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Codice proc. penale agg.  al  9 Apr 2015
 
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Art. 574 cod. proc. penale: Impugnazione dell’imputato per gli interessi civili

1. L’imputato può proporre impugnazione contro i capi della sentenza che riguardano la sua condanna alle restituzioni e al risarcimento del danno e contro quelli relativi alla rifusione delle spese processuali.

2. L’imputato può altresì proporre impugnazione contro le disposizioni della sentenza di assoluzione relative alle domande da lui proposte per il risarcimento del danno e per la rifusione delle spese processuali.

3. L’impugnazione è proposta col mezzo previsto per le disposizioni penali della sentenza.

4. L’impugnazione dell’imputato contro la pronuncia di condanna penale o di assoluzione estende i suoi effetti alla pronuncia di condanna alle restituzioni, al risarcimento dei danni e alla rifusione delle spese processuali, se questa pronuncia dipende dal capo o dal punto impugnato.


Giurisprudenza annotata

Impugnazione dell'imputato per i soli interessi civili

La sentenza di appello che riconosca la sussistenza di una circostanza attenuante (nella specie, quella di cui all'art. 609-bis, ult. comma, cod. pen.) deve essere qualificata come pronuncia incidente sulla responsabilità penale dell'imputato, concorrendo a definirne la concreta configurazione, sicché, per l'effetto devolutivo di cui all'art. 574, comma quarto, cod. proc. pen., ha diretta efficacia sulla quantificazione del risarcimento del danno, comportando l'obbligo per il giudice di procedere, pur in assenza di uno specifico motivo di appello, alla rideterminazione della somma liquidata. (Annulla in parte con rinvio, App. Firenze, 10/01/2013 )

Cassazione penale sez. III  26 giugno 2014 n. 40552  

 

La sentenza di appello che riconosca la sussistenza di una circostanza attenuante (nella specie quella di cui all’art. 609 bis, ult. comma, c.p.), in quanto pronuncia incidente sulla responsabilità penale dell’imputato, ha, in forza del principio devolutivo di cui all’art. 574, comma 4, c.p.p., diretta efficacia sulla quantificazione del risarcimento del danno, comportando l’obbligo per il giudice di procedere, anche in assenza di uno specifico motivo di appello, alla rideterminazione della somma liquidata.

Cassazione penale sez. III  26 giugno 2014 n. 40552  

 

È ammissibile l'appello proposto dall'imputato, avverso la sentenza del g.d.p. di condanna alla pena della multa, ancorché non specificamente rivolto al capo relativo alla condanna alla rifusione delle spese processuali in favore della parte civile, qualora con esso non venga contestata esclusivamente la specie o l'entità della pena, in quanto l'art. 37 d.lg. n. 274 del 2000 deve essere coordinato con la disposizione di cui all'art. 574, comma 4, c.p.p., per la quale l'impugnazione proposta avverso i punti della sentenza riguardanti la responsabilità dell'imputato estende i suoi effetti agli altri punti che dipendano dai primi, fra i quali sono ricompresi quelli concernenti la rifusione delle spese processuali che hanno il loro necessario presupposto nell'affermazione della responsabilità penale. (Annulla senza rinvio, Trib. Alessandria, 07/01/2013 )

Cassazione penale sez. V  16 ottobre 2013 n. 7455  

 

È ammissibile l'appello proposto dall'imputato - avverso la sentenza di condanna alla pena della multa ed al risarcimento del danno - ancorché quest'ultimo non abbia impugnato il capo relativo alla condanna al risarcimento dei danni in favore della parte civile, in quanto l'art. 37 d.lg. n. 274 del 2000 deve essere coordinato con la disposizione di cui all'art. 574, comma 4, c.p.p., in virtù della quale l'impugnazione dell'imputato contro la pronuncia di condanna penale estende i suoi effetti alla pronuncia di condanna al risarcimento dei danni ed alla rifusione delle spese, se questa dipende dal capo impugnato.

Cassazione penale sez. V  23 febbraio 2011 n. 20855  

 

La sentenza di appello che escluda la sussistenza di una circostanza aggravante deve essere qualificata come pronuncia incidente sulla responsabilità penale dell'imputato, concorrendo a definire la concreta configurazione di tale responsabilità, sicché, per l'effetto devolutivo di cui all'art. 574 comma 4 c.p.p., ha diretta efficacia sulla quantificazione del risarcimento del danno.

