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Art. 580 cod. proc. penale: Conversione del ricorso in appello

1. Quando contro la stessa sentenza sono proposti mezzi di impugnazione diversi, nel caso in cui sussista la connessione di cui all’articolo 12, il ricorso per cassazione si converte nell’appello.


Giurisprudenza annotata

Conversione del ricorso in appello

In tema di giudizio abbreviato, il ricorso per cassazione proposto dal p.m. avverso la sentenza di condanna e conv. in appello in applicazione dell'art. 580 c.p.p., conserva la propria natura di impugnazione di legittimità; tuttavia, una volta concluso positivamente il giudizio rescindente, il giudice d'appello riprende la propria funzione di giudice del merito e può adottare le statuizioni conseguenti alla formulazione del giudizio rescissorio devolutogli. (Fattispecie in cui la corte di appello, accogliendo il ricorso per cassazione del p.m. per difetto di motivazione in ordine alla concessione di un'attenuante, aveva provveduto a rideterminare "in peius" la pena). Annulla in parte senza rinvio, App. Milano, 24/11/2011

Cassazione penale sez. I  21 maggio 2013 n. 40280  

 

La norma che prevede la riconversione del ricorso in appello, qualora la sentenza venga impugnata contemporaneamente con mezzi di impugnazione diversi, ha la funzione di concentrare i mezzi di impugnazione in un'unica fase processuale, tuttavia, il ricorso per cassazione mantiene la natura di impugnazione di legittimità, e come tale deve essere valutata l'ammissibilità ai sensi dell'art. 606 c.p.p. Solo dopo la fase rescindente, analogamente a quella del giudizio di legittimità, vi sarà eventualmente lo svolgimento della fase rescissoria.

Corte appello L'Aquila  23 giugno 2011 n. 2233  

 

La conversione in appello del ricorso per cassazione proposto dal pubblico ministero contro una sentenza di condanna emessa con il rito abbreviato, ed appellata dall'imputato, opera "ope legis" e non può essere annullata dalla successiva scelta dell'imputato appellante di rinunciare all'impugnazione. Qualifica appello il ricorso, Gup Trib. Catania, 23/06/2010

Cassazione penale sez. VI  14 giugno 2011 n. 24965  

 

Integra un errore percettivo, di fatto, suscettibile di formare oggetto del ricorso straordinario previsto dall'art. 625 bis c.p.p., l'omessa conversione del ricorso per cassazione in appello in violazione dell'art. 580 c.p.p. (Nella specie la Corte, nell'accogliere l'impugnazione proposta dal P.G. contro la sentenza emessa dal giudice di primo grado quanto al trattamento sanzionatorio, non si era avveduta dell'appello proposto dall'imputato contro la medesima sentenza, annullando senza rinvio quest'ultima previa rideterminazione della pena). Annulla senza rinvio, Cass., 02 febbraio 2010

Cassazione penale sez. III  15 febbraio 2011 n. 22311  

 

A fronte del divieto, imposto dal comma 3 dell'art. 443 c.p.p., di appello "quoad poenam" da parte del p.m. e/o del p.g. avverso le sentenze emesse a seguito di procedimento condotto con il rito abbreviato, se è vero che tale appello non è, in sé, inammissibile, dovendo esser convertito - se proposto - in ricorso per cassazione ai sensi dell'art. 568 comma 5 c.p.p., non è rispondente a legittimità la procedura secondo la quale, a seguito del meccanismo di conversione in appello del ricorso "per saltum" proposto dalla pubblica accusa ai sensi del combinato disposto degli art. 569 e 580 c.p.p., diverrebbe appellabile la sentenza di cui sopra, atteso il sin troppo esplicito divieto posto dal comma 3 dell'art. 443 c.p.p., ragion per cui, nel giudizio di secondo grado, la pubblica Accusa incorre nella sanzione di inammissibilità di cui all'art. 591 comma 1 n. 1 c.p.p., sub specie di mancanza di legittimazione. In ogni caso, anche a seguito della modifica introdotta all'art. 111 comma 2 secondo inciso cost., con la l. cost. 23 novembre 1999 n. 2, le eventuali violazioni di legge "quoad poenam" in cui sia incorso il giudice in una procedura condotta con il rito abbreviato dovranno essere valutate dal Supremo Collegio, senza possibilità di conversione in appello, neanche ex art. 569 e 580 c.p.p., attesa la preclusione legislativa più volte richiamata.

Corte appello Napoli sez. II  27 dicembre 2010 n. 7627  

 

In tema di conversione di ricorso in appello, l'atto di gravame continua a essere regolato anche davanti al giudice d'appello dalle norme proprie del ricorso per cassazione, sicchè il giudice ne conosce il contenuto nei limiti fissati dall'art. 606 cod. proc. pen.. (Nella fattispecie, relativa a giudizio abbreviato, la Corte ha ritenuto che il ricorso del PG, convertito in appello a seguito di impugnazione degli imputati, contenesse solo censure di merito inammissibili in sede di legittimità e che pertanto il suo accoglimento da parte della Corte territoriale violasse le disposizioni di cui agli artt. 443, comma terzo e 568, comma terzo, cod. proc. pen.). Annulla in parte senza rinvio, App. Napoli, 23 Settembre 2004

Cassazione penale sez. II  17 dicembre 2008 n. 4468  

 

È manifestamente infondata la q.l.c. degli art. 443, comma 3, e 580 c.p.p., sollevata, in riferimento agli art. 3 e 24 cost., nella parte in cui vengono interpretati nel senso della persistenza, anche in presenza di una rinuncia all'impugnazione da parte dell'imputato, della conversione in appello del ricorso per cassazione proposto dal p.m. avverso la sentenza di condanna, che non abbia modificato il tìtolo del reato, resa in sede di giudizio abbreviato. Infatti, in virtù dell'avvenuta presentazione dell'appello da parte dell'imputato, l'unica norma applicabile al ricorso per cassazione proposto dal p.m. è l'art. 580 c.p.p., non potendosi fare discendere da libere scelte di opportunità dell'imputato, la retrocessione dell'impugnazione concorrente alla fase antecedente alla conversione, mentre, per ovvie ragioni di economia processuale, visto che il processo è già incardinato davanti al giudice di appello, è quest'ultimo a dover decidere anche nel merito l'impugnazione.

Cassazione penale sez. I  01 ottobre 2008 n. 38437  

 

Il principio, fissato dall'art. 580 c.p.p., secondo il quale, quando siano proposti mezzi di impugnazione diversi contro la stessa sentenza, il ricorso per cassazione si converte nell'appello, non trova applicazione solo nel caso in cui l'appellante abbia proposto un'impugnazione inammissibile. Al contrario, in ogni altro caso, in presenza di un appello ammissibile, la conversione rimane persistentemente operativa, anche qualora l'appellante abbia poi rinunciato all'appello.

Cassazione penale sez. I  01 ottobre 2008 n. 38437  



 
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