore di fiducia e che, in mancanza, sarà assistito dal difensore di ufficio;

f) l’avviso che, qualora ne ricorrano i presupposti, l’imputato, prima della dichiarazione di apertura del dibattimento di primo grado, può presentare le richieste previste dagli articoli 438 e 444 ovvero presentare domanda di oblazione;

g) l’avviso che il fascicolo relativo alle indagini preliminari è depositato nella segreteria del pubblico ministero e che le parti e i loro difensori hanno facoltà di prenderne visione e di estrarne copia;

h) la data e la sottoscrizione del pubblico ministero e dell’ausiliario che lo assiste.

1-bis. Qualora si proceda per taluni dei reati previsti dall’articolo 590, terzo comma, del codice penale, il decreto di citazione a giudizio deve essere emesso entro trenta giorni dalla chiusura delle indagini preliminari. (1)

1-ter. Qualora si proceda per taluni dei reati previsti dall’articolo 590, terzo comma, del codice penale, la data di comparizione di cui al comma 1, lettera d), è fissata non oltre novanta giorni dalla emissione del decreto. (1)

2. Il decreto è nullo se l’imputato non è identificato in modo certo ovvero se manca o è insufficiente l’indicazione di uno dei requisiti previsti dalle lettere c), d), e) ed f) del comma 1. Il decreto è altresì nullo se non è preceduto dall’avviso previsto dall’articolo 415-bis, nonché dall’invito a presentarsi per rendere l’interrogatorio ai sensi dell’articolo 375, comma 3, qualora la persona sottoposta alle indagini lo abbia richiesto entro il termine di cui al comma 3 del medesimo articolo 415-bis.

3. Il decreto di citazione è notificato all’imputato, al suo difensore e alla parte offesa almeno sessanta giorni prima della data fissata per l’udienza di comparizione. Nei casi di urgenza, di cui deve essere data motivazione, il termine è ridotto a quarantacinque giorni.

4. Il decreto di citazione è depositato dal pubblico ministero nella segreteria unitamente al fascicolo contenente la documentazione, gli atti e le cose indicati nell’articolo 416, comma 2.


Giurisprudenza annotata

Decreto di citazione a giudizio

La violazione del termine a comparire, previsto dall’art. 552, comma 3, c.p.p., non determina nullità assoluta del decreto di citazione a giudizio, bensì una nullità generale di carattere intermedio, rilevabile d’ufficio ex art. 180 c.p.p. e deducibile, ex art. 182, comma 2, c.p.p., dalla parte interessata all'osservanza della norma violata, a pena di decadenza, prima dell'apertura del dibattimento, senza che, peraltro, la comparizione in giudizio del solo difensore comporti sanatoria della nullità, posto che l’impossibilità di dichiarare la contumacia dell’imputato impedisce che questi sia rappresentato dal difensore stesso, con conseguente necessità di rinnovazione della notifica.

Cassazione penale sez. V  08 luglio 2014 n. 42850  

 

In tema di citazione a giudizio, non vi è incertezza sui fatti descritti nella imputazione quando questa contenga, con adeguata specificità, i tratti essenziali del fatto di reato contestato, in modo da consentire all'imputato di difendersi. (Fattispecie in cui la Corte ha ritenuto corretta la decisione impugnata che aveva escluso la genericità o l'indeterminatezza di una imputazione per il delitto di violenza privata che faceva riferimento al concorso dell'imputato con persone non identificate, in luoghi non tutti determinati e in tempi individuati con l'espressione "fino al "). (Annulla in parte senza rinvio, App. Napoli, 25/05/2012 )

Cassazione penale sez. V  18 ottobre 2013 n. 6335  

 

Secondo il disposto dell'art. 552 c.p.p. per i casi di citazione diretta a giudizio ai sensi dell'art. 550, comma 2, lett. g), c.p.p., il relativo decreto è colpito da nullità se non preceduto dall'avviso previsto dall'art. 415 bis c.p.p. in tal modo è replicata la norma generale dell'art. 416 c.p.p.. Detta nullità investe un atto non del Tribunale ma del Pubblico Ministero: il decreto di citazione diretta a giudizio, compromettendo ovviamente tutti gli atti conseguenti. Pertanto la restituzione degli atti deve essere disposta con riferimento al Pubblico ministero procedente.

