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Codice proc. penale agg.  al  9 Apr 2015
 
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Art. 558 cod. proc. penale: Convalida dell’arresto e giudizio direttissimo

1. Gli ufficiali o gli agenti di polizia giudiziaria che hanno eseguito l’arresto in flagranza o che hanno avuto in consegna l’arrestato lo conducono direttamente davanti al giudice del dibattimento per la convalida dell’arresto e il contestuale giudizio, sulla base della imputazione formulata dal pubblico ministero. In tal caso citano anche oralmente la persona offesa e i testimoni e avvisano il difensore di fiducia o, in mancanza, quello designato di ufficio a norma dell’articolo 97, comma 3.

2. Quando il giudice non tiene udienza, gli ufficiali o gli agenti di polizia giudiziaria che hanno eseguito l’arresto o che hanno avuto in consegna l’arrestato gliene danno immediata notizia e presentano l’arrestato all’udienza che il giudice fissa entro quarantotto ore dall’arresto. Non si applica la disposizione prevista dall’articolo 386, comma 4.

3. Il giudice al quale viene presentato l’arrestato autorizza l’ufficiale o l’agente di polizia giudiziaria a una relazione orale e quindi sente l’arrestato per la convalida dell’arresto.

4. Se il pubblico ministero ordina che l’arrestato in flagranza sia posto a sua disposizione, lo può presentare direttamente all’udienza, in stato di arresto, per la convalida e il contestuale giudizio, entro quarantotto ore dall’arresto. Si applicano al giudizio di convalida le disposizioni dell’art. 391, in quanto compatibili. (1)

4-bis. Salvo quanto previsto dal comma 4-ter, nei casi di cui ai commi 2 e 4 il pubblico ministero dispone che l’arrestato sia custodito in uno dei luoghi indicati nel comma 1 dell’articolo 284. In caso di mancanza, indisponibilità o inidoneità di tali luoghi, o quando essi sono ubicati fuori dal circondario in cui è stato eseguito l’arresto, o in caso di pericolosità dell’arrestato, il pubblico ministero dispone che sia custodito presso idonee strutture nella disponibilità degli ufficiali o agenti di polizia giudiziaria che hanno eseguito l’arresto o che hanno avuto in consegna l’arrestato. In caso di mancanza, indisponibilità o inidoneità di tali strutture, o se ricorrono altre specifiche ragioni di necessità o di urgenza, il pubblico ministero dispone con decreto motivato che l’arrestato sia condotto nella casa circondariale del luogo dove l’arresto è stato eseguito ovvero, se ne possa derivare grave pregiudizio per le indagini, presso altra casa circondariale vicina. (2)

4-ter. Nei casi previsti dall’articolo 380, comma 2, lettere e-bis) ed f), il pubblico ministero dispone che l’arrestato sia custodito presso idonee strutture nella disponibilità degli ufficiali o agenti di polizia giudiziaria che hanno eseguito l’arresto o che hanno avuto in consegna l’arrestato. Si applica la disposizione di cui al comma 4-bis, terzo periodo. (2)

5. Se l’arresto non è convalidato, il giudice restituisce gli atti al pubblico ministero. Il giudice procede tuttavia a giudizio direttissimo quando l’imputato e il pubblico ministero vi consentono.

6. Se l’arresto è convalidato a norma dei commi precedenti, si procede immediatamente al giudizio.

7. L’imputato ha facoltà di chiedere un termine per preparare la difesa non superiore a cinque giorni. Quando l’imputato si avvale di tale facoltà, il dibattimento è sospeso fino all’udienza immediatamente successiva alla scadenza del termine.

8. Subito dopo l’udienza di convalida, l’imputato può formulare richiesta di giudizio abbreviato ovvero di applicazione della pena su richiesta. In tal caso il giudizio si svolge davanti allo stesso giudice del dibattimento. Si applicano le disposizioni dell’articolo 452, comma 2.

9. Il pubblico ministero può, altresì, procedere al giudizio direttissimo nei casi previsti dall’articolo 449, commi 4 e 5.


Giurisprudenza annotata

Convalida dell'arresto e giudizio direttissimo

Il legittimo impedimento che non permette la presenza fisica dell'arrestato all'udienza non è ostativo alla richiesta di convalida dell'arresto e contestuale giudizio direttissimo, ai sensi dell'art. 558 c.p.p. (nella specie, era stato convalidato l'arresto dell'imputata, anche se la stessa non era stata presente all'udienza di convalida e contestuale giudizio direttissimo, in quanto ricoverata per essere sottoposta ad intervento chirurgico).

Cassazione penale sez. VI  18 dicembre 2014 n. 53850  

 

Il legittimo impedimento che non permette la presenza fisica dell'arrestato all'udienza non è ostativo alla richiesta di convalida dell'arresto e contestuale giudizio direttissimo, presentata ai sensi dell'art. 558 c.p.p. (Annulla con rinvio, Trib. Pistoia, 17/12/2013 )

Cassazione penale sez. VI  18 dicembre 2014 n. 53850  

 

Ai fini del rispetto del termine di quarantotto ore previsto dall’art. 558, comma 4, c.p.p. per la rituale instaurazione del giudizio di convalida dell’arresto e del contestuale giudizio direttissimo è necessaria e sufficiente la presentazione dell’arrestato al magistrato in udienza, mentre è irrilevante che entro tale termine il giudice prenda effettiva cognizione dei fatti ove egli sia impegnato in altro incombente della stessa natura, essenziale solo essendo che, terminata tale contestuale attività, abbia inizio, senza soluzione di continuità, il giudizio richiesto.

