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Codice proc. penale agg.  al  9 Apr 2015
 
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Art. 569 cod. proc. penale: Ricorso immediato per cassazione

1. La parte che ha diritto di appellare la sentenza di primo grado può proporre direttamente ricorso per cassazione.

2. Se la sentenza è appellata da una delle altre parti, si applica la disposizione dell’articolo 580. Tale disposizione non si applica se, entro quindici giorni dalla notificazione del ricorso, le parti che hanno proposto appello dichiarano tutte di rinunciarvi per proporre direttamente ricorso per cassazione. In tale caso, l’appello si converte in ricorso e le parti devono presentare entro quindici giorni dalla dichiarazione suddetta nuovi motivi, se l’atto di appello non aveva i requisiti per valere come ricorso.

3. La disposizione del comma 1 non si applica nei casi previsti dall’articolo 606 comma 1 lettere d) ed e). In tali casi, il ricorso eventualmente proposto si converte in appello.

4. Fuori dei casi in cui nel giudizio di appello si sarebbe dovuta annullare la sentenza di primo grado, la corte di cassazione, quando pronuncia l’annullamento con rinvio della sentenza impugnata a norma del comma 1, dispone che gli atti siano trasmessi al giudice competente per l’appello.


Giurisprudenza annotata

Ricorso immediato per cassazione

I provvedimenti del Magistrato di sorveglianza in materia di applicazione della misura alternativa dell'espulsione del detenuto straniero dal territorio dello Stato, ai sensi dell'art. 16, comma 5, d.lg. n.286 del 1998, non sono immediatamente ricorribili per cassazione, in quanto opponibili davanti al tribunale di sorveglianza ed estranei all'area di applicazione della regola fissata dall'art. 569, comma 1, c.p.p. (Ordina trasmissione degli atti, Mag. sorv. Firenze, 26/11/2013)

Cassazione penale sez. I  05 novembre 2014 n. 53182  

 

Il ricorso per cassazione proposto "per saltum" da qualsiasi parte processuale e, quindi, anche dal p.m., che contenga tra i motivi, pur se in via subordinata, la censura di cui all'art. 606, comma 1, lett. e), c.p.p., deve essere conv. in appello ai sensi dell'art. 569, comma 3, c.p.p. (Qualifica appello il ricorso, Gip Trib. Belluno, 09/07/2013 )

Cassazione penale sez. III  08 ottobre 2014 n. 48978  

 

In ipotesi di ricorso "per saltum", all'annullamento della sentenza di primo grado per difetto assoluto di motivazione consegue il rinvio, non al giudice che l'ha emessa, ma al giudice di appello, che, dovendo redigere "ex novo" la motivazione mancante, è investito di una devoluzione totale del merito. (Annulla con rinvio, Giud.pace Udine, 20/01/2014 )

Cassazione penale sez. fer.  19 agosto 2014 n. 38927

 

È manifestamente inammissibile la q.l.c. dell'art. 569, comma 4, c.p.p., censurato, in riferimento agli art. 3, comma 1, e 24, comma 2, cost., nella parte in cui, prevedendo il rinvio al giudice competente per l'appello, "non fa eccezione per l'ipotesi in cui la sentenza annullata non sia stata pronunciata in esito a giudizio di primo grado previo contraddittorio (dibattimento, giudizio abbreviato)". La questione è priva di rilevanza in quanto il rimettente non deve fare applicazione della norma impugnata, atteso che l'art. 569 c.p.p. è stato applicato dalla Corte di cassazione, la quale in base ad esso ha qualificato l'impugnazione come ricorso per saltum, individuando poi il giudice di rinvio nella Corte d'appello rimettente, e dall‘autorità di giudicato delle decisioni della Cassazione in materia (art. 627, comma 1, c.p.p.) discende la irrilevanza di questioni che tendano a rimettere in discussione la competenza attribuita nel caso concreto dalla Cassazione medesima, in quanto ogni ulteriore indagine sul punto deve ritenersi definitivamente preclusa e quindi nessuna influenza potrebbe avere una qualsiasi pronuncia della Corte costituzionale nel giudizio a quo (sent. n. 247, 294 del 1995).