Cassazione penale sez. II  08 ottobre 2013 n. 43319  

 

Non è abnorme il provvedimento che, lungi dall'essere avulso dal sistema, costituisce espressione dei poteri riconosciuti al giudice dall'ordinamento e che non determini la stasi del procedimento, potendo essere rinnovato dal P.M. al quale è stato trasmesso (nella specie, la Corte ha sottolineato che il giudice a quo, rilevata la irritualità del decreto di citazione a giudizio nella parte relativa alla mancata indicazione del giudice presso il quale doveva essere celebrato il dibattimento ai sensi dell'art. 552, comma 1, lett. d) c.p.p., nel restituirlo al P.M., implicitamente ritenendone la nullità, aveva esercitato un potere riconosciuto dalla legge, che non aveva determinato alcuna stasi del processo, giacché il vizio, che inficiava il provvedimento, era agevolmente sanabile da parte dell'organo che lo aveva emesso, con la sua rinnovazione mediante la precisa indicazione dei requisiti di legge).

Cassazione penale sez. VI  20 febbraio 2013 n. 10375  

 

Non costituisce motivo di nullità del decreto di citazione a giudizio l'erronea indicazione della data del commesso reato, trattandosi di mera irregolarità che non impedisce all'imputato di articolare in modo compiuto le proprie difese. (Fattispecie in cui la data di commissione del reato indicata nel 21 aprile invece del 22 marzo, che non aveva, però, impedito all'imputato di difendersi nel merito delle accuse). Dichiara inammissibile, App. Trieste, 2/05/2012

Cassazione penale sez. I  31 gennaio 2013 n. 38703  

 

La mancata sottoscrizione del decreto di citazione a giudizio da parte dell'ausiliario del p.m. costituisce mera irregolarità e non comporta alcuna nullità, in quanto non è espressamente prevista dall'art. 552, comma 2, c.p.p. e non rientra tra le previsioni generali di cui all'art. 178 c.p.p. Rigetta, App. Salerno, 08/03/2011

Cassazione penale sez. III  23 ottobre 2012 n. 45818  

 

Non è meritevole di accoglimento l'eccezione sollevata dalla difesa circa la nullità del decreto di citazione diretta a giudizio per omessa osservanza dei termini di cui all'art. 552 comma 3 c.p.p. qualora il computo dei giorni ricompresi tra la notifica dell'avviso e la fissazione dell'udienza, detratti i giorni di sospensione feriale dei termini, sia inferiore a sessanta posto che l'istituto della sospensione feriale dei termini processuali nel periodo feriale, incide sui termini che hanno scadenza nel periodo indicato (1 agosto - 15 settembre) mentre non rileva ai fini del computo dei termini "liberi" di comparizione in giudizio. Esso non può, pertanto, trovare applicazione con riferimento alla notifica del decreto di citazione diretta a giudizio, i cui termini non devono, quindi, rimanere sospesi nel detto periodo.

Tribunale Milano sez. V  29 novembre 2011

 

Il decreto di citazione a giudizio è nullo per incertezza assoluta del fatto oggetto dell'imputazione non nel caso della semplice "indeterminatezza" dell'imputazione, ma soltanto quando l'imputato non sia stato di fatto posto in grado di intendere i termini concreti dell'accusa e di predisporre un'adeguata difesa. (Nella specie, relativa alla contestazione del reato di bancarotta semplice documentale, l'imputato aveva dedotto la nullità della contestazione per il fatto che questa non specificava quali scritture non fossero state regolarmente tenute; la Corte ha rigettato la doglianza evidenziando come il giudice di merito avesse potuto apprezzare che l'imputato, nel corso del procedimento, aveva avuto la possibilità di difendersi sul punto).

Cassazione penale sez. fer.  05 agosto 2010 n. 31407  



 
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Commenti
30 Mar 2016 Alessandro Schillaci

Segnalo agli amministratori di questo pregevole sito che la massima citata in riferimento a Cass. Sez. V, 8 luglio 2014, n. 42850 non trova riscontro alcuno nella motivazione della sentenza, vertendo questa su profili differenti rispetto alla mancata osservanza del termine di comparizione ex art. 552 c.p.p..

Suggerisco in sostituzione di richiamare: Cass. Sez. III, 8 novembre 2012, n. 45948 (si veda pag. 2). In aggiunta anche Cass., Sez. IV, 11 febbraio 2014, n. 18554 (si veda pag. 4).

Cordialmente

Avv. Alessandro Schillaci