Cassazione penale sez. V  18 novembre 2010 n. 1917  

 

Poiché l'impugnazione dell'imputato contro la pronuncia di condanna penale, giusta la precisazione delimitativa dell'art. 574, comma 4, c.p.p., estende oggettivamente i suoi effetti devolutivi alla pronuncia di condanna al risarcimento dei danni, se quest'ultima dipende dal capo o dal punto gravato, impedendone la parziale irrevocabilità, è legittimamente proponibile dalla persona offesa costituita parte civile l'appello incidentale contro il capo della sentenza di condanna che riguarda l'azione civile e l'entità' del danno risarcibile; la parte della sentenza investita dell'appello incidentale risulta infatti logicamente collegata ai capi ed ai punti oggetto dell'impugnazione principale, potendo la parte civile, inizialmente acquiescente, subire indubbiamente dalla modifica di questi una diretta ed immediata influenza negativa. (Fattispecie in cui l'imputato aveva proposto appello, contestando il riconoscimento di responsabilità e la determinazione del concorso di colpa a lui ascritto ai fini della quantificazione del danno, rinunciando in seguito a tale ultimo motivo di gravame. La Corte ha ritenuto corretta la decisione del giudice di appello di rideterminazione del danno, in accoglimento dell'appello incidentale della parte civile). Rigetta, App. Firenze, 12 giugno 2008

Cassazione penale sez. IV  02 febbraio 2010 n. 17560  

 

In tema di giudizio davanti al g.d.p., in virtù dell'art. 574, comma 4, c.p.p., è ammissibile l'appello avverso la sentenza di condanna alla pena pecuniaria che contenga statuizioni civili, anche indipendentemente dall'espresso gravame contro queste ultime. Qualifica appello il ricorso, Giud.pace Mars.Nuovo, 21 novembre 2005

Cassazione penale sez. IV  10 luglio 2009 n. 41816  

 

L'impugnazione proposta dall'imputato contro la sentenza del giudice di pace, che lo abbia condannato ad una pena pecuniaria ed al risarcimento del danno in favore della parte civile, qualora con essa non venga contestato esclusivamente la specie o l'entità della pena, deve essere qualificata come appello sebbene non risulti espressamente impugnato il capo relativo alla condanna al risarcimento del danno, in quanto nel procedimento davanti al giudice di pace trova applicazione l'art. 574, comma quarto, cod. proc. pen., nella parte in cui prevede che l'impugnazione dell'imputato contro la pronuncia di condanna penale estende i suoi effetti alle statuizioni civili dipendenti dalla condanna. Qualifica appello il ricorso, Giud.pace Menfi, 02/02/2006

Cassazione penale sez. II  12 maggio 2009 n. 23555  

 

È qualificabile come appello il gravame proposto dall'imputato avverso la sentenza, pronunciata dal giudice di pace, di condanna a pena pecuniaria - ancorché l'art. 37 d.lg. n. 274/00 ne preveda l'appellabilità solo nel caso in cui sia impugnato il capo relativo alla condanna al risarcimento del danno - in virtù dell'effetto estensivo dell'impugnazione contro la condanna penale previsto dall'art. 574, comma 4, c.p.p.

Cassazione penale sez. IV  18 marzo 2009 n. 22324  

 

In tema di giudizio davanti al giudice di pace, in virtù dell'art. 574, comma quarto, cod. proc. pen., è ammissibile l'appello avverso la sentenza di condanna alla pena pecuniaria che contenga statuizioni civili, anche indipendentemente dall'espresso gravame contro queste ultime. Annulla con rinvio, Trib. Trento, 17 Giugno 2004

Cassazione penale sez. II  21 gennaio 2009 n. 5576  

 

L'impugnazione proposta dall'imputato contro la sentenza del giudice di pace, che lo abbia condannato ad una pena pecuniaria e al risarcimento del danno in favore della parte civile, qualora con essa venga dedotto anche il vizio di motivazione in riferimento all'apprezzamento della prova, è qualificabile come appello sebbene non risulti espressamente impugnato il capo relativo alla condanna al risarcimento del danno, in quanto nel procedimento davanti al giudice di pace trova applicazione l'art. 574, comma quarto, cod. proc. pen., nella parte in cui prevede che l'impugnazione dell'imputato contro la pronuncia di condanna penale estende i suoi effetti alle statuizioni civili dipendenti dalla condanna. Qualifica appello il ricorso, Giud.pace Avellino, 23 maggio 2007

Cassazione penale sez. V  20 gennaio 2009 n. 7063  

 

È qualificabile come appello, e non come ricorso per cassazione, il gravame dell'imputato avverso la sentenza del giudice di pace di condanna a pena pecuniaria che, pur avendo respinto la domanda di risarcimento dei danni della parte civile, abbia condannato l'imputato al pagamento delle spese di costituzione della stessa parte civile, in virtù dell'effetto estensivo dell'impugnazione contro la condanna penale previsto dall'art. 574, comma quarto, cod. proc. pen.. Qualifica appello il ricorso, Giud.pace Bari, 1 aprile 2008

Cassazione penale sez. V  20 gennaio 2009 n. 7051  



 
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