Cassazione penale sez. VI  26 novembre 2013 n. 21  

 

Il termine di quarantotto ore dal momento dell'arresto fissato dall'art. 558 comma 4 c.p.p. è riferito alla presentazione della richiesta di convalida da parte del pubblico ministero, rimanendo irrilevanti l'orario di effettiva cognizione dei fatti da parte del giudicante, ove tale differimento si verifichi in ragione dell'oggettiva impossibilità a procedervi per l'impegno in altra attività della stessa natura, ovvero l'orario in cui interviene il provvedimento di convalida del giudice, ove questo venga pronunciato in continuità con lo svolgimento dell'udienza. (La Corte, annullando senza rinvio l'ordinanza di mancata convalida di un arresto in flagranza per evasione, ha precisato che nella specie il rispetto del termine fosse attestato dall'orario di ricezione degli atti da parte del giudice e dalla verifica della richiamata continuità dell'attività di questi). Annulla senza rinvio, Trib. Palermo, 29/04/2013

Cassazione penale sez. VI  26 novembre 2013 n. 21  

 

Ai fini del rispetto del termine di quarantotto ore prescritto dal comma 4 dell'art. 558 c.p.p. per la presentazione da parte del pubblico ministero dell'arrestato all'udienza per la convalida e il contestuale giudizio direttissimo, è sufficiente la "presentazione" all'udienza, non rilevando che l'udienza per la convalida abbia inizio successivamente alla scadenza del detto termine, dopo la conclusione della celebrazione di altro giudizio già in corso al momento della presentazione, e neppure l'orario in cui interviene il provvedimento di convalida del giudice, ove questo venga pronunciato in continuità dello svolgimento dell'udienza. Infatti, la disposizione che autorizza, nel termine indicato, la presentazione dell'arrestato al magistrato in udienza, presuppone solo lo svolgimento dell'attività in atto da parte del giudice, non l'immediata cognizione del caso specificamente oggetto dell'arresto di cui si richiede la convalida. (Da queste premesse, è stato accolto il ricorso del pubblico ministero, con conseguente annullamento senza rinvio dell'ordinanza con cui il giudice aveva invece ritenuto di non convalidare l'arresto, assumendo erroneamente che non fosse stato rispettato il termine per lo svolgimento dell'udienza di convalida, in conseguenza dell'arrivo degli atti quaranta minuti prima della scadenza di detto termine, nell'impossibilità per il giudice di procedere subito all'udienza in quanto contestualmente impegnato nella medesima attività, per altro procedimento).

Cassazione penale sez. VI  26 novembre 2013 n. 21

 

Il testo della disposizione processuale di cui all'art. 558 comma 4 c.p.p., che la sua successiva interpretazione, consentono di ritenere tempestiva la presentazione dell'arrestato al magistrato in udienza nel termine indicato, irrilevante divenendo successivamente l'orario di effettiva cognizione dei fatti da parte del giudicante, ove tale differimento si verifichi per l'oggettiva impossibilità di svolgimento dell'incombente, realizzata in conseguenza dell'esecuzione da parte del magistrato competente di altra attività della stessa natura, o l'orario in cui interviene il provvedimento di convalida del giudice, ove questo venga pronunciato in continuità dello svolgimento dell'udienza (nella specie, l'arrestato era stato condotto dinanzi al giudice nelle 48 ore successive alla privazione della libertà poiché la richiesta di convalida dell'arresto risultava depositata prima della scadenza di tale termine, mentre la circostanza che materialmente l'udienza si fosse tenuta oltre tale arco temporale si era verificata solo a seguito della indisponibilità del giudice, impegnato in altro incombente della medesima natura, che aveva imposto lo svolgimento del procedimento di convalida a seguito dell'esaurimento del precedente intervento).

Cassazione penale sez. VI  26 novembre 2013 n. 21  

 

Ai fini del rispetto del termine di quarantotto ore prescritto dal quarto comma dell'art. 558 c.p.p. per la presentazione da parte del p.m. dell'arrestato all'udienza per la convalida ed il contestuale giudizio direttissimo è sufficiente la "presentazione" in udienza, non rilevando che l'inizio della effettiva trattazione dello specifico procedimento avvenga successivamente perché posposto alla conclusione di altro giudizio già in corso in quel momento. (Annulla senza rinvio, Trib. Palermo, 29/04/2013 )

Cassazione penale sez. VI  26 novembre 2013 n. 3741  

 

In tema di presentazione diretta dell'arrestato da parte della polizia giudiziaria davanti al giudice del dibattimento per la convalida dell'arresto e il contestuale giudizio, l'art. 558, comma 1, c.p.p. stabilisce che gli ufficiali o gli agenti di polizia giudiziaria che conducono l'arrestato sono tenuti ad avvisare il difensore di fiducia o, in mancanza, quello designato di ufficio a norma dell'art. 97, comma 3, c.p.p. Al riguardo, l'estrema ristrettezza dei tempi del procedimento, connessa allo status custodiale, non richiede, tuttavia, che l'avviso dell'udienza sia oggetto di formale notificazione al difensore, essendo sufficiente l'avviso orale e, "a fortiori", a mezzo fax dato dalla polizia giudiziaria al difensore.

Cassazione penale sez. IV  25 giugno 2008 n. 31454



 
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