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Codice proc. penale agg.  al  9 Apr 2015
 
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Art. 576 cod. proc. penale: Impugnazione della parte civile e del querelante

1. La parte civile può proporre impugnazione, (1) contro i capi della sentenza di condanna che riguardano l’azione civile e, ai soli effetti della responsabilità civile, contro la sentenza di proscioglimento pronunciata nel giudizio. La parte civile può altresì (2) proporre impugnazione contro la sentenza pronunciata a norma dell’articolo 442, quando ha consentito alla abbreviazione del rito.

2. Lo stesso diritto compete al querelante condannato a norma dell’articolo 542.

 

(1) Le parole: “con il mezzo previsto per il pubblico ministero” sono state soppresse dall’art. 6, comma 1, lett. a), L. 20 febbraio 2006, n. 46.
(2) Le parole: “con lo stesso mezzo e negli stessi casi” sono state così sostituite dall’art. 6, comma 1, lett. b), L. 20 febbraio 2006, n. 46.


Giurisprudenza annotata

Impugnazione della parte civile

In tema di reati di competenza del giudice di pace, non sussiste alcun interesse per la parte civile ad impugnare, anche ai soli fini civili, la sentenza dichiarativa dell'estinzione del reato per intervenuta condotta riparatoria, in quanto la pronuncia, limitandosi ad accertare la congruità del risarcimento offerto ai soli fini dell'estinzione del reato, non riveste autorità di giudicato nel giudizio civile per le restituzioni o per il risarcimento del danno e non produce, pertanto, alcun effetto pregiudizievole nei confronti della parte civile. (Dichiara inammissibile, Trib. Macerata, 04/07/2013 )

Cassazione penale sez. IV  15 gennaio 2015 n. 4610  

 

In via generale la parte civile non può impugnare i capi penali della sentenza di primo grado se non indirettamente, attraverso il potere di sollecitazione del pubblico ministero previsto dall'art. 572 c.p.p., mentre le è riconosciuto il potere di impugnazione contro i capi della sentenza di condanna che riguardino l'azione civile, nonché, ai soli effetti della responsabilità civile, contro le sentenze di proscioglimento pronunciate nel giudizio, così come espressamente previsto dall'art. 576 c.p.p.; per quanto concerne i procedimenti dinanzi al giudice di pace, la parte civile, in applicazione della regola generale, è legittimata ad impugnare le sentenze di proscioglimento, ai soli effetti civili, nonché, anche agli effetti penali, la sentenza di proscioglimento relativa a procedimento instaurato con il ricorso immediato previsto dall'art 21 del d.lg. n. 274 del 2000.

Cassazione penale sez. V  19 settembre 2014 n. 48696  

 

L'impugnazione della parte civile non può essere diretta a ottenere una modifica delle statuizioni penali, limitando l'art. 576 c.p.p. il potere di impugnazione della stessa ai capi della sentenza di condanna riguardanti l'azione civile nonché alle sentenze di proscioglimento (in applicazione del principio la Corte ha dichiarato inammissibile il ricorso proposto avverso una sentenza di patteggiamento riguardante la correttezza delle statuizioni penali: nello specifico, l'asserita erroneità del calcolo della pena concordata e la valutazione delle circostanze).

Cassazione penale sez. VI  30 ottobre 2013 n. 44906  

 

Non sussistono i presupposti per l'operatività dell'art. 578 c.p.p. nel caso in cui il giudice di appello, in riforma della sentenza di primo grado di assoluzione debba pronunciare declaratoria di estinzione del reato per prescrizione ed, in assenza della impugnazione della parte civile, nemmeno sussistono i presupposti per l'applicabilità dell'art. 576 c.p.p., che conferisce al Giudice della impugnazione il potere di decidere sul capo della sentenza relativo alla azione risarcitoria, anche in mancanza di una precedente statuizione sul punto. Annulla in parte senza rinvio, App. Roma, 19/04/2012

Cassazione penale sez. II  17 ottobre 2013 n. 46257  

 

Nei casi in cui nel giudizio penale sia prescritto che la parte stia in giudizio col ministero di difensore munito di procura speciale, il mandato, in virtù del generale principio di conservazione degli atti, deve considerarsi valido - sia con riguardo al conferimento della procura a impugnare al difensore sia all'oggetto dello specifico gravame (art. 576 c.p.p.) - anche quando la volontà del mandante non sia trasfusa in rigorose formule sacramentali, ovvero sia espressa in forma incompleta, potendo il tenore dei termini usati nella redazione della procura speciale e la sua collocazione escludere ogni incertezza in ordine all'effettiva portata della volontà della parte. (Fattispecie nella quale la Corte ha ritenuto la procura speciale rilasciata dalla parte civile al difensore per la costituzione completa anche della cosiddetta "procura "ad litem"" contemplando, accanto all'ampio mandato a stare in giudizio, anche il mandato difensivo individuato dall'indicazione dello specifico oggetto della causa). Rigetta, App. Bologna, 16/05/2012

Cassazione penale sez. II  11 luglio 2013 n. 46159  

 

La disciplina di cui all'art. 578 c.p.p. non si applica quando appellante o ricorrente sia la parte civile, alla quale la previsione contenuta nell'art. 576 c.p.p. riconosce il diritto ad una decisione incondizionata sul merito della propria domanda.

Cassazione penale sez. I  09 aprile 2013 n. 26016

 

La parte civile non è legittimata a proporre appello, né in via principale, ai sensi dell'art. 576 c.p.p., né in via incidentale, ai sensi dell'art. 595 c.p.p., avverso la sentenza di primo grado con la quale, essendosi dichiarato non doversi procedere a carico dell'imputato per intervenuta prescrizione del reato a lui ascrittola stata omessa ogni pronuncia sulle pretese risarcitorie della persona offesa, dovendosi escludere, in via generale, che al giudice d'appello possa chiedersi una statuizione che non sarebbe stata consentita al giudice di primo grado (atteso che questi, ai sensi dell'art. 538 c.p.p., può provvedere in ordine alle pretese civilistiche solo quando pronunci sentenza di condanna dell'imputato), e non comportando, d'altra parte, in nessun caso, la declaratoria di estinzione del reato adottata dal giudice penale pregiudizio alcuno all'utile esercizio dell'azione risarcitoria in sede civile.

Cassazione penale sez. VI  21 marzo 2013 n. 19540  

 

Allorché la parte civile impugni una sentenza di proscioglimento che non abbia accolto le sue conclusioni, chiedendo la riforma di tale pronunzia, l'atto di impugnazione, ricorrendo le altre condizioni, è ammissibile anche quando non contenga l'indicazione che l'atto è proposto ai soli effetti civili, discendendo tale effetto direttamente dall'art. 576 c.p.p.

Cassazione penale sez. un.  20 dicembre 2012 n. 6509  



 
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