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Codice proc. penale agg.  al  9 Apr 2015
 
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Art. 572 cod. proc. penale: Richiesta della parte civile o della persona offesa

1. La parte civile, la persona offesa, anche se non costituita parte civile, e gli enti e le associazioni intervenuti a norma degli articoli 93 e 94, possono presentare richiesta motivata al pubblico ministero di proporre impugnazione a ogni effetto penale.

2. Il pubblico ministero, quando non propone impugnazione, provvede con decreto motivato da notificare al richiedente.


Giurisprudenza annotata

Richiesta della parte civile o della persona offesa

In via generale la parte civile non può impugnare i capi penali della sentenza di primo grado se non indirettamente, attraverso il potere di sollecitazione del pubblico ministero previsto dall'art. 572 c.p.p., mentre le è riconosciuto il potere di impugnazione contro i capi della sentenza di condanna che riguardino l'azione civile, nonché, ai soli effetti della responsabilità civile, contro le sentenze di proscioglimento pronunciate nel giudizio, così come espressamente previsto dall'art. 576 c.p.p.; per quanto concerne i procedimenti dinanzi al giudice di pace, la parte civile, in applicazione della regola generale, è legittimata ad impugnare le sentenze di proscioglimento, ai soli effetti civili, nonché, anche agli effetti penali, la sentenza di proscioglimento relativa a procedimento instaurato con il ricorso immediato previsto dall'art 21 del d.lg. n. 274 del 2000.

Cassazione penale sez. V  19 settembre 2014 n. 48696  

 

In via generale la parte civile non può impugnare i capi penali della sentenza di primo grado se non indirettamente, attraverso il potere di sollecitazione del p.m. previsto dall'art. 572 c.p.p., mentre le è riconosciuto il potere di impugnazione contro i capi della sentenza di condanna che riguardino l'azione civile, nonché, ai soli effetti della responsabilità civile, contro le sentenze di proscioglimento pronunciate nel giudizio, così come espressamente previsto dall'art. 576 c.p.p.; per quanto concerne i procedimenti dinanzi al giudice di pace, la parte civile, in applicazione della regola generale, è legittimata ad impugnare le sentenze di proscioglimento, ai soli effetti civili, nonché, anche agli effetti penali, la sentenza di proscioglimento relativa a procedimento instaurato con il ricorso immediato previsto dall'art. 21 d.lg. n. 274 del 2000.

Cassazione penale sez. V  19 settembre 2014 n. 48696  

 

In tema di impugnazione della parte civile, la presunzione del conferimento del mandato alle liti per un solo grado del processo può essere superata da una diversa manifestazione di volontà la quale deve emergere dal mandato previsto dall'art. 100 c.p.p. e non può essere ritratta né dal contenuto delle procure previste dagli art. 76 e 122 c.p.p. (le quali assolvono la diversa funzione di attribuire al procuratore la capacità di essere soggetto del rapporto processuale); né da circostanze esterne, quali la sollecitazione dell'iniziativa impugnatoria del p.m. ex art. 572 c.p.p. o la presenza fisica della parte civile all'udienza tenutasi davanti alla corte d'appello, non essendo contemplato dalle disposizioni regolatrici della materia il potere della parte sostanziale di ratificare l'operato del difensore non legittimato. Annulla senza rinvio, App. Messina, 11/06/2012

Cassazione penale sez. III  16 maggio 2013 n. 37220  

 

Avverso le sentenze pronunciate in giudizio la "persona offesa", che non sia anche "parte civile" (o "querelante" condannato alle spese o ai danni a norma dell'art. 542 c.p.p.) non è legittimata a proporre impugnazione (artt. 572, 576, 577 c.p.p.).

Cassazione penale sez. V  03 marzo 1992



 
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