Corte Costituzionale  12 dicembre 2013 n. 306  

 

È manifestamente inammissibile, per difetto di rilevanza, la q.l.c., sollevata in riferimento agli art. 3 e 24 cost., dell'art. 569, comma 4, c.p.p., nella parte in cui, nel disciplinare gli effetti di un ricorso immediato per cassazione, prevede il rinvio al giudice competente per l'appello senza fare eccezione per l'ipotesi in cui la sentenza annullata non sia stata pronunciata in esito a giudizio di primo grado previo contraddittorio (dibattimento, giudizio abbreviato).

Corte Costituzionale  12 dicembre 2013 n. 306  

 

Nel caso di ricorso "per saltum" avverso sentenza che sia del tutto priva di motivazione, l'accoglimento del gravame comporta, secondo la regola generale dettata dal comma 4 dell'art. 569 c.p.p., l'annullamento con rinvio al giudice competente per l'appello, atteso che il rinvio al giudice di primo grado è previsto, in base alla medesima disposizione normativa, solo per il caso che trattisi di sentenza che, qualora gravata di appello, sarebbe stata soggetta ad annullamento; il che non può dirsi nell'ipotesi data, giacché la mancanza assoluta di motivazione non rientra tra i casi, tassativamente previsti dall'art. 604 c.p.p., in cui il giudice d'appello è investito del potere-dovere di annullamento.

Cassazione penale sez. V  25 settembre 2012 n. 43170  

 

Il ricorso in cassazione proposto avverso il provvedimento con cui il magistrato di sorveglianza dispone la proroga di una misura di sicurezza (nella specie, della libertà vigilata) va convertito in appello non essendo consentito dall'art. 569 c.p.p. il ricorso "per saltum" se non avverso le sentenze.

Cassazione penale sez. I  15 dicembre 2011 n. 6635  

 

A fronte del divieto, imposto dal comma 3 dell'art. 443 c.p.p., di appello "quoad poenam" da parte del p.m. e/o del p.g. avverso le sentenze emesse a seguito di procedimento condotto con il rito abbreviato, se è vero che tale appello non è, in sé, inammissibile, dovendo esser convertito - se proposto - in ricorso per cassazione ai sensi dell'art. 568 comma 5 c.p.p., non è rispondente a legittimità la procedura secondo la quale, a seguito del meccanismo di conversione in appello del ricorso "per saltum" proposto dalla pubblica accusa ai sensi del combinato disposto degli art. 569 e 580 c.p.p., diverrebbe appellabile la sentenza di cui sopra, atteso il sin troppo esplicito divieto posto dal comma 3 dell'art. 443 c.p.p., ragion per cui, nel giudizio di secondo grado, la pubblica Accusa incorre nella sanzione di inammissibilità di cui all'art. 591 comma 1 n. 1 c.p.p., sub specie di mancanza di legittimazione. In ogni caso, anche a seguito della modifica introdotta all'art. 111 comma 2 secondo inciso cost., con la l. cost. 23 novembre 1999 n. 2, le eventuali violazioni di legge "quoad poenam" in cui sia incorso il giudice in una procedura condotta con il rito abbreviato dovranno essere valutate dal Supremo Collegio, senza possibilità di conversione in appello, neanche ex art. 569 e 580 c.p.p., attesa la preclusione legislativa più volte richiamata.

Corte appello Napoli sez. II  27 dicembre 2010 n. 7627

 

L'efficacia retroattiva della sentenza della corte costituzionale n. 26 del 2007, che ha dichiarato illegittimo l'art. 593 c.p.p. nella parte in cui escludeva il potere di appello del p.m. avverso le sentenze di proscioglimento, comporta, in relazione al ricorso presentato dal p.m. direttamente in cassazione ai sensi del sostituito art. 593 c.p.p., che la sentenza impugnata deve essere considerata nuovamente appellabile, con la conseguenza che il ricorso deve essere trattato e deciso dalla corte di cassazione come ricorso "per saltum" a norma dell'art. 569 c.p.p. che al comma 3 prevede, in caso di accoglimento del ricorso, l'annullamento con rinvio al giudice competente per l'appello.

Cassazione penale sez. III  07 maggio 2009 n. 23976  



 
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